I macarons, simbolo della pasticceria francese, hanno origini italiane. Da Firenze ai conventi di Nancy fino ai salotti di Parigi, la storia di un dolce che ha attraversato secoli e tradizioni.
Origini italiane del macaron
Mandorle, zucchero e albumi: un impasto semplice che nei secoli ha viaggiato da Firenze a Parigi, trasformandosi da biscotto rustico a raffinata icona di salotti aristocratici e pasticcerie alla moda.
Secondo i cronisti dell’epoca, i primi antenati del macaron comparvero in Italia, tra i conventi e le cucine nobiliari. La parola stessa deriva dal termine italiano maccherone, che non indicava la pasta, bensì un composto morbido a base di mandorle e zucchero. La tradizione vuole che Caterina de’ Medici, sposando Enrico II di Francia nel 1533, portò con sé cuochi fiorentini che introdussero questo dolce alla corte francese.
I macarons nei conventi francesi
Per molto tempo i macarons non avevano ancora l’aspetto che conosciamo oggi: erano biscotti rotondi, croccanti fuori e teneri dentro, senza ripieno. In Francia si diffusero soprattutto nei conventi. Celebre è la storia delle sœurs macarons di Nancy, due suore carmelitane che nel XVIII secolo prepararono e vendettero questi biscotti per sopravvivere durante la Rivoluzione francese. La loro ricetta, rimasta invariata, è ancora oggi un simbolo della città, ufficialmente conosciuta come Ville du macaron.
Le varianti regionali
Con il tempo, ogni regione francese sviluppò una propria versione.
- Ad Amiens si arricchivano con miele e frutta candita.
- A Saint-Émilion erano più rustici e ricchi di mandorle.
- A Cormery si racconta che avessero la forma di un ombelico, un dettaglio che divertì i cronisti dell’epoca.
La trasformazione ottocentesca
Fu solo a metà Ottocento che i macarons assunsero la forma odierna: due gusci uniti da un ripieno cremoso. L’innovazione si deve alla celebre pasticceria parigina Ladurée, fondata nel 1862. Pierre Desfontaines, cugino del fondatore, ebbe l’intuizione di trasformare il biscotto doppio in una piccola opera d’arte, aggiungendo creme al burro, marmellate e ganache. Da quel momento il macaron divenne un’icona di eleganza e raffinatezza.
Dal passato al presente
Oggi i macarons si presentano in una gamma infinita di colori e sapori: ai classici pistacchio, lampone e cioccolato si affiancano sperimentazioni al tè matcha, al pepe rosa o persino al foie gras. Ma, nonostante le interpretazioni moderne, l’essenza resta immutata: la stessa combinazione di mandorle, zucchero e albumi che attraversa i secoli.
Così, assaggiando un macaron a Parigi o a Nancy, si compie un viaggio nel tempo che porta dalle cucine italiane del Rinascimento ai conventi francesi, fino ai salotti eleganti della capitale.
Testo e foto © Scilla Nascimbene
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