Le case troglodite raccontano una storia che attraversa i secoli. La nostra guida Mustafa ci spiega che molte di queste abitazioni vennero scavate tra i 700 e i 900 anni fa dalle comunità berbere della regione.
Tutto veniva realizzato a mano. Prima si scavava il grande cortile centrale, poi l’ingresso e le stanze, ricavate direttamente nella roccia e nell’argilla, e infine la grande cisterne sotterranee per raccogliere l’acqua piovana.
«Le popolazioni berbere scesero dalle zone montuose anche per una ragione pratica: lavorare la terra risultava meno faticoso che continuare a spaccare la roccia della montagna», aggiunge Mustafa.
Queste abitazioni nascono come risposta al clima estremo del sud tunisino. Durante l’estate le temperature esterne raggiungono i 45 – 50 gradi, mentre all’interno delle stanze la temperatura resta intorno ai 25 gradi grazie all’isolamento naturale della terra.
Fino al 1968-1969 molte famiglie vivevano ancora stabilmente nelle case troglodite. Le forti piogge e le alluvioni di quegli anni provocarono però danni e crolli, spingendo parte della popolazione a trasferirsi verso la nuova Matmata, costruita a circa dieci chilometri dal villaggio originario.
Oggi gli abitanti di Matmata vivono queste case durante i periodi più caldi. Quando il sole rende difficile restare all’aperto, le antiche case sotterranee tornano a riempirsi di vita, grazie alla loro temperatura fresca e costante.
Una di queste abitazioni, oggi trasformata in museo e aperta ai visitatori, è stata utilizzata come set cinematografico per alcune scene di Star Wars Episode IV: A New Hope, contribuendo a rendere Matmata conosciuta anche nel mondo del cinema.
Per vedere il reel delle case troglodite di Matmata su
Facebook — clicca qui
Instagram — clicca qui
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Tratto dal reportage sul viaggio in Tunisia: LINEE DI SABBIA. Per leggere l’intero reportage, clicca qui.
Potrebbero interessarti anche: