AUSTRIA, CARINZIA, Turracher

“Giulio Cesare conquistò la Gallia (57 a.C.) perché i suoi soldati combattevano con le spade di ferro norico, proveniente dalla Carinzia”, spiega la guida Horst Ragusch.

 “Grazie all’alta percentuale di carbonio, quel tipo di ferro aveva le stesse qualità dell’acciaio: era leggero, flessibile, duro e resistente alla ruggine. L’impero romano occupò la provincia del Noricum (corrispondente all’odierna Carinzia e a parte della Stiria) soprattutto per impossessarsi delle miniere di ferro, le cui qualità erano decantate anche nella letteratura classica; per gli antichi Romani avere il gladio di ferro norico era sinonimo di prestigio e di appartenenza a un alto ceto sociale”. 

L’attività mineraria in Carinzia e in Stiria costituì una grande fonte di ricchezza fino alla seconda metà dell’Ottocento quando, a causa della concorrenza mondiale, le miniere furono abbandonate.

Nel Montanmseum Turrach, oltre a vari utensili dei minatori, è conservata la copia del Bessemerbirne: un contenitore a forma di pera utilizzato per produrre l’acciaio; fu proprio la località di Turracher ad avere per prima in Europa questo contenitore, arrivato nel 1863 dagli Stati Uniti.

Nella vicina chiesa parrocchiale di Turrach Predlitz, voluta dagli stessi minatori, due statue li raffigurano nell’atto di portare in dono all’altare il ferro: il loro bene più prezioso.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.301 di Itinerari e Luoghi – Giugno 2022, all’interno del reportage IL MAGGIORDOMO DELLE MALGHE, in collaborazione con l’Ente della Carinzia 

Foto di copertina ©Scilla Nascimbene

Leggi il reportage completo su Turracherhöhe in Carinzia: IL MAGGIORDOMO DELLE MALGHE

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