TRENTINO ALTO ADIGE, ALTA PUSTERIA
Pallide cattedrali di roccia, al confine tra il finito e l’immenso, disegnano orizzonti verticali e silenziose ombre, sotterrando gli echi della Grande Guerra. A valle, concerti di torrenti suonano insieme al vento le melodie dei masi, mentre le renne della Croda Rossa vagano nella notte seguendo il bagliore della luna piena.
Era da quarant’anni che non si vedeva al Waldruhe. Il blu cobalto del petto e le piume color terra bruciata si confondono tra le frange ombrose dei larici e i fili d’erba incandescenti di sole, davanti all’incantevole spettacolo della Meridiana di Sesto. Fiero come un pavone e tuttavia guardingo, il raro gallo cedrone si concede per pochi istanti, dileguandosi tra gli sterpi e i bassi arbusti dell’oscura macchia boschiva, mentre, nel cielo azzurro, una poiana plana nelle correnti ventose, di fronte alla terrazza della stube tirolese.
Siamo sul Monte di Fuori, nell’ultimo angolo della valle: qui non esiste il traffico, perché finisce la strada. Nulla disturba la pace e il waldruhe: il “silenzio del bosco”, nome che il nonno Johann diede alla prima locanda, quando la aprì nel suo antico maso.
“I miei nonni hanno aperto la stube nel 1973” mi racconta Stefan “prima non c’era la terrazza e nemmeno la strada, ma solo un piccolo sentiero. Gli ospiti arrivavano coi cavalli e, in inverno, con la slitta. I miei nonni preparavano una minestra d’orzo, un po’ di speck, le mezzelune fatte in casa e poco altro e avevano alcune camere dove si poteva dormire: sono le nostre camere antiche, in legno di cirmolo, con i vecchi mobili tirolesi dipinti a mano da un artigiano del paese. Abbiamo voluto mantenerle, perché fanno parte dell’anima della casa”.
Stefan Senfter, 41 anni, gestisce dal 2007 l’antica Gasthof Waldruhe assieme a sua moglie Monica e il ristorante porta il marchio Slowfood, che per loro deve essere sinonimo di buono, pulito e giusto.
“Devi dare tanto della tua anima” mi dice Stefan. “La mia soddisfazione è quella di far alzare con un sorriso le persone che vengono qui, come già facevano i miei nonni e poi i miei genitori. Anche se ho dato una mia interpretazione, i segreti della mia cucina sono quelli che ho imparato dalla mia mamma e dalla mia nonna.
A me piace conoscere gli ospiti. Spiego loro i piatti, perché vengono preparati e serviti così. Racconto le nostre tradizioni e, a volte, la nostra storia.
Questo maso ha cinquecento anni: si chiama Maurer, che significa muri, perché al confine del bosco c’erano i muri di sassi, fatti con le pietre rimosse dai campi per poter coltivare le patate. Era una zona molto povera e tutto è cambiato negli anni Cinquanta – Sessanta, con l’avvento del turismo: una realtà completamente nuova che ha portato il benessere e ha modificato l’aspetto della vallata. In questo posto però si respira ancora l’atmosfera di cento anni fa.
Oggi è mio fratello Martin che si occupa del maso e fa anche il boscaiolo, perché il maso non porta guadagni. Lo vivi. Insegni ai tuoi figli come tenerlo e così gli trasmetti le tue radici: per questo porto avanti il Waldruhe.
Per noi il maso è qualcosa di molto antico. È la nostra identità. Solo chi ci è nato può prendersene cura. Nessuno qui ti vende un maso: sarebbe come vendere il cuore”.
È quasi l’ora del tramonto e Stefan deve tornare in cucina per preparare la cena e girare l’arrosto nel forno. Mi accompagna fino all’inizio della strada. Dove finiscono i larici.
“Senti il fruscio del vento?” mi chiede “questo è il silenzio del bosco”.
In soli 20 minuti a piedi dal Waldruhe, lungo la “Via della meditazione” si raggiunge la Cappella del Bosco, costruita per i contadini durante la Prima Guerra Mondiale (vedi quinto itinerario).
Gli schlutzkrapfen di Stefan Senfter
I deliziosi ravioli a mezzaluna fatti in casa sono un grande classico del ricettario tradizionale altoatesino che a Sesto non viene farcito con spinaci o ricotta, ma con patate lesse, passate nello schiacciapatate.
Ingredienti per 4 persone:
Per l’impasto: 125 g di farina di segale, 125 g di farina di frumento, 1 uovo, 60 ml di acqua tiepida, 1 cucchiaio di olio, sale.
Per il ripieno: 250 g di patate farinose, 50 g di cipolle tritate finemente, 1 spicchio d’aglio tritato finemente, 30 g di burro, mezzo porro, erba cipollina tagliata finemente, sale e pepe.
Per guarnire: parmigiano grattugiato, burro, erba cipollina tagliata finemente.
Preparazione
Impasto: unire le farine in una scodella e aggiungere il sale. Mescolare l’uovo con l’acqua tiepida e l’olio, incorporare alle farine e amalgamare bene fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprire con un canovaccio e far riposare per 30 minuti.
Ripieno: lessare e sbucciare le patate e passarle nello schiacciapatate. Dorare il porro tagliato finemente nel burro assieme alla cipolla e all’aglio, unire al composto di patate e condire con sale e pepe. Tirare la pasta fino a ottenere una sfoglia sottile. Con un coppapasta rotondo ritagliare dei dischetti di circa 7 cm di diametro. Disporre un cucchiaino di ripieno al centro. Inumidire il bordo con acqua, piegare a mezzaluna e sigillare bene i bordi con la pressione dei polpastrelli. Far bollire gli Schlutzkrapfen in acqua salata. Cospargere di parmigiano e servire con burro fuso e erba cipollina. Tempo di cottura 5- 6 minuti.
Le renne della Croda Rossa
Kelly ha il pelo scuro color del bosco e le corna calde e vellutate. Le sento pulsare tra le mani. “È perché stanno stanno ancora crescendo” mi dice Christian. Kelly è una delle cinque renne che vivono sui Prati di Croda Rossa, detta anche Cima Dieci.
L’idea di far arrivare le nordiche bestiole sulle Dolomiti di Sesto risale a una ventina d’anni fa. Tutto partì da Christian Tschurtschenthaler che, all’epoca, organizzava viaggi in motoslitta, mostrando ai turisti le bellezze di quel paradiso montano. Ma quanto rumore quella motoslitta! E che puzza di carburante! Serviva un mezzo in armonia con la natura. Così chiese ai bambini quale fossero, secondo loro, gli animali più adatti a trainare una slitta. Il 92% rispose: “Le renne”. E renne furono! Arrivarono a fine novembre 2003, dopo un viaggio di tre settimane, da Vuotso: un piccolo paese di cinquecento contadini e cinquemila renne, in Finlandia, 300 km oltre il Circolo Polare Artico. I nuovi ospiti erano due bellissime femmine e il maschio Rudolf che, a Natale, già trainava la slitta. Rudolf divenne una vera star per i bambini in visita alla Croda Rossa, ma nel 2014 scappò, cacciato da un giovane maschio, diventato il nuovo capo branco. Christian mi mostra il suo maestoso palco e mi spiega che ogni anno le renne perdono le corna e che quelle che ricrescono sono più grandi. I maschi lasciano cadere il palco a dicembre – gennaio. Le femmine, invece, tengono le corna fino alla primavera, quando partoriscono, proprio per difendersi dai maschi durante la gestazione.
La stagione dell’amore è in autunno e la gestazione dura da 180 fino a 270 giorni. Ciò dipende dalle condizioni meteorologiche: le femmine partoriscono quando sentono arrivare la primavera e le temperature si alzano.
I cuccioli sono bianchi come la neve; hanno le zampe lunghe e la testa piccola e dopo un’ora di vita si reggono in piedi.
Gli adulti hanno il manto chiaro nella stagione fredda. Il pelo invernale è molto lungo e protegge fino a -47°, mentre quello estivo è scuro e più corto. Anche le corna sono coperte dal pelo finché sono in crescita, cioè fino alla metà di agosto. Poi il pelo sparisce e rimane solo l’osso.
Il cibo preferito dalle renne sono i licheni e, d’estate, i funghi, soprattutto quelli velenosi.
Nella stagione estiva le renne della Croda Rossa rimangono nel recinto, accanto alla stazione a monte degli impianti di risalita, ma in inverno sono libere sulle piste da sci. Grazie agli zoccoli che si aprono in due, non affondano nelle neve fresca e vagano placide fra i boschi.
Anche durante la notte, ma solo se c’è la luna piena.
La Meridiana di Sesto
“Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.”
Emilio Comici (1901 – 1940), pietra miliare della storia dell’alpinismo, aprì circa 200 vie solo nelle Dolomiti: i “Monti Pallidi” o, come disse il celebre architetto Le Corbusier, “la più bella opera architettonica del mondo”, dal 2009 patrimonio mondiale Unesco.
Nelle Dolomiti di Sesto, il Rifugio Comici, dedicato all’alpinista, è posto in un incantevole scenario dominato dalla Croda dei Toni, o Cima Dodici, una delle montagne che compongono la Meridiana di Sesto. Questo imponente orologio di pietra è formato da cinque cime (la Nove, la Dieci, la Undici, la Dodici e la Una). Il giorno del solstizio d’inverno, tra le 9 e le 13, la posizione del sole sopra le vette, osservata da Bagni di Moso, frazione di Sesto, indica l’orario, che coincide con la denominazione dei massicci montuosi, ad esempio a mezzogiorno il sole sovrasta la Cima Dodici.
La Val Fiscalina
È lunga solamente 4,5 km, ma è una meta molto amata sia da chi è in cerca di relax, sia dagli escursionisti più ambiziosi. La Val Fiscalina parte da Moso, attraversa il Parco Naturale Tre Cime fino al Rifugio Fondovalle. Prati in fiore e fitti boschi di larice, solcati dal Rio Fiscalino, con le sue acque turchesi su un letto di bianche pietre calcaree, sono incorniciati dalle imponenti vette della Meridiana di Sesto, che si stagliano sullo sfondo. Nei vecchi fienili di legno che si trovano tra i larici, i contadini conservano il fieno profumato. La Val Fiscalina è un punto di partenza ideale per escursioni nelle Dolomiti ed è anche la via più breve per accedere all’universo montano delle Tre Cime. Dalla valle si possono infatti raggiungere le principali mete escursionistiche della zona, tra cui le famose Tre Cime di Lavaredo, il Rifugio Locatelli, il Rifugio Zsigmondy Comici, il Rifugio Carducci e il Rifugio Pian di Cengia. Per i turisti non particolarmente allenati, una semplice passeggiata tra i boschi fino al rifugio Fondovalle basterà per godersi la natura e il panorama circostante.
I cuscini con i noccioli di ciliegia
I noccioli di ciliegia sono fra i materiali di imbottitura naturali più utilizzati per la termoterapia, grazie alle caratteristiche di mantenimento del calore e trovano impiego fin dai tempi antichi.
I cuscini con noccioli di ciliegia possono essere utilizzati per alleviare tensioni muscolari, dolori reumatici e alle articolazioni, oppure semplicemente come le classiche borse d’acqua calda per scaldare i piedi.
Istruzioni: sul termosifone o sulla stufa per un calore mite; nel forno a 80° per circa 10-15 min; nel forno a microonde a 360 W per circa 2 min; nel congelatore per impacchi freddi.
Museo all’aperto e mostra sulla Grande Guerra
Chi conquistava le vette, si aggiudicava anche le vallate. Durante la Grande Guerra, le Dolomiti di Sesto furono teatro di molti combattimenti. A oltre 2.900 metri e in avverse condizioni atmosferiche, italiani e austriaci cercavano di difendere le proprie posizioni e di conquistare nuovi spazi. Tuttora, le molte rovine disseminate sulle montagne ricordano questa triste pagina di storia, che dall’oggi al domani fece di una Sesto austriaca e germanofona un comune del Regno d’Italia. L’associazione Onlus Bellum Aquilarum ha recuperato le testimonianze sopravvissute sull’allora linea del fronte. Il cuore del progetto è il Museo all’aperto presso l’Anderter Alpe, sulla Croda Rossa – campo base dei soldati austroungarici: una storia di opere, di eventi incredibili e di soldati che sfidarono l’altitudine, il freddo, le valanghe e la solitudine; costruirono strade, teleferiche, magazzini, postazioni, camminamenti e gallerie.
Nel centro di Sesto, la mostra permanente “Indimenticata. La prima guerra mondiale nelle Dolomiti di Sesto 1915-1918”, allestita nella vecchia scuola elementare, vanta una “guida” di tutto rispetto: il maestro Rudolf Holzer, ex insegnante ultra ottantenne, custode della memoria di Sesto e che ancora oggi alimenta la sua passione per la trasmissione del sapere.
In volo sopra le montagne
Con una vela leggera nello zaino, si parte alla conquista delle cime dolomitiche in parapendio.
Dal Monte Elmo si organizzano voli in tandem durante tutto l’anno. Il punto d’incontro con i piloti è la stazione a valle della funivia Helmjet di Sesto. Insieme ai piloti si sale con la funivia fino al Monte Elmo, a 2050 m di quota. Segue una camminata di 15-20 minuti fino al sito di lancio. Il volo dura dai 15 a i 40 minuti, a seconda del tipo volo scelto. L’atterraggio avviene a valle, vicino alla stazione della funivia Helmjet. Foto e video sono inclusi nel prezzo e vengono caricati sullo smartphone dei partecipanti subito dopo il volo. I più romantici possono optare per un volo all’alba, godendosi lo spettacolo del sole che sorge e illumina le Dolomiti di Sesto. Per info e prezzi tel. 379.1065785, www.tandemfly3zinnen.it. Per voli in mongolfiera sulle Dolomiti dell’Alta Pusteria con partenza da Dobbiaco, visitare il sito www.balloonfestival.it.
Avventure in mountain bike – Stoneman Trail
Lo Stoneman Trail è un percorso ideato dal professionista di MTB Roland Stauder. Ha una lunghezza di 120 km con 4.500 m di dislivello. Si compie in mountain bike lungo un itinerario segnalato, tra giugno e settembre. I concorrenti hanno a disposizione un tempo massimo di 3 giorni per raggiungere tutti i punti del percorso, recuperare i vari timbri sul braccialetto dato in dotazione e vincere uno dei trofei. Non si tratta di una vera e propria gara, ma di un avventuroso percorso in una, due o tre giornate, in base alle proprie capacità. Picchi adrenalinici garantiti! Per saperne di più, visitare il sito www.stoneman.it.
“Dolomiti senza confini” – Circuito su vie ferrate
Un ambizioso progetto che ha preso forma nel 2018, unendo attraverso un circuito di vie ferrate, i paesaggi montani di Italia e Austria, un tempo spaccati in due da una linea di frontiera, lungo la quale si combatterono accanite battaglie. “Dolomiti senza confini” è un’alta via di 108 km, suddivisa in 9 tappe a tratti molto impegnative; passa per 12 vie ferrate e 17 rifugi alpini. Un itinerario fortemente simbolico, dal punto di vista non solo alpinistico ma anche storico, giacché si snoda in parte lungo trincee e gallerie che sono state scenario della Grande Guerra, tra il Cadore e le Dolomiti di Sesto, dalle Tre Cime di Lavaredo alla valle di Gail, in Austria. L’alta via è accessibile da più punti: in Tirolo Orientale dai paesi di Kartitsch e Obertilliach, entrambi appartenenti alla rete internazionale di Bergsteigerdörfer (villaggi degli alpinisti), a Sesto dal Passo Monte Croce, dai prati di Croda Rossa o dal Rifugio Fondovalle e a Belluno dal Rifugio Auronzo, da Misurina o da Valgrande, presso Padola.
Alba in vetta
Ogni martedì dall’11.07 – 03.10.23. Il programma settimanale 3 Cime prevede: incontro alla stazione a valle della cabinovia Helmjet Sexten. Arrivati con la cabinovia alla stazione a monte, si arriva a piedi in ca 1 ora fino alla vetta del Monte Elmo (2.434m), dove si attende l’alba, per poi ridiscendere al Ristorante Monte Elmo per un’abbondante colazione.
Per prenotazioni è necessario registrarsi on line entro le ore 17 del giorno precedente. Per info tel. 0474.710355, https://www.trecime.com/it/il-sorgere-del-sole.html.
GLI ITINERARI
PRIMO ITINERARIO
Giro ad anello intorno alle Tre Cime di Lavaredo
Il Parco Naturale Tre Cime è uno dei luoghi più famosi e frequentati delle Dolomiti. I tre obelischi rocciosi sono formati da roccia calcarea: Cima Grande al centro (2999 m), Cima Ovest (2973 m) e Cima piccola (2857 m). Il punto di partenza scelto per effettuare il giro completo delle Tre Cime è il parcheggio del Rifugio Auronzo. Pedaggio ingresso al parco per auto (Drei-Zinnen-Straße / sbarra: tel. 0435.39109, info@auronzomisurina.it) In alta stagione, è consigliabile arrivare all’ingresso non oltre le ore 9 per evitare lunghe file. Servizio navetta da Sesto.
Punto di partenza e di arrivo: Rifugio Auronzo (2326 m)
Lunghezza: circa 10 km
Quota massima: Forcella Lavaredo (2454 m)
Dislivello complessivo: circa 500 m
Difficoltà: E
Segnaletica: sentieri CAI 101, 105
Rifugi: Rifugio Lavaredo (2345 m), Rifugio Locatelli (2405 m)
Durata: 3.30 h circa
Tempi intermedi: Rifugio Auronzo – Forcella di Lavaredo – Rifugio Locatelli: 1:30 h; Rifugio Locatelli – Forcella Col di Mezzo – Rifugio Auronzo: 2 ore.
Dal Rifugio Auronzo attraverso il facile sentiero 101, sotto le pareti sud delle Tre Cime, si raggiunge il Rifugio Lavaredo (2344m), accompagnati da uno stupendo panorama sulle cime delle Marmarole e dei Cadini dei Misurina.
Dal Rifugio Lavaredo si prosegue sulla sinistra, salendo sopra i ghiaioni sulla Forcella di Lavaredo (2454). Dalla forcella si prosegue lungo il sentiero 101, che scende con moderata pendenza per poi risalire brevemente nel tratto finale, fino al rinomato Rifugio Locatelli (2405 m). Da qui si prende il sentiero 105, seguendo le indicazioni per il Rifugio Auronzo. Si percorre un percorso sterrato relativamente facile, che inizialmente scende con moderata pendenza al Pian da Rin, per poi risalire sino alla conclusione del giro, affrontando solamente un breve tratto faticoso prima di raggiungere la Col Forcellina e la Malga Langalm.
Anche questa seconda parte del percorso è caratterizzata da un paesaggio circostante alquanto suggestivo, dominato dalle maestose Tre Cime che cambiano continuamente la propria prospettiva man mano che si avanza lungo il sentiero del ritorno. Dalla Malga Langalm, si prosegue salendo ancora con lieve e costante salita sino ad arrivare alla Forcella Col di Mezzo, dove la veduta alpina si apre sui gruppi montuosi delle Dolomiti di Sesto e d’Ampezzo, come i Cadini di Misurina, il Gruppo del Sorapiss e il Monte Cristallo.
Mantenendo il sentiero 105, si affronta un ultimo e breve facile tratto in dolce salita,
tornando al parcheggio del Rifugio Auronzo.
SECONDO ITINERARIO
Giro delle malghe di Sesto
Un meraviglioso giro panoramico con vista sulle vette della Meridiana di Sesto. Lungo il percorso vi sono numerose e comode possibilità di sosta.
Punto di partenza e di arrivo: Moso
Lunghezza: 14 km
Punto più alto: 1.944 m
Dislivello: 1062 m
Difficoltà: media
Durata: 7 ore
Si parte da Moso in direzione Berghotel. Il sentiero parte in salita. Al primo bivio si svolta a destra e si raggiunge, attraverso il sentiero 138, l’Albergo Froneben. Si prende il sentiero 139, poi il sentiero 13: una strada forestale che conduce, attraverso fitti boschi di abeti rossi, alla gola del Rio Sesto. Al bivio, vicino a un’alta croce, si gira a sinistra e si prosegue sull’ampio sentiero 133 in direzione nord, in salita fino alla Malga Klammbach, con il suo indimenticabile panorama (1.944 m). Dalla Malga Klammbach si prosegue sull’alta via 13 con il suo bellissimo paesaggio. Dopo una lunga traversata dei pendii in direzione sud si giunge alla Malga Nemes o Alpe di Sesto (1.877 m). Tutt’intorno, davanti alle maestose vette delle Dolomiti di Sesto si estendono vasti alpeggi. Si prosegue per il sentiero 156, prima in una breve discesa e poi attraversando pendii boscosi, in direzione sud, fino alla Malga Coltrondo (1.879 m). Da lì in direzione Passo Monte Croce e seguendo le indicazioni corrispondenti (149) si oltrepassano le vaste distese boschive e una dorsale, si svolta a destra (130) e si passa accanto al piccolo Lago Nero (1.741 m). Infine si scende al campeggio “Patzenfeld” e si raggiunge il punto di partenza tramite il sentiero 13 A o 1.
TERZO ITINERARIO
Percorso per famiglie sui Prati della Croda Rossa
Una passeggiata semplice, ideale per trascorrere un po’ di tempo in relax davanti allo scenario della Croda Rossa, tra immense distese di prati pieni di fiori. Due rifugi presenti in quota offrono specialità gastronomiche locali. I Prati di Croda Rossa si raggiungono comodamente grazie alla cabinovia che parte da Moso e che sale, in poco più di 10 minuti, fino a un’altitudine di 1950 metri.
Punto di partenza e di arrivo: stazione a monte cabinovia Croda Rossa
Lunghezza: circa 2 km
Quota massima: 1970 m
Dislivello complessivo: 70 m
Difficoltà: facile
Segnaletica: sentiero 19
Rifugi: Rifugio Rudi (1920 m), Rifugio Prati (1924 m)
Durata: 1 h circa
Dalla stazione a monte prendere il sentiero 19. Il percorso è adatto per passeggini; offre panchine, tavolini e un’area attrezzata per il picnic. Si tratta di un itinerario ad anello che parte in salita, diventando poi pianeggiante e non troppo faticoso. Si cammina circondati da abeti e larici e con le Dolomiti di Sesto che fanno da cornice. Dopo 1 ora circa il sentiero riporta al punto di partenza. Si può proseguire facilmente per il sentiero 18 e raggiungere il Passo Monte Croce, da dove è possibile tornare alla propria auto in autobus o a piedi costeggiando il torrente.
QUARTO ITINERARIO
Da Sesto a San Candido tra boschi, cultura e shopping
Un itinerario piacevole e non impegnativo conduce da Sesto a San Candido attraverso un sentiero tra prati e boschi. A San Candido si potrà scegliere se darsi allo shopping o alla cultura, con la visita della cattedrale romanica.
Punto di partenza: Cimitero di Sesto
Punto di arrivo: Collegiata di San Candido.
Lunghezza: 8 km
Difficoltà: facile
Salita: 150 m
Altitudine: 1310 m – 1173 m
Durata: 2.30 h
Si parte dal cimitero di Sesto. Il portale d’ingresso è sormontato da un affresco che attira molti appassionati d’arte: La Danza dei Morti dell’artista Rudolf Stolz (1874 – 1960). Il dipinto si sviluppa per quasi 10 m e raffigura la morte incarnata, che appare sette volte sul muro, danzando intorno a persone di diverse classi sociali. Superato il cimitero, si imbocca via Laner sulla sinistra. Alla fine della via, si arriva a dei masi, dove parte il sentiero 5 in pendenza. Si passano 2 masi e il sentiero gira a destra per campi e prati. Si passa un altro maso per poi inoltrarsi nel bosco. Si oltrepassa il lago artificiale di Sesto e si prosegue sul sentiero 5 e poi sul sentiero 4 fino a San Candido. Si raggiunge il centro e la bellissima Collegiata di San Candido, considerata il più importante edificio romanico del Tirolo e delle Alpi Orientali. La sua costruzione ebbe inizio intorno al 1143, quando il Convento dei Benedettini di San Candido, fondato nel secolo VIII dal duca bavarese Tassilo III, fu trasformato in Collegiata. La chiesa acquisì il suo aspetto attuale intorno al 1280; il campanile risale invece agli anni compresi tra il 1320 e il 1326. Le monumentali opere murarie ricordano lo stile delle fortezze dei crociati e le numerose cittadelle fortificate che venivano costruite al tempo degli Hohenstaufen. Di particolare interesse sono l’affresco della cupola, il gruppo della crocifissione che sovrasta l’alta maggiore e la cripta. Dopo una visita alla chiesa, vi aspetta una passeggiata nella zona pedonale, con la sua atmosfera unica e i negozi colorati.
QUINTO ITINERARIO
La Via della Meditazione fino alla Cappella del Bosco
Punto di partenza: Chiesa parrocchiale di Sesto
Punto di arrivo: Cappella del Bosco
Lunghezza: 2,5 km
Difficoltà: media
Altitudine: 1311 m – 1521 m
Durata: 1:30 h
Dalla chiesa parrocchiale di Sesto inizia la Via di Meditazione biblica, contrassegnata con il numero 4d, che segue le stazioni della Via Crucis, corredate di testi tratti dalla Santa Bibbia e figure intagliate nel legno. Attraverso boschi e prati si passano i masi Hösler e Ladstätter e si raggiunge la Cappella del Bosco, costruita quasi interamente in legno attorno il 1917, dopo che la chiesa parrocchiale di Sesto era stata gravemente danneggiata durante la Prima Guerra Mondiale. Negli anni 1917 e 1918, tutte le Sante Messe furono celebrate nel piccolo edificio e, durante il periodo fascista, venivano celebrate di nascosto le messe in lingua tedesca.
Nel 1988 è stata allestita la Via di Meditazione fino alla cappella, su iniziativa dell’allora parroco Markus Küer e in collaborazione con l’intagliatore locale Georg Lanzinger. Vicino alla cappella si trovano delle pietre ornamentali di culto preistorico, che testimoniano i primi insediamenti a Sesto e costituiscono anche l’ultima stazione biblica della Via di Meditazione.
SESTO ITINERARIO
Giro ad anello intorno al Lago di Braies
Un’escursione al Lago di Braies non può mancare durante una vacanza nelle Dolomiti di Sesto. Il lago fa parte del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, che confina col Parco Naturale Tre Cime. Questo specchio d’acqua attira i turisti di tutto il mondo per lo scenario naturale in cui è incastonato e per le sue acque color smeraldo che riflettono le vette della Croda del Becco ed è diventato ulteriormente famoso negli ultimi anni grazie alla serie televisiva italiana “Un passo dal cielo” con Terence Hill. È consigliabile arrivare non oltre le ore 9 per evitare interminabili file prima di giungere al parcheggio a pagamento (posti limitati). Con la linea 442 dei trasporti pubblici si raggiunge il lago da Dobbiaco/Villabassa. Servizio navetta da Sesto. L’ingresso al lago è gratuito.
Punto di partenza e di arrivo: Hotel Lago di Braies
Lunghezza: 3,6 km
Difficoltà: facile
Dislivello: 50 m
Durata: 1.30 h
Segnaletica: Seeweg/Giro del Lago
Il percorso parte dall’Hotel Lago di Braies, sulla sponda settentrionale del lago. Si procede in senso antiorario e si passa davanti alla chiesetta. Fino al bivio per la Malga Foresta, si può arrivare anche con le carrozzine e le mountain bike. La piccola spiaggia sul lato meridionale invita a una breve sosta e a godersi il panorama. Si prosegue su un sentiero più stretto, salendo su alcune gradinate che si inerpicano sui fianchi della parete rocciosa che sovrasta la sponda orientale, fino a tornare al punto di partenza. Sulla palafitta all’inizio del sentiero si trova una rimessa per il noleggio barche. Ogni barca può ospitare un massimo di quattro adulti, tariffa oraria o di mezz’ora.
BLOCK NOTES
Come arrivare
In auto: Da Modena (A22); Milano (A4), Verona (A22) uscita di Bressanone. Da Venezia – Treviso (A27). In treno: linea del Brennero (Innsbruck – Bolzano) con cambio a Fortezza da dove si prosegue con il treno locale fino a San Candido. Da Venezia collegamento ferroviario sino a Calalzo di Cadore, poi si prosegue con autobus sino a Cortina d’Ampezzo e si cambia per raggiungere l’Alta Pusteria. Collegamento Roma – San Candido diretto.
In aereo: Gli aeroporti più vicini sono Bolzano (120 km), Venezia(190 km), Treviso (180), Innsbruck (140 km).
Dove dormire
Gasthof Waldruhe, Famiglia Senfter, Monte di Fuori 6, Sesto, tel. 0474.710512, www.gasthof-waldruhe.com, nell’antico maso di Stefan e della sua famiglia, accoglienti camere da letto in legno di cirmolo, alcune antiche con mobili tirolesi dipinti a mano, altre in stile moderno; di fronte e tutto attorno, la natura incontaminata del Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto. Lanterna verde, Via Waldheim 10, Sesto, tel. 0474.710140, www.gruenelaterne.it, all’ingresso della Val Fiscalina, la famiglia Tavernaro gestisce da più di 30 anni le camere, gli appartamenti e il ristorante con take away.
Dove mangiare
Gasthof Waldruhe – Slowfood, Monte di Fuori 6, Sesto, tel. 0474.710512, www.gasthof-waldruhe.com, immersi nel “silenzio del bosco”, in tedesco Waldruhe, un’incantevole terrazza sulle Dolomiti di Sesto, luogo ideale per godere della raffinata cucina tirolese rivisitata da Stefan con un tocco moderno. Stefan saprà farvi sentire a casa, vi spiegherà i piatti della tradizione contadina, tramandati dalla mamma e dalla nonna e vi alzerete con il sorriso! Prenotazioni telefoniche. Weinstube Hans Restaurant, Moso Sesto, tel. 0474.710357, cucina della tradizione in un locale tipico di montagna. Malga Klammbach (1950 m), Alpe Nemesstraße, Moso, tel. 340.8608341, tipica malga tirolese con vista sulle Dolomiti di Sesto, nel bel mezzo dei pascoli ad alta quota.
Acquisti a Km 0
Caseificio di Sesto, Via del Bersaglio 6, Sesto (BZ), tel. 0474.710251, www.kaeserei-sexten.com, latte di fieno di Sesto, panna, burro, formaggi. Macelleria Villgrater, Via Dolomiti 21, Sesto, tel. 0474.710361 e Via San Giuseppe 29, Moso, tel. 0474.710624, www.villgrater.bz: specialità della macelleria altoatesina a conduzione familiare. Panificio Happacher Matthias, Via S. Giuseppe 12, Sesto, tel. 0474.710348, specialità tirolesi di produzione propria. Tessitura Artistica Franz, Via Michael Pacher 9, Brunico, tel. 0474.555385, www.tessiturafranz.it, dal 1818, produzione artigianale di tessuti tirolesi di puro lino, lana e cotone.
Programma settimanale 3 Cime/3 Zinnen Dolomiti
Un vario programma di attività organizzate,
www.trecime.com/it/le-attivita/in-estate/programma-settimanale.html
Associazione turistica di Sesto,
Via Dolomiti 45, tel. 0474.710310, www.sexten.it.
Approfondimenti e info in rete
www.sesto.net, www.trecime.com, www.altapusteria.com, www.valpusteria.com, www.destinazionedolomiti.com.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Reportage pubblicato sul n.312 di ITINERARI E LUOGHI – Luglio 2023
Foto di copertina ©Scilla Nascimbene
Ringrazio
il direttore responsabile Daniele Cafieri, la editor Giulia Viganò, il grafico Roberto De Natale e la redazione di Itinerari e Luoghi Editoriale C&C.