Il profilo di San Gregorio da Sassola
Una strada si arrampica tra gli ulivi e il tufo dorato, poi s’infila in un vallone stretto, quasi una fenditura nella montagna. È qui che appare San Gregorio da Sassola, con le sue case sovrapposte come scaglie di pietra e il castello che le stringe, saldo, sulla cresta dello sperone tufaceo.
Avvicinandosi, il borgo rivela una stratificazione di storie, poteri e architetture che vanno ben oltre le sue dimensioni.
Il Castello Brancaccio: dalla rocca medievale alla residenza nobiliare
Il castello – oggi noto come Castello Brancaccio – nasce nel X secolo come rocca fortificata, presidio strategico tra le valli dei Monti Prenestini e la campagna tiburtina. Nel corso dei secoli cambia volto e funzione, passando di mano tra alcune delle più potenti famiglie della storia laziale: Colonna, Orsini, Barberini, Pio di Savoia, fino ai principi Brancaccio, che ne promossero importanti restauri nell’Ottocento.
Intorno alla fortezza si sono stratificati racconti e tradizioni popolari, come quello di passaggi sotterranei utilizzati durante gli assedi: narrazioni che contribuiscono al fascino del luogo, anche quando restano sospese tra memoria orale e storia.
Le sale affrescate e l’intervento di Federico Zuccari
Il momento di massimo splendore del castello coincide con l’intervento dei Pio di Savoia. Al piano nobile furono realizzati cicli decorativi manieristi attribuiti a Federico Zuccari, uno dei protagonisti dell’arte del secondo Cinquecento.
Figure mitologiche, allegorie e simboli si alternano sulle pareti, restituendo l’immagine di una residenza nobiliare pensata non solo per difendersi, ma per rappresentare prestigio e cultura.
Un borgo disegnato in due tempi: Medioevo e Seicento
San Gregorio da Sassola presenta un impianto urbano singolare: due rami abitativi che si aprono ai lati del castello e si ricongiungono attorno ad esso. Dopo la peste del 1656, il cardinale Carlo Pio di Savoia promosse l’ampliamento del borgo, dando origine al Borgo Pio, riconoscibile per l’assetto più regolare e seicentesco.
In pochi metri convivono così il Medioevo compatto delle case addossate e la razionalità dell’espansione barocca, in un dialogo urbanistico raro nel Lazio.
Un luogo che conserva il silenzio
Oggi San Gregorio da Sassola resta un centro piccolo e raccolto, dove le mura medievali, i portali in tufo e le fontane seicentesche si inseriscono in un paesaggio ancora integro. Il castello, di proprietà comunale, è visitabile su appuntamento ed è utilizzato anche per eventi, mentre il borgo continua a vivere nel ritmo lento di chi lo attraversa, affacciandosi sulla valle dell’Aniene.
Per approfondire il territorio
Per scoprire itinerari, eventi culturali ed esperienze nei borghi dell’area tiburtina, della Valle dell’Aniene, della Campagna Romana e della Sabina, visita il sito:
🌐 Terre di Otium – DMO del territorio
Un progetto dedicato alla valorizzazione dei paesaggi, dei borghi minori e dell’eredità culturale che ruota intorno a Tivoli e al Lazio antico.
Testo e foto © Scilla Nascimbene
Reportage realizzato durante il viaggio stampa organizzato da Terre di Otium – Ottobre 2025
Ringrazio
Renato Chioccia, Barbara Putzolu, Chiara Perini e Fabio Petrucci di Terre di Otium
e tutti i miei fantastici compagni!
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