LAZIO, TIVOLI
Sono passati oltre 130 anni da quel primato mondiale: l’accensione della prima lampadina grazie alla corrente elettrica alternata lanciata a distanza. Fino ad allora, l’energia elettrica continua, prodotta con il carbone, poteva essere inviata solo in un raggio di poche centinaia di metri.
Sul podio è Tivoli con la centrale dell’Acquoria, che il 4 luglio 1892 ha illuminato Roma, sua storica nemica, sorta 450 anni dopo rispetto all’antica Tibur, le cui origini risalgono al 1215 a.C.
L’acqua è da sempre la sua ricchezza grazie al fiume Aniene, artefice dell’omonima valle, detta “degli imperatori”, poiché la scelsero come luogo ideale per le loro ville dell’otium, dove ritrovare la pace dell’anima, e per le importanti infrastrutture di cui, già dal IV secolo a.C., era dotata: le strade – tra cui la Tiburtina Valeria che la collegava alla capitale – e gli acquedotti, quattro degli undici che alimentavano Roma di acqua potabile.
Fu proprio a seguito delle devastazioni causate dalle piene dell’Aniene che, nel 1826 papa Gregorio XVI commissionò la deviazione del fiume sotto il Monte Catillo attraverso due grandi cunicoli, detti gregoriani, generando la grande cascata di Tivoli, alta più di cento metri, grazie alla quale la città fu la prima in Italia ad avere la luce elettrica per uso civico nel 1886.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.308 di Itinerari e Luoghi – Marzo 2023, all’interno del reportage L’ULTIMO ACCAMPAMENTO DEL NOMADE in collaborazione con Tivoli Gran Tour e Viral Passport