PAESI DELLA LOIRA, FRANCIA
Uno zoo di macchine monumentali in movimento, ispirato ai mondi immaginari di Jules Verne, misura la sua originalità con architetture d’avanguardia e opere d’arte diffuse, tra palazzi decorati da maschere che evocano il mare e i naviganti, il commercio e l’Africa. Nantes attirò i surrealisti e i registi del Novecento con la luce mutevole del suo estuario, dove oggi si stagliano i Titan, le due grandi gru degli antichi cantieri navali. La città più creativa di Francia è in continua evoluzione attraverso la sua cultura, che poggia su secoli di storia. E i suoi abitanti sono fieri di essere “diversi”, un po’ “à l’ouest”, come si dice a Nantes. All’ovest. Di fatto e di spirito.
“Pensate che la cultura costi troppo?”
è il motto della città.
Porta della Bretagna e antica capitale dei suoi duchi, capoluogo amministrativo dei Paesi della Loira, Nantes è una metropoli effervescente e creativa, che ha sempre stimolato l’immaginazione di artisti e scrittori.
“È l’unica città in Francia, assieme a Parigi, dove sento che può accadermi qualcosa di utile”, scriveva il poeta francese André Breton.
Nantes ispirò Jules Verne, trasmettendogli i suoi profumi di iodio, attirò i surrealisti e i registi del Novecento, ammaliati dalla sua luce mutevole, data dalla posizione tra il mare e l’estuario e dalla presenza dei venti.
Una determinazione artistica costante plasma tuttora la vita dei suoi abitanti e ha portato, nel 2012, alla creazione de Le Voyage à Nantes, una società pubblica locale che promuove il turismo attraverso le attività culturali.
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In città senza bussola
Oltre alle collezioni del Musée d’arts, tra le più ricche di Francia, la città ha un museo a cielo aperto, con più di 120 opere che si accostano ai monumenti storici.
La dolce follia degli artisti reinterpreta le piazze, i quartieri, le insegne, le camere d’albergo, lungo un percorso di 22 km, tracciato sul terreno con una linea verde, che unisce i siti di interesse in oltre 70 tappe, dal centro all’oceano, sull’estuario e nei vigneti nantesi: una sorta di filo di Arianna che guida il visitatore per la città, lasciando spazio all’imprevisto…!
L’arte del passo di fianco
Essere un po’ à l’ouest
Al centro di piazza del Bouffay, nome di famiglia più antico di Nantes, una statua si fa notare per la sua originalità. È l’Elogio del passo di fianco in cui Philippe Ramette si ritrae in bilico su un basamento, nell’atto di fare un passo laterale nel vuoto. Un gesto inaspettato, alternativo e controcorrente che per i Nantesi è diventato il simbolo della loro creatività.
“Gli abitanti si sentono un po’ à l’ouest (all’ovest)” mi dice la guida Gianni Cudazzo. “Non solo per la posizione della città, nel lato occidentale della Francia, ma soprattutto in senso allegorico: sono fieri di essere “diversi”: à l’ouest, come si dice qui”.
Nantes è infatti la città francese più estrosa, ma poggia la sua cultura su secoli di storia.
Durante la Rivoluzione Francese, al centro di quella piazza, dove ora si distingue la statua di Ramette, con la scarpa ormai lucida a furia degli sfregamenti da parte dei turisti, c’era una ghigliottina. Sotto la piazza si trovavano le prigioni e i rivoluzionari giustiziati pubblicamente erano talmente numerosi che i Nantesi avevano fatto pitturare di rosso i san pietrini, non sopportando la vista di tanto sangue.
“I Nantesi non dimenticano i momenti bui della loro storia, ma hanno voluto moralmente riscattarsi dai secoli infami” continua Gianni. “Per molti tempo, Nantes infatti è stata considerata una città negriera, a causa della tratta degli schiavi”.
Antica città portuale
Il commercio triangolare
L’affaccio sull’estuario del fiume, alla confluenza di Erdre e Sèvre, fu in passato determinante per lo sviluppo della città che, tra Settecento e Ottocento, divenne il primo porto di Francia e il prima porto negriero d’Europa.
“Nettuno favoreggia i viaggiatori” era il motto dei Nantesi di quell’epoca, in cui l’economia era legata alla tratta degli schiavi.
Potenti famiglie di armatori, soprattutto olandesi, e di mercanti avevano fatto di Nantes un ricco centro del commercio cosiddetto “triangolare”.
Nei cantieri navali cittadini venivano costruite le imbarcazioni dirette in Africa, dove gli armatori compravano i prigionieri dei re africani, barattandoli con tessuti stampati, vetro, gioielli e armi.
Gli schiavi venivano portati nelle Antille e ceduti in cambio di spezie, zucchero, cacao e caffè, poi rivenduti a Nantes con elevati guadagni.
Il Memoriale per l’abolizione della schiavitù, che occupa parte del lungofiume, ripercorre la storia di un passato che non deve ripetersi. Il percorso meditativo si conclude in un passaggio sotterraneo, in cui rumore dell’acqua ricorda quello percepito dagli schiavi, trasportati nelle chiglie delle navi.
Duemila targhe commemorative riportano i nomi dei vascelli costruiti a Nantes per il traffico negriero e riprendono delle citazioni di chi ha contribuito all’abolizione della schiavitù.
Zona dei ex cantieri navali dove venivano disegnate le chiglie delle imbarcazioni
Città natale di Jules Verne
Jules Verne è nato a Nantes nel 1828, in una casa affacciata sul Corso dei Cinquanta Ostaggi, nell’Île Feydeau. In città segue gli studi in modo molto svogliato, poiché la sua vocazione era quella dei fare il marinaio. Pare che, durante la sua adolescenza, fosse scappato più volte a Saint Nazaire, cercando di imbarcarsi sui galeoni, tentativi vanificati dalla prontezza del padre, che sapeva dove andarlo a cercare per riportarlo “sulla retta via”. Jules Verne intraprende quindi la carriera paterna, diventando avvocato. Si trasferisce a Parigi, ma lì incontra diversi scrittori che stimolano la sua vocazione per la scrittura.
La famille Raton
Proprio da Nantes prese ispirazione per il suo primo racconto, del 1887: Le avventure della famiglia Raton. A due passi dalla casa di famiglia, sulle rive dell’Erdre, c’era una merceria il cui nome e motto erano: «nonostante gli invidiosi, il topo gottoso vivrà». All’angolo tra il corso dei Cinquanta Ostaggi e la via de la Barillerie si può ancora vedere l’insegna della bottega Au Rat Goutteux:un topo con la gotta, appoggiato a una stampella mentre spinge un carretto pieno di tessuti.
Jules Verne ne ha fatto un personaggio centrale del suo racconto, ambientato in un mondo immaginario e in cui filosofeggia sulla vanità delle ambizioni umane.
Le navi di Nantes
Ma furono le navi che transitavano a Nantes a ispirare i suoi più grandi capolavori, quelle che da piccolo guardava passare dalla Butte Saint Anne, la collina dell’odierno quartiere Chantenay. Jules Verne immaginava viaggi e mondi lontani.
Oggi sulla collina si trovano il Museo Jules Verne e una statua che lo raffigura da bambino mentre, con aria sognante, volge lo sguardo verso il fiume e verso il Capitano Nemo, il suo più famoso eroe, ritratto nel bronzo mentre scruta con il binocolo orizzonti remoti.
Sul fiume Erdre
Ogni estate sul fiume Erdre si tiene un festival di Jazz di risonanza mondiale. Il programma degli eventi dal 25 al 31 Agosto 2025 su Les Rendez-vous de l’Erdre.
Nei quartieri del centro
Nel centro cittadino, attorno al castello e alla vicina cattedrale, eleganti quartieri rinascimentali si alternano a case a graticcio di epoca medievale, costruite in più fasi e aggiungendo i piani quando la famiglia che vi risiedeva si allargava.
Sui tetti svetta sfacciatamente la Torre di Bretagna, menzionata nelle guide turistiche come l’ultimo grattacielo tra Parigi e New York, ma descritta dallo scrittore francese Julien Gracq come “il piolo nel ventre vampirico della città”.
Il quartiere Bouffay
Il castello prediletto di Anna di Bretagna
Accanto al ponte levatoio, una statua raffigura Anna di Bretagna, due volte regina di Francia. Di fronte, alte mura pentagonali cinte da un fossato, con bastioni merlati e cortine, nascondono all’interno un elegante palazzo rinascimentale in tufo, coperto da tetti di ardesia. È il castello dei duchi di Bretagna, nel suo duplice aspetto di fortezza e di palazzo ducale.
Il maniero, dimora prediletta di Anna di Bretagna, fu costruito in diverse epoche e commissionato dal padre, Francesco II, ultimo duca bretone, nel XV secolo, sul sito di una precedente fortezza, di cui resta la torre del vecchio mastio. Nelle sue sale, il Museo storico ripercorre i grandi momenti della storia nantese.
Parco giochi Kinya Maruyama di Piazza Élisa-Mercœur
Nel giardino di fronte al castello, davanti a uno specchio d’acqua in cui la fortezza si riflette, l’artista giapponese Kinya Maruyama ha creato, con materiali riciclati, un parco giochi molto particolare. Protagonista indiscusso è un mostro marino di enormi dimensioni. Sembra essere appena emerso dalle sabbie dell’estuario e, d’estate, spruzza vapore per rinfrescare.
La cattedrale e la chiesa di Sainte-Croix
Non lontano dal castello, la Cathédrale de Saint-Pierre-et-Saint-Paul, in pietra bianca levigata, custodisce la tomba di Francesco II e della moglie, Margherita di Foix. L’edificio, lungo 110 metri, fu costruito nel 1434 e completato soltanto alla fine del XIX secolo.
La chiesa di Sainte-Croix mescola gotico e barocco. Il suo campanile è sormontato da angeli che suonano le trombe ai quattro punti cardinali. Eretto nel XIX secolo, contiene un orologio e la campana più pesante della città, di otto tonnellate, entrambi provenienti dall’antica torre Bouffay.
Evor, Giungla al coperto
Sono tutte piante in vaso quelle che tappezzano i muri dei palazzi del Passaggio Bouchaud, colonizzando tetti, pareti e balconi: un giardino pensile dove crescono piante provenienti da ogni dove, opera dell’artista Evor, che se ne prende cura quotidianamente.
I più curiosi possono salire su una scala in legno progettata ad hoc per scoprire questa piccola giungla cittadina dominata dal campanile della chiesa di Sainte-Croix.
Il quartiere Graslin
Architetture neoclassiche in granito chiaro danno l’impronta al quartiere che ha come fulcro due piazze, collegate dalla rue Crébillon, la via dei negozi di lusso, da cui deriva il gergo nantese crébilloner, che significa andare a fare shopping.
Place Royale, su cui svetta la guglia della chiesa di St.Nicolas (1854), celebra il legame della città con il fiume attraverso la fontana della Loira (1865).
La statua al centro della fontana rappresenta la Loira, le altre sculture simboleggiano gli affluenti principali che attraversano Nantes. I putti in bronzo sono le allegorie delle arti e dei mestieri della regione.
Place Graslin è costruita sui registri armonici della cultura teatrale e
anche i lampioni ricordano le luminarie interne del teatro dell’opera.
Il Grand Théâtre (1783) si affaccia su un lato, accanto alla multisala Katorza dove, a fine febbraio, si tiene il festival del cinema italiano.
Da non perdere una visita alla bellissima Brasserie La Cigalle, in stile art nouveau. Il locale fu il ritrovo dei surrelisti e set del film Lola ed è classificato come monumento storico, con ingresso libero.
A due passi dalla piazza, ci si può rilassare tra i giardini fioriti di Cours Cambronne, un viale costeggiato da eleganti dimore storiche che prende il nome dal valoroso generale francese, raffigurato nella statua al centro.
Sul basamento, un’iscrizione riporta la frase che Pierre Cambronne gridò durante la battaglia di Waterloo del 1815 in risposta all’intimazione di resa da parte degli inglesi: “La garde meurt et ne se rende pas” (La guardia muore, ma non si arrende).
Philippe Ramette, Elogio della trasgressione Cours Cambronne.
Philippe Ramette, classe 1961, inizia la sua attività come fotografo per poi dedicarsi anche alla scultura. L’artista presenta a Nantes due Elogi, situati in Place du Bouffay e Cours Cambronne. Ramette, crea un sospeso, trasgredendo le regole della scultura classica da cui parte nella scelta del materiale bronzeo e del basamento. Nell’ Elogio della trasgressione, Philippe Ramette raffigura una studentessa che sale su un piedistallo vuoto… O sta forse scendendo? È tutta una questione di punto di vista.
Il Passage Pommeraye
Tra Place Royale e Place Graslin, sfoggia il suo fascino d’altri tempi il Passage Pommeraye.
La sontuosa galleria su tre livelli, le cui insegne sono dipinte a mano come in origine, fu costruita nel 1843 per collegare la zona portuale a quella commerciale, Rue de la Fosse.
Era il primo luogo a Nantes illuminato anche la sera, grazie all’avvento della luce a gas.
Nei suoi negozi, soprattutto pasticcerie, si vendevano i prodotti derivati dal commercio transatlantico, come il cioccolato e lo zucchero.
L’elegante scala in ghisa, che si sviluppa su 9 metri di dislivello, è uno degli elementi che maggiormente influì sugli esborsi del committente del Passage Pommeraye, il quale investì i suoi averi e quelli della moglie per la sua realizzazione, finendo sul lastrico e senza riuscire a goderne lo splendore.
I piani alti del Passage Pommeraye ospitano delle abitazioni private, con l’affaccio sulla galleria che, alle 19.30, viene chiusa al pubblico.
Oggi nelle pasticcerie al suo interno, è possibile assaggiare il Gâteau nantais, il dolce che veniva portato sulle navi durante i viaggi oltreoceano, preparato con i prodotti importati dalle Antille: il rum, lo zucchero e la mandorla.
Librairie Coiffard, Rue de la Fosse. La statua, che raffigura uno schiavo con le catene spezzate mentre legge un libro, simboleggia libertà data dalla lettura.
La Maillé Brézé
Ormeggiata lungo Quai de la Fosse, La Maillé Brézéè un cacciatorpediniere della Marina francese costruito nei cantieri navali di Nantes, varato nel 1953 ed entrato in servizio quattro anni più tardi.
Progettata per proteggere la flotta dagli attacchi aerei e dalla minaccia dei sommergibili, la Maille-Brézé era equipaggiata con cannoni, siluri, radar e sistemi di difesa tra i più avanzati dell’epoca.
Per oltre trent’anni navigò nelle file della flotta francese prima di essere disarmata nel 1988.
Salvata dalla demolizione grazie all’impegno di un’associazione di volontari, oggi la Maille-Brézé è l’unica nave della Marina francese trasformata in museo e visitabile dal pubblico.
Il percorso conduce attraverso la plancia di comando, i ponti operativi, il centro informazioni di combattimento e gli alloggi dell’equipaggio, offrendo uno sguardo sulla tecnologia navale francese durante la Guerra Fredda.
(Solo con visite guidate previa prenotazione su Maillé Brézé)
L’Île Feydeau
Sebbene Feydeau non sia più un’isola da quando, tra il 1926 e il 1946, i bracci della Loira furono colmati, una strana sensazione di essere altrove, mentre il perenne fermento del centro città è a portata di mano, si insinua già dalla sua arteria principale, Rue Kervégan.
Nonostante un’atmosfera senza tempo che invita a sognare sui suoi prati, il quartiere ha una forte storia legata alla tratta atlantica degli schiavi.
Feydeau è un quartiere da esplorare con la testa tra le nuvole e la memoria rivolta al passato. Per non dimenticare.
“Questi signori del commercio”
Grazie alla ricchezza marittima del porto di Nantes si sviluppò una potente comunità mercantile. Questa influente borghesia, arricchita in gran parte dalla tratta degli schiavi e dal commercio coloniale, controllava l’attività portuale e commissionò la costruzione di alberghi di lusso in città e lungo la Loira, in particolare sull’Île Feydeau e su Quai de la Fosse. Nel 1789 sull’Île Feydeau vivevano circa cento mercanti, quattordici capitani di navi, sedici impiegati mercantili, centoquindici “commercianti” e trentuno barcaioli.
Quai Turenne
Lungo Quai Turenne, monumentali teste, dette mascarons, sono scolpite sulle architravi dei portoni con espressioni corrucciate, severe o divertite.
Evocano il mare, il commercio e l’Africa. Raffigurano l’immaginario dei naviganti e gli dei, come Bacco ed Eolo, il dio del vento.
Avevano in origine una funzione apotropaica, di buon auspicio per le lunghe traversate via mare, in cui si rischiava di affondare, di essere assaliti dai pirati o di morire di epidemie a bordo delle navi.
La via è chiamata banchina (quai) poiché anticamente si affacciava sul fiume Erdre, insabbiato tra il 1926 e il 1946.
Nel XVIII e nel XIX secolo, i grandi armatori abitavano i primi piani, poiché vi era il rischio di esondazioni (l’ultima fu nel 1912). Al piano terra si trovavano i magazzini navali, dove venivano riposte le ancore, le corde e le catene.
Nonostante il loro elevato valore attuale al metro quadrato, i palazzi rimangono inclinati, poiché poggiano su un letto di sabbia e i proprietari devono munirsi di rialzi per tenere i mobili dritti nelle abitazioni.
Il quartiere Chantenay
Il quartiere di Chantenay è legato alla Butte Sainte-Anne, un punto panoramico straordinario sull’Île de Nantes. Questa antica roccaforte operaia, grazie ai cantieri navali e alle grandi fabbriche lungo le rive della Loira, oggi assume l’aspetto di un villaggio all’interno della città.
Dai diversi belvedere del quartiere Chantenay, progettati da estrosi architetti, una passeggiata panoramica conduce dal Museo di Jules Verne. Scendendo i 121 gradini di una scalinata si arriva al Jardin Extraordinaire per poi proseguire lungo la Loira. I giardini si trovano nello spazio di una ex cava, da cui si estraeva il granito utilizzato per costruire i palazzi nantesi.
L’Île de Nantes
Sulla sponda opposta del fiume, nel sito degli ex cantieri navali, palazzi di architettura contemporanea, realizzati da ditte locali, misurano la loro originalità con opere d’arte diffuse.
Aurélien Bory, Traverses. Bd Léon – Bureau – L’unico attraversamento pedonale al mondo realizzato non con strisce dritte ma con linee curve, che riproducono le onde della Loira.
Les Machines de l’Île
Strane costruzioni, tanto fantasiose quanto complesse dal punto di vista tecnico, realizzate in ferro e legno, sono frutto dell’ingegno di Pierre Orefice e François Delarozière.
L’associazione de Les Machines de l’Île ha ridato vita a una zona industriale dismessa e abbandonata, rivalutando in modo artistico gli antichi mestieri di costruzione navale. I progettisti, gli ingegneri e gli operai che lavoravano nei cantieri navali, chiusi nel 1987, sono stati ingaggiati per costruire queste opere di grandi dimensioni, vendute in tutto il mondo. (A Tolosa si trova il minotauro, in Cina c’è il drago gigante). La loro immaginazione esplora le cime degli alberi, la savana e i fondali oceanici.
Les Machines de l’Île sono uno zoo di macchine monumentali in movimento – all’incrocio tra i mondi immaginati da Jules Verne, l’universo meccanico di Leonardo da Vinci e la storia industriale di Nantes – che prendono forma in giostre animate e con sembianze animali, come quelle esposte nelle Galerie des Machines.
Un airone di 8 metri di apertura alare, con a bordo passeggeri, sorvola la galleria. Piante vere si mescolano a piante e animali meccanici come formiche, ragni, colibrì, bradipi e camaleonti. La visita alla galleria è scandita dagli interventi dei macchinisti che spiegano la storia e il funzionamento di queste strane creature, di cui a volte è possibile prendere il controllo.
Carrousel des Mondes Marins
Un capitello su cui sono rappresentati dei paesaggi con gli abitanti di tutti gli oceani sormonta il Carrousel des Mondes Marins. L’interno si sviluppa in tre piani che si muovono in maniera autonoma. Rappresentano gli abissi, i fondali marini e la superficie e sono animati da macchine che riproducono il bestiario degli oceani fantastici delle storie di Jules Verne.
Le macchine sono un inno alla potenza dell’oceano.
Il carosello poggia su una struttura a tamburo in cemento che riprende l’architettura delle banchine della Loira.
La giostra (alta 25 m, con un diametro di 22 m) si lega con la storia dei cantieri navali e ne esalta l’immaginazione verniana tipicamente nantese, in cui i visitatori sono spettatori di figure strane e inquietanti che roteano in un gigantesco circo, dagli abissi alla superficie.
Immancabile è il giro sul dorso del Grand Éléphant, una vera e propria architettura in movimento.
La compagnia Les Machines de l’Île finanzia un programma di riabilitazione degli elefanti asiatici, sfruttati a lungo per lavorare.
A lato delle Galerie des Machines si trova l’hangar à Bananes, così chiamato perché anticamente venivano stoccati i prodotti provenienti dalle colonie e dalle Antille. L’hangar ospita uno spazio per mostre d’arte contemporanea, caffè e ristoranti con vista sulla Loira.
Le Parc des Chantiers
Tra Les Machines de l’Île e l’hangar à Bananes, si estende il Parc des Chantiers, dove una ventina di opere d’arte si mischia alle gru e ai macchinari dell’antica attività navale.
Il tratto di lungofiume è segnato da Les Anneaux, una sequenza di 18 grandi anelli d’acciaio che allude alle catene con cui erano imprigionati gli schiavi, opera di Daniel Buren e Patrick Bouchain.
I Titan
Protagonisti indiscussi del patrimonio industriale di Nantes sono i due Titan: le gru giganti che si slanciano sulle sponde della Loira.
La gru grigia aveva la funzione di trainare i battelli per farli entrare nel porto. La gru gialla, su una rampa di assemblaggio degli antichi cantieri navali dell’Île de Nantes, era utilizzata per sollevare le parti delle navi nelle fasi di costruzione.
Verde, sostenibile e accessibile a tutti
Nantes è una città a misura d’uomo, dove le attività culturali e turistiche sono accessibili a piedi, in bicicletta e in barca. L’accoglienza del Voyage à Nantes è certificata per le persone con diverse disabilità (motoria, visiva, uditiva e mentale).
Il Giardino delle Piante
La città possiede più di cento parchi e giardini. Il Giardino delle Piante, realizzato sotto Luigi XIV e ricreato nel XIX secolo dal medico e botanico Jean-Marie Écorchard, racchiude oltre 11.000 specie vegetali, alcune delle quali importate ai tempi delle navigazioni del XVIII secolo.
Les passions gourmandes
I giardinieri del Giardino delle Piante gestiscono anche il verde pubblico, a mano senza l’utilizzo di pesticidi. Otre ai parchi, in centro città si trovano le passions gourmandes (passioni golose), dei piccoli orti i cui frutti sono a disposizione dei visitatori.
L’estuario Nantes – Saint Nazaire
Da Nantes fino a Saint Nazaire, lungo un percorso di 60 km, sono dislocate 33 opere d’arte di grandi dimensioni e architetture stupefacenti a firma di artisti di fama internazionale. Queste installazioni accompagnano i visitatori attraverso un ambiente naturale in cui rimangono le tracce del paesaggio industriale di Nantes.
Micr’Home
La spia di Nantes
Bisogna arrampicarsi su una stretta scala a chiocciola e anche accontentarsi di poco spazio, ma la location sa ripagare ogni disagio!
Su Rue du Puits d’argent, un cubo nero a 5 metri di altezza, fa da ponte tra i palazzi affacciati su un vicolo: è la Micr’Home, un’architettura microscopica opera di Myrtille Drouet. Il mini alloggio, attrezzato con soggiorno, cucina, bagno e camera da letto, si sviluppa su 3 piani che hanno una larghezza di 2 metri, per un totale di 26 m².
La chicca sta nell’affaccio sul via vai cittadino e soprattutto nel fatto che, attraverso le grate, i fortunati ospiti possono spiare chiunque passi, giorno e notte, ma senza senza essere visti…!
Disponibile per una o più notti. Prenotazioni su Le Voyage à Nantes.
Gli eventi de Le Voyage à Nantes
Ogni estate, l’evento Le Voyage à Nantes valorizza la città riunendo più di 70 proposte culturali. L’atmosfera natalizia è animata dal Voyage en hiver. Due eventi creativi e gratuiti, per fare il pieno d’arte lungo la linea verde.
Approfondimenti e info in rete
Le Voyage à Nantes, Explore France, Ente del Turismo Francese
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Reportage realizzato per Le Voyage à Nantes ed Explore France in collaborazione con Barbara Lovato Theret Xavier e Bénédicte Péchereau
Ringrazio
Barbara Lovato di Explore France
Theret Xavier e Bénédicte Péchereau di Le Voyage à Nantes
La guida Gianni Cudazzo