Sull’Île de Nantes, strane costruzioni, tanto fantasiose quanto complesse dal punto di vista tecnico, realizzate in ferro e legno, sono frutto dell’ingegno di Pierre Orefice e François Delarozière.

L’associazione de Les Machines de l’Île ha ridato vita a una zona industriale dismessa e abbandonata, rivalutando in modo artistico gli antichi mestieri di costruzione navale. I progettisti, gli ingegneri e gli operai che lavoravano nei cantieri navali, chiusi nel 1987, sono stati ingaggiati per costruire queste opere di grandi dimensioni, vendute in tutto il mondo. (A Tolosa si trova il minotauro, in Cina c’è il drago gigante). La loro immaginazione esplora le cime degli alberi, la savana e i fondali oceanici.

Les Machines de l’Île sono uno zoo di macchine monumentali in movimento – all’incrocio tra i mondi immaginati da Jules Verne, l’universo meccanico di Leonardo da Vinci e la storia industriale di Nantes –  che prendono forma in giostre animate e con sembianze animali, come quelle esposte nelle Galerie des Machines.

Un airone di 8 metri di apertura alare, con a bordo passeggeri, sorvola la galleria. Piante vere si mescolano a piante e animali meccanici come formiche, ragni, colibrì, bradipi e camaleonti. La visita alla galleria è scandita dagli interventi dei macchinisti che spiegano la storia e il funzionamento di queste strane creature, di cui a volte è possibile prendere il controllo.

Carrousel des Mondes Marins


Un capitello su cui sono rappresentati dei paesaggi con gli abitanti di tutti gli oceani sormonta il Carrousel des Mondes Marins. L’interno si sviluppa in tre piani che si muovono in maniera autonoma. Rappresentano gli abissi, i fondali marini e la superficie e sono animati da macchine che riproducono il bestiario degli oceani fantastici delle storie di Jules Verne.

Le macchine sono un inno alla potenza dell’oceano. 

Il carosello poggia su una struttura a tamburo in cemento che riprende l’architettura delle banchine della Loira.

La giostra (alta 25 m, con un diametro di 22 m) si lega con la storia dei cantieri navali e ne esalta l’immaginazione verniana tipicamente nantese, in cui i visitatori sono spettatori di figure strane e inquietanti che roteano in un gigantesco circo, dagli abissi alla superficie.

Immancabile è il giro sul dorso del Grand Éléphant, una vera e propria architettura in movimento.


La compagnia Les Machines de l’Île finanzia un programma di riabilitazione degli elefanti asiatici, sfruttati a lungo per lavorare.

A lato delle Galerie des Machines si trova l’hangar à Bananes, così chiamato perché anticamente venivano stoccati i prodotti provenienti dalle colonie e dalle Antille. L’hangar ospita uno spazio per mostre d’arte contemporanea, caffè e ristoranti con vista sulla Loira.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Realizzato per Le Voyage à Nantes ed Explore France in collaborazione con Barbara Lovato e Bénédicte Péchereau all’interno del reportage Le Voyage à Nantes.

Leggi il reportage completo sulla città di Nantes: Le Voyage à Nantes.

Ringrazio

Barbara Lovato di Explore France

Bénédicte Péchereau di Le Voyage à Nantes

La guida Gianni Cudazzo

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