AUSTRIA, CARINZIA, REGIONE DI KLAGENFURT

Sembrano planare come trasportate dal vento. Le note di Gustav Mahler si diffondono sulle rive di Maiernigg, dal suo intimo rifugio musicale, sciogliendo l’inquietudine del Novecento in una morbida armonia. Dalle vicine montagne, intrise dello spirito celtico, una coppia di gheppi raggiunge il suo nido in cima al campanile di S.Egidio, dimora dell’ultimo guardiano, nel silenzio di un angolo indisturbato, quasi dimenticato, sui tetti rossi della città.

Uno splendido isolamento: così Gustav Mahler amava definire gli anni trascorsi in solitudine nella sua piccola capanna di composizione, nascosta nella foresta di Maiernigg, sulle rive del Lago Wörthersee. Nella pace indisturbata di quell’angolo carinziano, trascorse le estati dal 1900 al 1907 e scrisse molte delle sue opere, tra cui il famoso Adagietto della Sinfonia n.5. 

La vita durante quei periodi estivi seguiva esattamente lo stesso schema. 

Mahler si alzava la mattina all’alba e andava a nuotare nel lago, sempre nello stesso punto. Chiamava la domestica che gli preparava la colazione e la portava alla sua capanna, a circa 60 metri sopra la villa che il musicista si era fatto costruire sulle rive del lago. Non le era era permesso prendere il sentiero principale, poiché egli non voleva vedere nessuno prima di iniziare a lavorare. Così ogni mattina la donna doveva arrampicarsi attraverso una ripida scorciatoia con tutti i piatti della colazione: caffè, burro, pane di segale e marmellata, un tipo diverso per ogni giorno. Allestiva il tavolo fuori dalla capanna e tornava dalla medesima scorciatoia, per evitare di incontrarlo lungo la strada.

La capanna di composizione non era nient’altro che un’umida stanza di 20 metri quadri senza il bagno. All’interno si trovavano un pianoforte a coda, i libri di Goethe e di Kant, gli spartiti di Bach e una cassaforte dove Mahler custodiva le sue composizioni.

Gustav Mahler era nato nel 1860 in Boemia, allora parte dell’impero austro ungarico, da una famiglia di origine ebraica, tra l’affetto della madre Marie e la severità del padre Bernhard, che ne intuì il talento.

Fu nella capitale austriaca che conquistò il più prestigioso incarico musicale dell’epoca: quello di direttore dell’Opera della Corte di Vienna, professione che lo indusse a convertirsi alla fede cattolica, la religione ufficiale. Mahler aveva idee d’avanguardia e trasformò radicalmente l’opera seria. Da sala di ritrovo mondano, piena di luci, sempre aperta e frequentata da persone non interessate alla musica, l’auditorium divenne un luogo solo per la musica, dove gli spettacoli, che si svolgevano al buio, in silenzio e a porte chiuse, erano tenuti da artisti di vero talento.

Fu sempre nella capitale austriaca che fece l’altra sua grande conquista: la più bella giovane donna di Vienna, Alma Schindler. E Mahler, “celibe per natura e vergine a quarant’anni”, come lo descrive Alma, si innamorò di quella colta e raffinata ragazza, compositrice di musica e musa di famosi artisti austriaci, tra cui Klimt e, nel 1902, la sposò. Ma Alma, diciannove anni più giovane di lui, dovette rinunciare a comporre per assecondare la volontà di Gustav, chiaramente espressa in una lettera di venti pagine che le scrisse prima del matrimonio, in cui le rammentava che, da quel momento, il suo unico compito sarebbe stato quello di moglie. Mahler riservò solo a se stesso il privilegio di comporre; divenne il direttore d’orchestra più celebrato dell’epoca, ma la sua carriera di compositore fu assai controversa. “Io sono, per usare un’espressione di Nietzsche, un uomo che non appartiene al proprio tempo […] Definizione questa che si applica soprattutto ai miei lavori”. “Tre volte senza patria, sono un boemo tra gli austriaci, austriaco tra i tedeschi, ed ebreo tra i popoli del mondo”. Ma “Il mio tempo verrà” sosteneva Mahler. E la storia gli ha dato ragione. 

Lavorando nove mesi l’anno all’Opera della Corte di Vienna, gli restava solo il periodo estivo per dedicarsi alla composizione. Nell’idilliaca pace di Maiernigg compose quattro sinfonie, ma anche i Canti dei bambini morti, basati su poesie che Friedrich Rückert aveva scritto in seguito alla morte di due suoi figli. 

Anche Mahler aveva perso sei dei suoi undici fratelli in tenera età e sentiva un forte legame emotivo con il poeta. A quel tempo, però, aveva già due figlie piccole e Alma lo aveva pregato di non terminare quelle opere.

“Non riesco a capire come si possa esaltare la morte dei bambini se si è abbracciata la propria figlia, felice e sana, mezz’ora prima. Ricordo di aver esclamato in quel momento: per l’amor del cielo, tu stai chiamando il demonio!” (Alma nelle sue memorie di Gustav Mahler).

Mahler pubblicò entrambi i cicli Rückert nel 1905. E il demonio non tardò ad arrivare.

Nel luglio del 1907, nella villa sul lago Wörthersee, sua figlia Maria Anna morì tragicamente, all’età di quattro anni, a seguito di una malattia. Alma cadde nella disperazione.

Gustav, prostrato dal dolore, abbandonò il suo amato rifugio e vendette la villa. 

Non fece mai più ritorno a Maiernigg. 

Nello stesso anno, le crescenti ostilità antisemite lo costrinsero a dimettersi dalla carica di direttore d’orchestra e gli fu diagnosticato un grave difetto cardiaco. Si trasferì negli Stati Uniti, lavorando con successo come direttore del Teatro Metropolitan di New York, fino a che, dovette rientrare a Vienna per essere ricoverato. Alma rimase vicina a lui fino all’ultimo, mentre sulla stampa viennese ogni giorno comparivano articoli, non privi di ignobili pettegolezzi, sulle condizioni di salute del musicista. Ormai era diventato una star, ma solo come direttore d’orchestra. 

Morì a Vienna nel 1911, all’età di 50 anni. I biglietti del suo funerale andarono a ruba.

Nel 1971 il film Morte a Venezia di Luchino Visconti, accompagnato da parti della Sinfonia n.5, scatenò un vera e propria Mahler Renaissance. I massimi compositori delle generazioni successive identificarono in lui il pioniere della nuova musica del Novecento. 

“Dal punto di vista più strettamente psicologico, il pubblico del nostre tempo ha riconosciuto in Mahler, più che in ogni altro compositore, il narratore dell’angoscia, della solitudine e di quel senso di sradicamento esistenziale che è alla base dell’identità problematica dell’uomo contemporaneo”. (Gastón Fournier-Facio, Il mio tempo verrà).

La capanna è oggi un piccolo museo, aperto da maggio a ottobre, in cui risuona, complessa ed emozionante, la musica di Gustav Mahler, che si diffonde nella foresta di Maiernigg.

Le composizioni dei suoi ultimi anni sono legate alla bellissima Alma.

Lui la chiamava affettuosamente Almscheri.

L’ultimo guardiano della torre

Della signora Helene rimane una foto all’interno della torre campanaria e i grandi numeri romani di ferro battuto che la donna esponeva a 45 metri di altezza per indicare la temperatura. Nel capoluogo della Carinzia, i cittadini, per decidere quanto coprisi prima di uscire di casa, davano infatti un’occhiata al campanile della chiesa di Sant’Egidio. Così dal 1923 al 1966, epoca in cui nella torre viveva e lavorava l’ultimo guardiano: la signora Helene Reichelt. Quando salì per la prima volta i 225 gradini della stretta scala a chiocciola, con un figlioletto in braccio per giunta, la signora pensò di aver commesso uno sbaglio accettando quel lavoro. Sin dal Medioevo, infatti, il guardiano della torre aveva il compito di dare l’allarme in caso di incendi o pericoli imminenti, ma tale professione era stata sempre mal pagata e poco stimata. Helene però sapeva il fatto suo: divorziò dal marito, che passò a miglior vita una settimana dopo, e crebbe da sola 6 figli nella piccola stanza all’interno del campanile, senza acqua corrente, né bagno. Ogni giorno scendeva i 225 scalini per buttare gli escrementi di tutta la famiglia e andare a prendere acqua, cibo, legna e il necessario, che issava dalla cima del campanile tramite un secchio legato a una corda. In condizioni di vento e intemperie, doveva trasportare tutto in spalla.

E se contiamo i 225 scalini, saliti una volta al giorno per 43 anni, possiamo stimare che la signora Helene, in 20.000 salite, si sia arrampicata su 9 milioni scalini, pari a 101 scalate sul monte Everest partendo dal livello del mare! Non solo: a dispetto del marito analfabeta, Helen amava talmente leggere che, a volte, si dimenticava di cucinare. Trasmise però questa passione ai figli che, nonostante venissero scherniti dai compagni di scuola poiché vivevano senza wc né acqua, terminarono gli studi e, addirittura, Hmma, l’ultimogenita, ottenne la cattedra di Fisica Atomica all’Università di Vienna alla fine degli anni Sessanta, senza alcuna borsa di studio.

Oggi è Horst Ragusch, guida turistica di Klagenfurt e guardiano notturno della città, a raccontarci la storia di Helene e a custodire il campanile della chiesa di Sant’Egidio, costruito nel 1709 e per un secolo al secondo posto degli edifici più alti dell’Austria, coi suoi 91 metri.

A fargli compagnia, una coppia di gheppi che, ogni anno, a marzo, arriva dalle vicine montagne e nidifica sulla sommità della torre. Nel silenzio di un angolo indisturbato, quasi dimenticato, sui tetti rossi di Klagenfurt.

Le origini celtiche

Quello che l’archeologo Johann Dominikus Prunner (1654-1718) vide dall’alto dell’area di Zollfeld, e precisamente sul monte Magdalensberg, a pochi chilometri da Klagenfurt, fu la pianta della città Virunum fondata, sui precedenti insediamenti celtici, dall’imperatore Claudio nel 45 d.C.

Virunum, con i suoi ventimila abitanti, fu il capoluogo, fino al V secolo, della provincia romana di Noricum, nome che deriva dalla tribù germanica dei Nori, un popolo indo-germanico che, tra la fine dell’età del bronzo e l’inizio di quella del ferro, si insediò nella regione attualmente occupata dalla Carinzia e dalla Stiria, sviluppando una cultura strettamente legata alla lavorazione dei metalli e in primo luogo del ferro. I Celti invasero la regione occupata dai Nori e appresero le raffinate tecniche metallurgiche. In epoca augustea i Romani penetrarono in maniera pacifica nel loro territorio e chiamarono Norici i nuovi abitanti della regione Noricum.

Da quel momento si fa strada anche il concetto di ferrum noricum: una lega di ferro e carbonio, quindi acciaio, fusa dai Norici mediante un processo a fase unica. Le armature realizzate con quel ferro erano assai ambite per la loro solidità, elasticità e resistenza alla ruggine. Il ferrum noricum godeva presso i Romani di una meritata fama, decantata anche nelle letteratura classica, e avere il gladio di ferro norico era sinonimo di prestigio e di appartenenza a un ceto alto.

Uno dei centri di produzione del ferro norico si trovava sul monte Magdalensberg, posto sulla Via Francigena, oggi uno straordinario museo all’aperto che custodisce i più importanti scavi archeologici dell’Austria.

Prima di arrivare al Magdalensberg da Klagenfurt, sul lato destro della strada, ci si può fermare a visitare l’Herzogstuhl, la Sedia del Duca: un doppio sedile di pietra composto da marmi provenienti da Virunum e costruito probabilmente durante il periodo carolingio. Era utilizzato durante le funzioni ufficiali e giudiziarie e divenne simbolo dell’indipendenza della Carinzia dopo che, il 12 settembre 1651, vi si tennero le udienze giuridiche per l’ultima volta. È monumento nazionale.

Tra lago, natura e cultura

Klagenfurt am Wörthersee, capoluogo della Carinzia, è una cittadina mitteleuropea crocevia di tre diverse culture. A pochi chilometri dall’Italia e dalla Slovenia, riunisce in sé le anime di questi tre paesi, che si riflettono nel paesaggio, nella gastronomia e nel carattere degli abitanti. 

Tranquilla e rilassante, ma anche vivace e divertente, è una città a misura d’uomo, adagiata sul lago Wörthersee, il più grande dei 1270 laghi carinziani, di cui 200 sono balneabili con temperature fino a 28°.

Grazie alle sue limpide acque color smeraldo e calde a partire da maggio, il Wörthersee è il punto di ritrovo degli abitanti nel periodo estivo. In quest’oasi, l’eleganza moderna si sposa alla tradizione, lo spirito innovatore alla gastronomia più radicata. L’estate carinziana si assapora in tre stabilimenti balneari: Klagenfurt, Maria Loretto e Maiernigg, in cui si gode delle placide acque incorniciate dalla vegetazione lacustre e dai panorami montani.

Dallo specchio del Wörthersee si diparte il braccio del Lendkanal che, orlato dalle ville in stile Jugendstil della Linsengasse della Tarviser Strasse, si protende fin nel cuore della città. Qui le splendide piazze, i viali e i cortili rinascimentali generano un’atmosfera dal fascino mediterraneo, in cui ci si può deliziare anche nel palato, coi prodotti tipici nel Benedektinermarkt o partecipando alle Giornate della cucina dell’Alpe Adria. Passeggiando tra Neuer Platz, Alter Platz o lungo la Kramergasse, la prima zona pedonale dell’Austria, tra esclusive boutique, ristoranti storici e sale da caffè, ci si immerge in quel dolce far niente che il sud dell’Austria ha fatto proprio. Grazie alla sua posizione, Klagenfurt è però anche una località dal temperamento sportivo che invita a svariate attività. Numerosi sentieri che partono dal centro conducono in mezzo alla natura, come il Kreuzbergl, il polmone verde della città, con dei bellissimi scorci sul lago, insieme all’Europapark dove, oltre a passeggiare, correre o rilassarsi, si può visitare il Planetario, il Rettilario e il Minimundus, con oltre 159 modelli di monumenti di più di 40 paesi, realizzati a mano in scala 1:25.

Per gli amanti delle sacche e delle mazze che in vacanza non vogliono rinunciare a green e bunker, il campo da golf di Seltenheim è un piccolo gioiello e si trova a pochi chilometri dalla città. 

Non mancano musei, gallerie d’arte ed eventi sportivi e culturali: dal leggendario Ironman Austria agli United World Games, il Wörthersee-Stadion si è affermato anche come sede di concerti di ampio richiamo. Nel programma serrato di appuntamenti culturali spiccano le Giornate della letteratura di lingua tedesca, nell’ambito delle quali viene conferito il Premio Ingeborg Bachmann. Josef Winkler, uno dei più significativi scrittori austriaci, vive a Klagenfurt; Robert Musil vi nacque. Di caratura mondiale sono le Giornate della musica antica che, nel contesto della Trigonale agli inizi di settembre, presentano il meglio della musica barocca nelle tre sedi di Maria Saal, St. Veit e Klagenfurt.

In bici sul lago, tra borghi e castelli

Agli appassionati di bicicletta Klagenfurt offre una rete di piste ciclabili che si dipanano per 120 chilometri, per tutti i gusti e difficoltà. Lungo i corsi d’acqua della città si snodano ampie piste ciclabili che a est collegano Klagenfurt a Grafenstein e a nord arrivano fino a Maria Saal, il comune con il famoso duomo gotico. Partendo dal centro e seguendo il percorso del Lendkanal, un idilliaco canale artificiale immerso nel verde, si arriva alla penisola di Maria Loretto. Dalla Neuer Platz partono due piste ciclabili interregionali: la R7 si snoda verso nord, in direzione di Friesach, una suggestiva cittadina medievale, e la R4, la ciclabile del Wörthersee, conduce a Velden, da dove si può comodamente rientrare in battello con bicicletta al seguito. Gli amanti della bici da corsa, possono optare per la rotta più impegnativa attraverso la valle dei laghi di Keutschach, la stessa impiegata per l’Ironman. I più nostalgici possono esplorare gli affascinanti castelli dei dintorni, come quello inespugnabile di Hochosterwitz, arroccato su una rupe di 150 metri. Klagenfurt offre un noleggio bici autonomo gestito da Nextbike Klagenfurt e 20 diversi punti di appoggio in città.

In battello sul Wörthersee

La posizione del capoluogo carinziano è strategica per visitare la regione ed è il punto di partenza ideale per un giro in battello, facendo rotta sui pittoreschi borghi che si affacciano sulle rive, sulle quali si specchiano le dimore signorili costruite intorno al 1900 dalla nobiltà asburgica che amava villeggiare nelle località sui laghi del sud. Sulla sponda meridionale del lago si incontrano i paesini di Maria Wörth e Reifnitz, da cui partono vari itinerari escursionistici, il santuario e il campo da golf di Dellach. A metà strada tra Klagenfurt e Velden, c’è la località balneare di Pörtschach, conosciuta per il leggendario stabilimento balneare Werzer’s Badehaus, rinomato già nel XIX secolo. A Velden, la località più mondana e vivace del lago, si è accolti dallo Schloss Velden, lussuoso hotel dalle inconfondibili pareti gialle e oggi parte della catena alberghiera Falkensteiner. Si può scegliere un Rundfahrt, un percorso circolare di circa 2 ore e mezza che permette di osservare il paesaggio dall’acqua e, acquistando un biglietto combinato, si ha anche l’entrata alla spettacolare Pyramidenkogel, una torre ultramoderna e panoramica, costruita in legno e tra le più alte del mondo. È progettata in modo da evitare ogni barriera, presenta forme sinuose e armoniche e sovrasta il lago Wörthersee, offrendo una vista impareggiabile sulle montagne austriache. La torre propone uno scivolo lungo oltre 120 metri con un dislivello di 52 metri.

Le giornate della cucina Alpe Adria

L’evento culinario internazionale, organizzato da Tourismus Region Klagenfurt, è giunto alla sua sesta edizione. Dal 7 al 24 settembre 2023, nel cuore della città di Klagenfurt si svolgeranno due settimane ricche di eventi culinari insieme a cuochi stellati ospiti, degustazioni, show cooking e tre giorni di mercatino Genussmeile (Miglio del Gusto) dal 15 al 18 settembre con circa 80 produttori dell’Alpe Adria. Prevista per il mese di agosto è anche la presentazione del terzo libro Il matrimonio del Gusto (Geschmackshochzeit) Ed. Wieser Verlag, scritto nelle tre lingue dell’Alpe Adria (italiano, tedesco e sloveno) che racchiude conoscenze e ricette degli ospiti alle giornate della Cucina Alpe Adria degli ultimi due anni. Informazioni sul programma e sui partecipanti: www.visitklagenfurt.at/alpenadria.

PRIMO ITINERARIO – Giro in centro città

Punto di partenza: Neuer Platz

Punto di arrivo: Museo Regionale Rudolfinum

Lunghezza: 3,2 Km

Tempo necessario: intera giornata incluse visite

Partiamo da Neuer Platz, la piazza principale, cuore della città rinascimentale. Al centro, la Fontana del Lindwurm (del drago) è uno dei simboli di Klagenfurt. Fu realizzata nel 1593 a partire da un unico blocco di scisto verde proveniente dal Kreuzbergl, il monte cittadino. Si stima che il peso di questo animale con la testa di rinoceronte, il corpo d’uccello e la coda di serpente si aggiri intorno alle 6 tonnellate e, secondo le storie dell’epoca, sarebbe stato trascinato sulla piazza da 300 giovinetti in abito bianco. La leggenda racconta che il Lindwurm era un drago alato che viveva in una palude tra il fiume Drau e il lago Wörthersee e che amava cibarsi di belle ragazze e di qualche mucca, in mancanza d’altro. E proprio grazie a un toro usato come esca, fu ucciso con uno stratagemma da tre ragazzi che non sopportavano più gli orribili sacrifici richiesti dal mostro sempre affamato. Completano la fontana la statua di Ercole con una mazza chiodata e una ringhiera seicentesca in ferro battuto. Un tempo la fontana forniva acqua per dissetarsi e per spegnere gli incendi. Sulla piazza si affacciano edifici di rilievo, come il municipio (Rathaus), l’antica farmacia (oggi Apotheke vorm Lindwurm), il Viktringer Hof, ex sede dei Cistercensi (Karfreitstrasse 1), e si impone il monumento a Maria Teresa, una delle tre statue in cui l’imperatrice è raffigurata in posizione eretta. Maria Teresa, detta anche la suocera di mezza Europa, ebbe 16 figli in 19 anni e, poiché quasi sempre incinta, veniva ritratta seduta.  Nei suoi 40 anni di regno fu artefice di molte riforme e introdusse l’obbligo scolastico. La statua originale del 1765, realizzata in occasione della visita dell’imperatrice a Klagenfurt, fu sostituita da una copia bronzea nel 1873. 

Imbocchiamo la Kramergasse, la via dello shopping, la più antica zona pedonale d’Austria, dove si affacciano palazzi rinascimentali in stile secessionista. Lungo la via, noteremo una fontana con l’omino del Wörthersee che raffigura il leggendario protagonista delle origini del lago Wörthensee. Ai piedi della fontana, i mosaici raffigurano gli stemmi delle città gemellate con Klagenfurt. Arriviamo alla Alter Platz, la piazza vecchia, che costituisce il centro del borgo medievale, un tempo sede del mercato. Klagenfurt, che ottenne il titolo di città nel 1252, fu distrutta da un incendio nel 1518 e donata dall’imperatore Massimiliano agli stati provinciali perché la ricostruissero. Fu un architetto italiano,  Domenico dell‘Allio a riedificare Klagenfurt in stile rinascimentale. Il 90% dell’odierna città è cinquecentesca, epoca in cui arrivarono i protestanti e Klagenfurt divenne capoluogo della Carinzia. Rimangono più di 50 cortili rinascimentali all’interno degli edifici storici. Nella piazza si erge la colonna della SS. Trinità, o colonna delle peste, eretta nel 1681, e si affacciano palazzi signorili con cortili interni, risalenti al XVI e al XVII sec, tra cui spicca l’antico municipio (alte rathaus) che vanta uno dei porticati più belli dell’Austria. Prendiamo la Tabakgasse e arriviamo all’imponente edificio a ferro di cavallo con due torri laterali, sede del Parlamento Regionale (Landhaus) e fatto costruire dai protestanti del XVI sec. Al suo interno, la Sala degli stemmi (Wappensaal) è la più importante sala carinziana, con 665 stemmi affrescati, dal XVI secolo al 1918, e relativi a tutti i politici che avevano il diritto di voto al Parlamento Regionale. L’affresco sulla volta, che rappresenta l’ imperatore Carlo VI, è di Josef Ferdinand Fromilier, il più famoso pittore barocco della Carinzia che, per quell’opera si è ispirato a Giambattista Tiepolo. Sul lato est, l’odierno ristorante Landhaushof (sec. XV) fungeva da dimora cittadina dei prevosti di Maria Saal.

Prendiamo Ursulinengasse, poi svoltiamo a destra sulla Heiligengeistplatz per una visita alla Chiesa di San Egidio, edificata nel 1335, ricostruita nel Settecento, e nella quale fu celebrata la prima messa con rito protestante di Klagenfurt. Al suo interno merita una visita la Fuchskapelle: la psichedelica cappella dell’Apocalisse realizzata tra il 1991 e il 2010 dal padre del Realismo fantastico viennese Ernst Fuchs, abbinando scene bibliche a scene moderne e mettendo a confronto l’era contemporanea con le visioni di San Giovanni (per visite tel. + 43463511308). Saliamo sul campanile da dove si gode di una vista a 360° sulla città, sul lago Wörthersee oltre le Caravanche fino allai Koralpe. Nel vecchio alloggio del campanaro, l’odierno custode Horst Ragusch vi racconterà la storia della torre campanaria e il mestiere dei campanari (per orari tel. +436502424555).

Percorriamo Ursulinengasse fino al Teatro civico (Stadtthheater), edificato tra il 1908 e 1910 nella ricorrenza del 60° anno di regno dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Attraversando l’adiacente Galleria Civica, anche sede di una scuola di musica,  arriviamo alla Pfarrplatz in cui domina chiesa parrocchiale del XVII sec. Una cappella ospita la tomba di Julien Green, scrittore e drammaturgo statunitense.

Raggiungiamo l’adiacente Heuplatz con il monumento a S.Floriano e ci immettiamo su Wienergasse. Oltrepassiamo Alter Platz e proseguiamo dritto su Kramergasse fino a Neuer Platz. Prendiamo Burgasse e visitiamo il Museo di arte moderna della Carinzia (MMKK) allestito in un ex fortezza del 1586.

Torniamo in Neuer Platz e, accanto al monumento a Maria Teresa, imbocchiamo Postgasse fino al Benediktiner Markt, il mercato cittadino. I padiglioni sono aperti tutti i giorni e ospitano ristoranti e locali. Il giovedì e il sabato (6 – 13) i contadini della zona vendono i loro prodotti. Nel periodo estivo, il venerdì pomeriggio suonano le bande musicali. L’adiacente chiesa Marienkirche è stata edificata nel 1613 per i Francescani.

Prendiamo Lidmanskygasse  e raggiungiamo Domplatz. Visitiamo il Duomo, commissionato nel 1581 dai ceti protestanti. Nel mese di maggio la chiesa ospita concerti tutti i giorni. Di fronte alla facciata del duomo si trova un plastico della città. Prendiamo Karfreitstrasse e svoltiamo a sinistra su Paulitschgasse continuando dritto fino al Museo Regionale Kärnten Museum che custodisce oltre 2 milioni di pezzi e un prezioso mosaico di epoca romana (III sec) raffigurante Dionisio, esteso su una superficie di 30 mq.

SECONDO ITINERARIO – Dalla città, al monte, al lago

Punto di partenza: Teatro civico

Punto di arrivo: Minimundus

Lunghezza: 12 Km

Difficoltà: media – Dislivello: 148 m

Tempo necessario: mezza giornata 

Dal Teatro civico percorriamo Radetzkystrasse per 950 m fino al Giardino Botanico. Saliamo quindi sulla collina, lungo la Via crucis fino alla chiesa Kalvarienbergkirche. Consacrata nel 1742, è il punto di partenza ideale per un’escursione sul Kreuzbergl, il monte cittadino da cui proviene l’ardesia con la quale è stato scolpito in un unico pezzo il Lindwurm della Neuer Platz (fontana del drago). Facciamo sosta al Ristorante Schweizerhaus e continuiamo a salire fino ad arrivare all’Osservatorio e alla sua piattaforma panoramica.

Prendiamo il sentiero n.11 che, passando davanti a 3 laghetti, si unisce al sentiero Atzgrubenweg. Dopo circa 1h si raggiunge il punto panoramico Zillhöhe, che offre una bellissima vista sui vigneti e sul lago. Scendiamo fino alla sponda orientale del lago Wörthersee e proseguiamo fino alla penisola di Maria Loretto, dominata dall’omonimo castello. Torniamo verso il lido Strandbad per un po’ di relax sulle rive del lago (ingresso da fine aprile a metà settembre a pagamento). Possibilità di fare un’escursione in battello. Attraversiamo l’aera verde Europapark, tra sculture in pietra di artisti internazionali. Visitiamo il Rettilario, il Planetario e il Minimundus, un parco in cui sono esposti modelli di edifici di 50 Paesi, treni, navi e ponti riprodotti nei minimi dettagli in scala 1:25. Non mancano il lancio dello Space Shuttle, l’apertura del ponte levatoio del Tower Bridge, convogli ferroviari che che girano incessantemente sui binari e una ruota panoramica per una vista a 360°.

TERZO ITINERARIO – Lo spirito di Gustav Mahler

Punto di partenza: parcheggio Maiernigg

Punto di arrivo: casa di composizione di Gustav Mahler

Lunghezza: 650 m – Dislivello: 50 m – Durata: 12 min

Per avvicinarsi allo spirito del grande compositore Gustav Mahler, facciamo visita alla piccola casa in mezzo al bosco, nella quale compose le sue opere principali, durante i mesi estivi dal 1900 fino al 1907, mentre soggiornava con la famiglia nella villa che aveva fatto costruire sulle sponde del lago.

Partiamo dal parcheggio segnalato sul lato opposto alla spiaggetta di Maiernigg e seguiamo le indicazioni Gustav Mahler Weg. Attraversiamo il bosco e, dopo circa 650 mt, arriviamo alla piccola casa immersa nella natura e nel silenzio. Visite da maggio ad ottobre, 10 -13, giov – dom, € 3.00. Ci si può sedere sulle panchine esterne e, con il sottofondo musicale, assaporare l’anima di Gustav Mahler per capire come il bosco e il silenzio siano stati per lui delle vere muse.

QUARTO ITINERARIO – Tour dei castelli in bici

Punto di partenza: Teatro civico

Punto di arrivo: Lendhafen

Lunghezza: 22 Km

Difficoltà: media 

Tempo necessario: 2 h

Partiamo dal Teatro Civico e da Radetzkystrasse svoltiamo a destra in Lerchenfeldstrasse, poi Aichelburg-Labia-Strasse. Continuamo verso est attraverso Oberlercherstrasse in Jahnstrasse. Seguiamo Gutenbergstrasse e superiamo l’area dell’ospedale fino a Glanradweg. Ci dirigiamo verso ovest lungo la pista ciclabile del Glan fino a Mantschehofgasse e svoltiamo in Feschnigstrasse, che conduce al Castello di Ehrenhausen. Lungo il Druckerweg e la Magereggerstrasse si attraversa il ponte Glan fino al Castello di Mageregg. Quindi si passa il sottopassaggio della Kärntner-Bundesstrasse, in direzione di Feldkirchnerstrasse fino a Lendorf. Il sentiero conduce verso ovest lungo la Seltenheimer Strasse, oltre il campo da golf e il Castello di Seltenheim. Proseguiamo lungo Hallegger Strasse, oltre Tultschnig e poi lungo una breve strada tortuosa fino al Castello di Hallegg. Percorriamo Hallegger Strasse, superando i laghetti Hallegger Teiche e proseguiamo fino a raggiungere Krumpendorf. Il percorso prosegue oltre il passaggio a livello di Kropfitschbad e verso est lungo il lago Wörthersee fino alla baia orientale di Klagenfurt. Qui si può fare una deviazione al Castello di Maria Loretto sull’omonima penisola. Costruito nel 1652 come residenza di villeggiatura, oggi è il posto più gettonato per matrimoni della baia orientale, da coppie che vengono da ogni parte del mondo. Il sentiero conduce oltre il lido di Klagenfurt fino al canale Lendkanal – da lì si prosegue un po’ più a ovest – alla fine del Lorettoweg si trova il castello di Maria Loretto. Lungo il Lendkanal in direzione est, dopo circa 4 km, si raggiunge il Lendhafen, ovvero il Porto sul Lend, il percorso che dal Lago Wörthersee conduce al centro. Il Lendkanal fu scavato nel XVI sec. come via di trasporto. Il pontile Elisabethsteg al porto fu costruito nel 1856 e inaugurato al cospetto dell’imperatrice Sissi da cui prese il nome.

QUINTO ITINERARIO – I 4 monti sacri

Punto di partenza e di arrivo: St. Veit an der Glan-

Lunghezza: 77,2 Km in 3 o 5 giorni

Per info: tel. + 434212 45608, www.mittelkaernten.at

Il giro sui 4 monti sacri della Carinzia centrale (Magdalensberg , Ullrichsberg , Veitsberg e Lorenziberg), con partenza da St. Veit an der Glan, ruota attorno all’usanza secolare della Corsa delle Quattro Montagne (Vierbergelauf): la marcia che si svolge due settimane dopo il Venerdì Santo, nel “Dreinagel-Freitag” (Venerdì dei Tre Chiodi), durante la quale i partecipanti partono intorno a mezzanotte, dopo la messa sul monte Magdalensberg e toccano le cime di 4 montagne. A seconda delle condizioni fisiche, l’itinerario, in 5 tappe, può essere completato in 3 o 5 giorni.

PRIMA TAPPA:  St. Veit an der Glan- Magdalensberg. 16,2 Km, 6 ore, dislivello 762 mt

Gli edifici storici dell’ex capoluogo della Carinzia colpiscono nel centro storico di St. Veit. Si costeggiano i vigneti, il castello di Taggenbrunn , il Längsee con il venerabile monastero. Un percorso attraverso 14 porte conduce all’interno del castello di Hochosterwitz, sulla sommità di una montagna che sorge nel mezzo della pianura del Launsdorf. La fortezza, costruita nel XVI sec. è proprietà della famiglia Khevenhüller da 470 anni. Il testamento del capostipite è scolpito sulla pietra del castello e la sua ultima volontà è rispettata ancora oggi. Suo nipote, l’attuale proprietario, cura per i visitatori un vasto programma. Nel ristorante si possono gustare le prelibatezze locali della cucina carinziana. Dopo la visita al castello, riprendere il sentiero segnalato che prosegue fino alla cima del Magdalensberg, con una splendida vista sulla Carinzia centrale.

SECONDA TAPPA: Magdalensberg – Maria Saal Herzogstuhl, 14 Km, 4 ore, dislivello 81 mt

Iniziando la discesa dal Magdalensberg, si ha una vista panoramica sulle altre montagne del percorso. Si visitano gli scavi celto-romani, i più grandi scavi delle Alpi orientali che hanno restituito l’antica città sul Magdalensberg, con reperti  di 2000 anni fa. Si attraversa la città di Ottmanach, dove è cresciuto il musicista di fama mondiale Udo Jürgens. Arrivando in fondo alla valle di Zollfeld, cuore storico della Carinzia, si incontrano importanti testimonianze storiche come la Prunnerkreuz (Croce di Prunner, una cappella di proprietà privata sui cui muri si trovano iscrizioni e pietre incise datate dal periodo celtico-romano fino al XIX secolo), l’Herzogstuhl (Sedia del Duca) e la gotica Cattedrale di Maria Saal. 

TERZA TAPPA: Maria Saal Herzogstuhl – St. Leonhard. 15 Km, 6.30 ore, dislivello 582 mt

Si attraversa Kading e Möderndorf  e si fa visita al Castello di Möderndorf (XII sec). Si raggiunge Pörtschach am Berg. La salita un po’ più faticosa verso l’Ulrichsberg conduce attraverso il versante meridionale del Mons Sacro. Si ritorna a valle attraverso il suo fianco settentrionale e si raggiunge Zweikirchen passando per Karnberg. Si attraversa il Glantal fino a raggiungere infine il paese di St. Leonhard.

QUARTA TAPPA: St. Leonhard – Gradenegg. 18 Km, 6 ore, dislivello 845 mt

Si attraversa il paese di St. Leonhard fino all’inizio della salita attraverso il cosiddetto “Kulm”. Dopo aver superato il Kulmberg si raggiunge Liemberg camminando più in alto. Si raggiunge Zwattendorf attraverso l’alta valle del Liemberger Bach . Qui inizia la faticosa salita al Veitsberg, il punto più alto dell’intero giro (1158 m s.l.m.). Dopo una breve sosta presso la chiesa, proseguiamo sul crinale sopra la Glantal fino a Gradenegg.

QUINTA TAPPA: Gradenegg – St. Veit an der Glan, 13,7 Km, 4:30 ore, dislivello 397 mt

L’ultima tappa apre una vista meravigliosa sulla Glantal, sulle montagne delle Caravanche e sulle Alpi Carniche. Sul sentiero alcuni croci storiche indicano la via per la quarta delle montagne sacre: il Lorenziberg.

BLOCK NOTES

DURATA  5 giorni

QUANDO tutto l’anno

Come arrivare

In auto: Da sud, attraverso Ljubljana e la B91 Loiblpass-Strasse (passo di Loibl), oppure attraverso Udine e Tarvisio sulla A23 (A2 Südautobahn). Klagenfurt si trova a 60 km dal confine con l’Italia. In treno: con la rete ÖBB fino al centro di Klagenfurt, www.oebb.at, www.trenitalia.com. In aereo: l’aeroporto di Klagenfurt dista pochi km dal centro. I collegamenti con le città italiane vengono offerti dai vicini aeroporti di Trieste o Venezia, da cui un servizio navetta porta direttamente a Klagenfurt, www.goopti.com.

Dove dormire

Hotel Sandwirth, Pernhartgasse 9, Klagenfurt, tel.+43.46356209, www.sandwirth.at, l’imperatore Napoleone e molti ospiti famosi hanno soggiornato al Sandwirth. Ubicato in un edificio neoclassico nel centro di Klagenfurt, a soli 200 m dalla zona pedonale, offre l’accesso gratuito alla zona relax con sauna e palestra e moderne camere complete di ogni comfort, da € 90. Durante il periodo estivo viene servita sulla terrazza una ricca colazione con prodotti regionali. Gipfelhaus Magdalensberg Famiglia Skorianz, Magdalensberg 16, Sankt Veit an der Glan, Österreich, tel. +4342242249, www.hotel-magdalensberg.at, sulla cima del Magdalensberg a Ottmanach, offre viste panoramiche su Klagenfurt e sulle montagne circostanti. Gli appartamenti in stile alpino dispongono di balcone, soggiorno con stufa in maiolica e zona pranzo, cucina, 2 camere e bagno, da € 295 in mezza pensione per 2 persone a notte. È possibile soggiornare in uno chalet privato. Specialità regionali sono servite nel ristorante in loco e sulla terrazza solarium. A disposizione degli ospiti una piscina all’aperto e un’area SPA. La chiesa di pellegrinaggio Magdalensberg si trova accanto alla struttura. Il lago Wörthersee e Klagenfurt sono raggiungibili in 25 minuti di auto. I siti archeologici celtici e romani distano 1 km. Buschenschenke Brunnerhof, Pirkfeld 1, Sankt Georgen am Längsee, Iris Stromberger, tel.+43.6644300556, www.brunnerhof.cc, in un romantico cottage all’interno di una fattoria del 1509, appartamenti dotati di ogni comfort, disponibili per un minimo di 3 notti, da € 80 al giorno. Nell’azienda agricola biologica si allevano oche, anatre, galline e maiali. Ristorante Slow Food con prodotti propri, specializzato in piatti a base di oca.

Dove mangiare

Zommstehn am Markt, Wiener Gasse 10, Klagenfurt, tel. +436641116555, igor.zommstehn@gmail.com, ristorante – vinoteca nella zona pedonale più antica dell’Austria: Igor e Anja Ogris hanno realizzato un rifugio gastronomico della regione Alpe-Adria con vini, specialità biologiche e ottimi spuntini: formaggio di capra arrostito con avocado e barbabietola € 15, petto di pollo marinato con zenzero, aglio, mais e patate con prezzemolo € 18,50. Ristorante Maria Loretto, Lorettoweg 54, tel. +4346324465, www.restaurant-maria-loretto.at, sull’incantevole penisola Maria Loretto, il ristorante si affaccia sulla sponda del lago Wörthersee e serve i suoi piatti sulla terrazza, nel giardino o nell’ambiente interno finemente decorato: Käsnudel (ravioli di formaggio) della Carinzia con insalata € 14.90, piatto di pesce misto Maria Loretto, patate alle erbe aromatiche e insalata € 26,90. Gasthaus im Landhaushof, Landhaushof 1, Klagenfurt, tel.+43463502363, cucina austriaca con accenti carinziani e alpino-adriatici in un ristorante storico situato ai piedi del palazzo sede del governo regionale: gnocchi di patate e ricotta fatti in casa con asparagi, pomodorini, porro e parmigiano € 15,50, filetto di trota lacustre carinziana con risotto agli asparagi € 25,90.

Acquisti a Km 0

Kärntner Heimatwerk, Herrengasse 4, Klagenfurt, tel. +43463555750, www.heimatwerk-kaernten.at, costumi tradizionali di tutte le valli della Carinzia, tessuti e sartoria su misura, artigianato carinziano. Benediktinermarkt, Benediktinplatz, giovedì e sabato, 6.30 – 13, i contadini della Carinzia, Stiria e Slovenia vendono i loro prodotti; venerdì c’è il mercato biologico. Da lunedì a venerdì dalle 6.30 alle 16 (il mercoledì fino alle 13.45) si possono degustare le specialità gastronomiche nelle due sale interne del mercato. Birrificio Schleppe, SchleppePlatz 1, Klagenfurt, tel.+434242234946800, birra artigianale in un birrificio storico. Lieblich, Heuplatz 2, Klagenfurt, tel. +436606822014, www.lieblich-liebich.com, Gerhard Orou e Brigitte Schüssler, realizzano preziosi manufatti in oro e metalli, gioielli, incisioni su metallo; hanno inciso armi e monili per capi stato e importanti autorità.

Gite in barca sul lago Wörthersee

L’attracco delle barche per il Wörthersee si trova nella baia orientale. Fino al 31.10.2023 si può partire per varie escursioni scegliendo tra varie imbarcazioni, tra cui la nostalgica Thalia, uno dei battelli più antichi del Wörthersee, o la moderna barca a pannelli solari “Maria Worth”. Biglietto giornaliero € 19, www.woertherseeschifffahrt.at.

Noleggio bici

Nextbike, tel.+434635373333,   nextbike@klagenfurt.at, www.nextbike.at.

Golf

Golfclub Klagenfurt-Seltenheim, Seltenheimer Strasse 137, Klagenfurt-Wölfnitz, tel. +4346340223, www.golf-seltenheim.at, con le sue 27 buche è il campo da golf più esteso della Carinzia, a soli 10 min di auto dalla città.

Torre panoramica Pyramidenkogel

Aussichtsturm Pyramidenkogel, Linden 62, Keutschach am See, tel. +434273 2443, www.pyramidenkogel.info, a 851 di quota, con i suoi 100 metri di altezza, è la torre di osservazione in legno più alta del mondo. I visitatori possono godere di una vista panoramica a 360° risalendo gli oltre 441 gradini o prendendo l’ascensore panoramico e possono scendere attraverso uno scivolo che parte da 50 m.

Wörthersee Pluscard

Soggiornando in una struttura a Klagenfurt gli ospiti ricevono una tessera valida per 3 aree: Klagenfurt, lago Wörthersee e Carinzia centrale e offre ingresso gratuito e sconti fino al 50% su diversi servizi, www.visitklagenfurt.at/it/services/woerthersee-pluscard/.

Visite guidate in lingua italiana

Guide turistiche carinziane, amanti della regione influenzata da tre importanti culture, tel. +43676842672100, www.kaernten-guide.at. Visite guidate a tema e serali con il  guardiano notturno, info@visitklagenfurt.at 

Ufficio Turistico, eventi e info in rete

Ufficio Turistico della Regione di Klagenfurt am Wörthersee, Neuer Platz 5, Klagenfurt, tel. +43463287463, www.visitklagenfurt.at. Ente Turistico della Carinzia www.carinzia.at.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Reportage pubblicato sul n.313 di Itinerari e Luoghi – Agosto/Settembre 2023, in collaborazione con l’Ente del Turismo della Carinzia e Visit Klagenfurt

Ringrazio

il Direttore Responsabile Daniele Cafieri, la editor Giulia Viganò, il grafico Roberto De Natale e la Redazione di Itinerari e Luoghi Editoriale C&C.

Elke Maidik dell’ Ente del Turismo della Carinzia

Francesca Rossetto di Visit Klagenfurt

La guida Maria Hartlieb

Horst Ragusch, guardiano della torre

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