SLOVENIA, LUBIANA

Plečnik disegnava per sé sedie scomode.

Il suo letto era corto e stretto per dormire poco e avere sempre una spinta al lavoro. Era schivo e abitudinario, ma di visioni aperte e avveniristiche e il suo progetto, divenuto patrimonio Unesco, è la base dell’anima verde e sostenibile della città.

Un’atmosfera rilassante, lenta e tranquilla: Lubiana, capitale della Repubblica Slovena sin dall’indipendenza (1991), vive sul lungofiume, tra ponti, piazze e strade che pulsano al ritmo della cultura e delle note di musiche alpine, suonate da ambulanti solitari vestiti in abiti tirolesi, memoria di sei secoli di Austria. 

Ma nel 1921, anno in cui l’architetto lubianese Jože Plečnik (1872-1957), è richiamato nella sua terra natale, dopo essersi distinto a Vienna e a Praga sotto l’ala di Otto Wagner, Lubiana era da poco libera dalla dominazione austriaca. 

Plečnik torna con una missione precisa: dare una nuova identità estetico-architettonica a quella città, luogo di passaggio fin dai tempi antichi, ma rimasta nell’anonimato poiché sempre appartenuta ad altri. 

Plečnic gioca con l’architettura costruendo il Triplice ponte, punto di accesso al centro, con cui crea un’appendice al borgo del municipio e restituisce a Piazza Prešeren il ruolo storico e simbolico che aveva sempre avuto per la città: quello di accoglienza. 

Progetta un nuovo asse urbanistico: la strada dell’acqua. Il fiume Ljubljanica, in tempi antichi punto strategico ove si pagava il dazio, diventa il fulcro della vita cittadina. 

Plečnic ricicla i materiali, adattando il patrimonio storico-culturale a un contesto di attualità, orientato al contatto umano, al dialogo, all’incontro e alla convivenza con la natura, facendo convivere la storia degli sloveni – un popolo di contadini – con la cultura, su cui essi si appoggiano con l’intenzione di uscire dall’anonimato. 

Nel Mercato Centrale alloggia panettieri, fruttivendoli e macellai all’interno di nicchie sormontate da colonne ed elementi classici, che ripropone nella Biblioteca Nazionale Universitaria: una struttura di grande solidità, la cui sala di lettura, circondata a 360 gradi da vetri, rappresenta l’ascesa dalle tenebre dell’ignoranza ai lumi della scienza.

Testo Scilla Nascimbene

Foto ©Scilla Nascimbene e ©Feel Slovenia

Pubblicato sul n.307 di Itinerari e Luoghi – Febbraio 2023, all’interno del reportage ANIME VERDI in collaborazione con B&B Hotel Italia e B&B Hotel Slovenia

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