SICILIA, RAGUSA

“Raùsa è provincia e Muòrica sta mincia” (Ragusa è provincia e Modica rimane con un pugno di mosche): con questo motto i ragusani deridevano gli abitanti di Modica che, dalla loro, non potevano nemmeno controbattere.

A dire il vero Modica, sede di una potente e antica contea, di cui Ragusa faceva parte, aveva tutte le carte in regola per 

essere eletta provincia.

Ma Ragusa aveva dalla sua importanti gerarchi fascisti e così, nel 1927, il Governo Mussolini la dichiarò nuova provincia. A detta di molti, fu una provincia inventata.

Ragusa, fino a quel momento divisa in Ragusa Ibla e Ragusa Superiore, venne unita in una sola città, pur rimanendo con due anime. Oggi i suoi ottanta mila abitanti vivono principalmente nella parte nuova e sul litorale, cioè a Ragusa Superiore e a Marina di Ragusa, mentre la parte storica, in cui si conservano i monumenti di pregio, si trova a Ibla.

La fama di Ragusa vide i suoi arbori dal 1999, quando la Rai iniziò a mandare in onda la serie tv Il Commissario Montalbano, le cui scene erano girate nella sua provincia. Nel 2002 la città, con altre 7 località tardo barocche della Val di Noto, fu inoltre dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Tutto ciò fece acquisire al territorio una notorietà mai conosciuta e favorì lo sviluppo del turismo.

Ibla, tra nobili e patroni

“Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d’animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia” .

(Gesualdo Bufalino)

Ragusa Ibla, o semplicemente Ibla, è il cuore antico della città, ricostruito in stile tardo barocco dopo il terremoto del 1693. Ibla contiene oltre cinquanta chiese e numerosi palazzi nobiliari e vanta ben 14 dei 18 monumenti ragusani iscritti nel patrimonio dell’umanità.

Sul centro svetta il Duomo di San Giorgio, posto come su un podio, in cima a una monumentale scalinata. La sua posizione a tre quarti, ideata dall’archistar dell’epoca Rosario Gagliardi, consente di ammirarne sia la facciata che la cupola dalla piazza e crea con quest’ultima una continuità visiva. La fabbrica della chiesa è settecentesca, mentre la cupola, in stile neoclassico, fu realizzata nel 1820 dal capomastro ragusano Carmelo Cultraro che, per non rimanere nell’anonimato, incise la sua firma sopra le colonne di sostegno. Al suo interno, sobrio seppur barocco, è custodita la statua di San Giorgio, compatrono della città assieme a San Giuseppe.

Alla fine della piazza, sul lato opposto al Duomo, due leoni reggono lo stemma che sormonta l’ingresso del Circolo di Conversazione, nato nel 1830 come ritrovo dei nobili e riservato esclusivamente agli uomini. Le donne furono ammesse nel 1970. Le sette sale interne conservano gli arredi originali (visite guidate fino alle ore 16). 

Il Palazzo Arezzo di Donnafugata, una delle residenze più imponenti della città, divenuta nella seconda metà dell’Ottocento sede di rappresentanza del Barone Corrado Arezzo, nasconde al suo interno un piccolo teatro all’italiana con 99 posti, aperto al pubblico. 

Da visitare: la Chiesa di San Giuseppe, l’Antico Portale di San Giorgio e il Giardino Ibleo, parte di  una villa ottocentesca e posto su uno sperone di roccia che si affaccia sulla vallata dell’Irminio. Accanto al giardino si trovano scavi archeologici.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Leggi il reportage completo su Ragusa, i monti Iblei e le Madonie: Torneranno le farfalle

Pubblicato sul n.314 di Itinerari e Luoghi – Ottobre 2023, all’interno del reportage Torneranno le farfalle, in collaborazione con Viral Passport e Regione Siciliana

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