SICILIA
Sono vasi ornamentali di ceramica dipinti a mano che raffigurano la testa di un uomo con un turbante e quella di una donna che indossa una corona, riccamente decorati con gioielli, fiori e agrumi.
Le Teste di Moro, emblema dell’arte siciliana, sono frutto di una leggenda che narra una storia d’amore non proprio a lieto fine.
La leggenda racconta di una bellissima fanciulla che viveva nel quartiere arabo di Palermo, intorno all’anno Mille, e trascorreva le giornate curando le sue piante, quando dal balcone vide passare un Moro.
I due si innamorarono, ma ben presto la giovane scoprì che il suo amato era in partenza per l’Oriente, dove aveva moglie e figli.
Accecata dall’ira e dalla gelosia, nel cuore della notte la ragazza uccise il Moro mentre stava dormendo. Gli tagliò la testa e ne fece un vaso dove piantò del basilico (pianta regale, simbolo dell’amore e della passione) che, grazie alle sue lacrime, crebbe talmente rigoglioso da attirare l’attenzione dei vicini di casa.
Credendo si trattasse di un vaso di terracotta, i vicini si recarono da un ceramista per farsene realizzare uno ad hoc. Nacque così la tradizione dei vasi con le fattezze delle teste di Moro, diventati splendidi complementi d’arredo tipici dell’arte siciliana.
La ricchezza delle loro decorazioni e i colori brillanti che li contraddistinguono hanno ispirato anche l’alta moda e gli stilisti Dolce & Gabbana nel 2014 li hanno resi protagonisti di una sorprendente collezione.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.314 di Itinerari e Luoghi – Ottobre 2023, all’interno del reportage Torneranno le farfalle, in collaborazione con Viral Passport e Regione Siciliana