GERMANIA, BAVIERA, STRADA ROMANTICA
Dall’imponente visione alpestre che spezza l’altopiano bavarese alla valle del Reno, tra nastri d’acqua e montagne coperte di abeti, pendii assolati e località vinicole, città imperiali e borghi fortificati, arte sacra e profana e antiche leggende medievali. Il villaggio sorto in un cratere meteoritico, il paese dei liutai, il negozio del Natale e le “palle di neve”.
Poi i castelli, guardiani delle cime, simbolo della Germania romantica e anima di un re che fuggiva dalla realtà per rifugiarsi nel mito. Tra genio e follia.
L’orologio da tasca del re si era fermato alle diciotto e cinquantaquattro, a causa dell’infiltrazione dell’acqua. Quello del dottor von Gudden segnava le venti. Erano usciti per una passeggiata, senza più fare ritorno e, proprio quella sera, il dottor von Gudden aveva detto al personale del castello di voler rimanere da solo con il re, mentre di solito i due si allontanavano accompagnati dagli infermieri.
La notte è già calata quando i loro corpi senza vita vengono ritrovati nelle acque poco profonde del Lago di Starnberg, il 13 giugno 1886. Il collo del medico riporta evidenti tracce di strangolamento. E il re com’è morto? Ufficialmente a causa di una congestione. C’è chi parla di suicidio; in tanti sono convinti che il re sia stato assassinato.
Ma quella tragedia rimane un grande enigma della Storia. Il re viene imbalsamato e il suo cervello analizzato da specialisti per cercare le malformazioni tipiche di un folle. Le trovano e le documentano, arrivando addirittura a sostenere che il suo cervello, che pesa 36 grammi al di sotto della media, è già un segno evidente della sua follia!
“L’unico vero re di questo secolo”, come lo definì il poeta Paul Verlaine: un sorriso un po’ malinconico, il folto ciuffo di capelli scuri e la figura alta, slanciata: Ludwig II di Baviera, appena ventenne, non guarda l’osservatore nel ritratto ufficiale del pittore Ferdinand von Piloty. Il suo sguardo si perde chissà dove. In un punto indefinito e lontano.
Nato il 25 agosto 1845, Ludwig è un Wittelsbach: una casata che regnava sulla Baviera da più di nove secoli, i cui discendenti erano conosciuti per la loro pazzia e i matrimoni tra consanguinei, ripetuti nel tempo, non avevano portato un miglioramento in tal senso.
Il padre aveva acquistato l’antico castello dei Signori di Schwangau, che domina tuttora, dai suoi novecento metri, l’altopiano bavarese e due laghi circondati da montagne coperte di abeti: il castello di Hohenschwangau. È in quel luogo incantato che Ludwig trascorre la maggior parte della sua infanzia e dell’adolescenza ed è a quel castello che sono legati i suoi primi e indelebili ricordi.
Secondo la leggenda, quella era stata la dimora di Lohengrin, un personaggio di un poema medievale tedesco, figlio di Parsifal, chiamato “il cavaliere del cigno” e raffigurato su un vascello trainato da un cigno. Il nome stesso di Hohenschwangau significa “l’alto paese del cigno”.
Nelle sale del castello tutto contribuisce a resuscitare le vecchie leggende medievali dei paesi del Reno, in un gusto eccessivo per la teatralità e per le rievocazioni ripetute alla noia, che sarà ereditato da Ludwig.
A Hohenschwangau il mito del cigno è onorato ovunque e quel mito accompagnerà il re per tutta la vita.
Ma Ludwig viene educato troppo severamente e inizia a fuggire dalla realtà per rifugiarsi nel sogno. Egli prova disgusto per la folla che rovina le sue emozioni. Ama i fiori e li disegna su tutte le lettere che scrive.
Durante i pranzi ufficiali, ordina che ne venga messo un enorme mazzo di fronte al suo posto, per isolarsi dai suoi invitati. Ludwig adora i cigni e inizia a disegnarne ovunque.
Le due passioni di Ludwig: Wagner e Sissi
Un giorno l’Opera Reale di Monaco mette in cartellone il Lohengrin del musicista Wagner. Ludwig ha quasi sedici anni quando il misterioso cavaliere approda su un vascello tirato da un cigno.
Il cavaliere del cigno esiste! L’immaginazione del principe è superata dalla falsa realtà del teatro.
L’ossessione wagneriana entra nella sua vita.
Nel frattempo Ludwig all’età di diciotto anni diventa re. Il re-mecenate e il musicista-idolo vivono per l’amore dell’arte. Ludwig non bada a spese e, in suo onore, Wagner confeziona un’opera dopo l’altra.
Ma questo suo fanatismo per il compositore che, grazie alle elargizioni di corte, conduceva una vita principesca, raggiunge un punto tale che il re si vede costretto dal suo stesso entourage ad allontanare Wagner dalla Baviera.
Oltre al musicista, un’altra persona lascia nella vita del monarca un’impronta indelebile: la sua un’incantevole cugina Sissi.
Una Wittelsbach di otto anni più di lui.
Sissi cresce nel castello di Possenhofen, sulle rive del lago di Starnberg. Ludwig ne è incantato e, nella sua infanzia, notevolmente austera, i momenti trascorsi con lei sono attimi di vera felicità.
Ma Sissi parte per Vienna, quale promessa sposa del giovane imperatore d’Austria Francesco Giuseppe.
Il problema della successione al trono non risparmia neppure il giovane re bavarese, che accondiscende al matrimonio con la cugina Sophia, sorella di Sissi, che però fa corteggiare per procura, delegando i suoi servitori.
Ma il giorno delle nozze, da lui rimandato più volte, non arriverà mai. “Preferirei gettarmi nell’Alpsee piuttosto che sposarmi”. “Mi hanno costretto a fissare la data del matrimonio un po’ come si obbliga una pianta di serra a fiorire”.
La causa di quella rottura è la sua omosessualità.
Ludwig è in perenne lotta interiore, la sua più grande battaglia. Ma egli aveva dovuto far fronte anche a due vere guerre, quando aveva solo ventun anni e venticinque.
Ludwig non ama la guerra. Ogni volta che può, tempera i rigori del regolamento militare con iniziative bizzarre che suscitano grande scalpore: un mattino, passando davanti a una sentinella che monta di guardia e, trovandola un po’ pallida, gli fa portare un sofà.
È uno dei primi sovrani a sostenere la nuova idea di Henry Dunant, chiamata Croce Rossa.
Obbligato a partecipare ai conflitti europei, tenta la neutralità per preservare l’indipendenza della Baviera e, nonostante detesti le “sciocchezze di Stato”, dà prova di insospettabili capacità politiche.
Per lui la politica è però un affare sporco. Vorrebbe abdicare in favore del fratello, ma il principe Ottone, affetto da una malattia mentale, è richiuso (e vi rimarrà per quarant’anni, fino alla morte).
Si rifugia quindi nelle sue montagne, pure e incontaminate, “lontano dall’agitazione degli uomini”.
Vive di notte. Fa costruire un’imbarcazione a vapore e la chiama Tristano, l’opera più importante di Wagner.
Spesso nel buio si ritrova con Sissi per navigare tra le acque del lago di Starnberg. Dopo dieci anni, l’imperatrice lo aveva perdonato per non avere onorato il matrimonio con la sorella, comprendendo che le stranezze di Ludwig erano i sintomi di un’incurabile febbre dell’anima, di cui soffriva anch’ella.
La vita del re inizia a perdersi nella solitudine. Ludwig è sempre più triste, sempre più grasso. Distrutto da vizi e follia.
I suoi castelli
Meno male che ci sono i castelli che occupano i suoi pensieri.
Egli rimpiange alcuni secoli della storia che gli sono cari: il Medioevo e l’epoca del Re Sole, Luigi XIV: li fa rivivere nelle fortezze che fa costruire.
Nel castello di Herrenchiemsee, il re di Baviera avrà la sua Versailles; in quello di Linderhof avrà il suo Trianon.
A ridosso dei duemila metri del Saüling, una possente montagna nei pressi di Füssen, fa edificare il castello di Neuschwanstein, che significa la nuova pietra del cigno, dove sono onorate le opere di Wagner.
“Questo sito inaccessibile e sacro è uno dei più bei luoghi del mondo” afferma il re, che proprio lì verrà catturato, perdendo la sua libertà.
Neuschwanstein è un castello fantastico, che cambia a seconda dell’angolo e del livello da cui lo si guarda.
È il simbolo della Germania romantica, ma è altresì dotato di tecnologie e invenzioni dell’era industriale, che fanno di Ludwig un sovrano d’avanguardia.
Le sue residenze sono riscaldate. Un campanello elettrico a pile a secco permette di chiamare i domestici. I piatti, sempre caldi grazie a uno scaldavivande, salgono dalla cucina con un montacarichi. Congegni complessi danno luce a grotte artificiali, animano cigni di gesso, costellano i soffitti di stelle scintillanti.
Il re è idealista all’eccesso. Non conosce limiti, nonostante la sua cassa privata sia vuota.
Esige un enorme prestito che gli viene negato. Va su tutte le furie. Minaccia di destituire il governo per formarne uno nuovo presieduto dal suo parrucchiere, dal suo valletto, dai suoi cuochi e dal suo scudiere.
Il re è pazzo! I ministri ne hanno abbastanza.
Ludwig viene interdetto, sospeso dalla carica di governante del regno.
Con un complotto viene fatto prigioniero e condotto nel castello sul lago di Starnberg, con sbarre alle finestre e spioncini da cui è costantemente sorvegliato da medici e infermieri. Fino a quella passeggiata da cui non farà ritorno.
“Non c’era niente che il re odiasse più del fatto che qualcuno visitasse in sua assenza un castello dove abitava”, dirà una domestica.
Ma subito dopo la sua morte le dimore reali furono aperte al pubblico.
Quelle residenze che avevano portato la Baviera quasi alla bancarotta sono diventate una vera fortuna per lo Stato.
Ogni anno milioni di visitatori calpestano le sale dei castelli in cui Ludwig si rifugiava nei suoi sogni.
“La gente ama frugare in ciò che è sublime” (Ludwig in una lettera a Wagner, 1882).
Uno sfregio morale alla sua natura, quasi l’ennesimo affronto alla sua anima in perenne travaglio, alla sua vita tormentata, che ha calato il sipario in un palcoscenico a lui molto caro.
Nelle grigie acque di quel lago dove, per poco, aveva conosciuto la vera felicità.
Solo il destino ha obbedito al re. “Voglio rimanere un eterno mistero per me e per gli altri”.
Così è stato. È e rimarrà.
La Strada Romantica
La Strada Romantica è un affascinante itinerario turistico di 460 km che attraversa 29 comuni in Baviera, tra Bassa Franconia e Baden-Württemberg. Dall’imponente panorama delle Alpi bavaresi nei pressi della cittadina di Füssen, punto di partenza per chi proviene da sud, si arriva all’armoniosa valle del Meno che circonda Würzburg. Castelli principeschi, antiche città imperiali, villaggi medievali con case a graticcio e pittoreschi borghi vinicoli, abbazie e residenze nobiliari e gioielli dell’arte sacra e profana si alternano a foreste, laghi, montagne e oasi di pace che invitano al riposo.
L’itinerario è stato delineato nel 1950, con l’intento di far riscoprire la bellezza della nazione dopo il tracollo morale ed economico causato dalla Seconda Guerra Mondiale. La strada è percorribile in auto, in moto, in camper – seguendo i cartelli marroni – in autobus, in bicicletta – lungo la pista ciclabile marcata da segnali verdi che fa parte della rete di piste ciclabili dell’ADFC, denominata D9; a piedi, seguendo i segnali blu che marcano l‘itinerario a lunga distanza per gli escursionisti. I luoghi, l’ospitalità locale e la tradizione culinaria fanno della Strada Romantica l’itinerario turistico più amato della Germania.
Nördlingen, all’interno di un cratere
All’apparenza potrebbe sembrare un angolo della Baviera simile a tanti altri, invece Nördlingen ha una particolarità più unica che rara: la città sorge all’interno di un cratere formatosi in seguito all’impatto di un meteorite precipitato sulla Terra quindici milioni di anni fa. Una conformazione che si nota solo se la si osserva dall’alto.
Nella lista dei Geoparchi mondiali Unesco, il Geoparco del cratere Ries è stato un importante campo d’addestramento per le missioni spaziali: gli astronauti americani si sono addestrati per le missioni Apollo, familiarizzando con le formazioni rocciose dei crateri da impatto.
Nel museo del cratere Ries della città sono conservati numerosi campioni di rocce provenienti dal Ries e un campione di roccia lunare donato dagli astronauti dell’Apollo 16, come ringraziamento per l’ospitalità durante i giorni di addestramento effettuato a Nördlingen. Il museo illustra inoltre le conseguenze dell’impatto che sono tuttora riconoscibili, attraverso un affascinante percorso espositivo. (RiesKraterMuseum, Eugene-Shoemaker-Platz 1, www.rieskrater-museum.de)
Sulla Herrngasse di Rothenburg ob der Tauber, l’elegante “strada dei signori”, un enorme soldatino di piombo fa la guardia davanti al negozio della famiglia Wohlfahrt, in cui si vendono articoli natalizi tutto l’anno.
Questo ha origini nella storia di quella famiglia, costretta a lasciare la propria casa per fuggire dal regime comunista. Tra le poche cose che i Wohlfahrt portarono in valigia, c’era un bellissimo carillon Spieldose. Degli amici americani, in visita a casa loro, rimasero talmente colpiti da quel carillon che Wilhelm, il capo famiglia, decise di uscire a cercarne uno.
Ma ormai le feste erano finite e i negozi avevano esaurito le decorazioni natalizie, così ne dovette acquistare dieci in stock da un grossista e, dopo averne regalato uno agli amici, gliene rimasero nove.
Decise quindi di tentare di rivenderli porta a porta e, forse per la sua simpatia, forse per la bellezza di quei carillon, fu un vero successo. Nel 1964 venne fondata la ditta Käthe Wohlfahrt, specializzata in balocchi di legno e decorazioni natalizie della tradizione tedesca, disponibili tutto l’anno, perché il buon Wilhelm non aveva dimenticato la sua fatica per trovare un carillon natalizio fuori stagione.
Nel 1977 fu aperto a Rothenburg il Käthe Wohlfahrts Christkindlmarkt, il primo negozio al mondo interamente dedicato agli articoli natalizi. Al primo piano, nel 2001 è stato allestito il Museo tedesco del Natale con oggetti e decorazioni del XIX e XX secolo.
La famiglia Wohlfahrt, forte del grande successo ottenuto in Germania, ha aperto alcune filiali all’estero.
Le Rothenburger Schneeballen (palle di neve di Rothenburg), emblema culinario della città, furono inventate, secondo la tradizione, in epoca medievale. Sono dolci a base di pasta frolla, il cui nome deriva dalla forma sferica e dalla decorazione a base di zucchero a velo. Nel passato venivano servite durante i matrimoni e in occasioni di feste speciali come il Natale, ma oggi si trovano durante tutto l’anno. Alla versione tradizionale che prevede la decorazione con lo zucchero a velo, se ne sono affiancate altre che presentano farciture di marzapane, vaniglia, cioccolato e ricche glassature di zucchero, cioccolato, nocciole e pistacchi. Le palle di neve hanno una durata di conservazione fino a otto settimane. Sono ideali da accompagnare con il succo di frutta o vino e possono essere acquistate nelle panetterie, nei bar e nelle pasticcerie in diverse città tedesche fra cui Rothenburg, Dinkelsbühl e Füssen.
L’ITINERARIO
Da Füssen a Rothenburg ob der Tauber
(in auto, a piedi, borgo, feste popolari, artigianato, gastronomia)
Punto di partenza: Füssen
Punto di arrivo: Rothenburg ob der Tauber
Lunghezza: 270 km circa
Tempo necessario: 3 giorni
PRIMA TAPPA: Füssen
Il nostro itinerario parte dal borgo di Füssen, sorto come accampamento militare posto a presidio della via romana (Claudia Augusta) che dall’Italia giungeva fino ad Augusta. Durante il Medioevo la cittadina divenne un centro monastico molto conosciuto, grazie alla fondazione nell’IX secolo dell’abbazia benedettina di San Magno, costruita sulla cella del monaco Magnus che vi si insediò un secolo prima. La sua felice posizione tra il fiume Lech e le Alpi bavaresi hanno reso Füssen anche una vivace città mercantile, in cui si svilupparono soprattutto la produzione e il commercio di liuti e violini. Parcheggiamo l’auto e raggiungiamo la piazza Kaiser Maximilian Plazt. Prendiamo la Reichenstrasse, la via centrale che segue il corso dell’antica strada romana, per addentrarci nel cuore della città vecchia. Proseguiamo in direzione del Castello Hohes Schloss, la cui torre dell’orologio si fa notare già dalla via. Saliamo sulla collina e visitiamo la fortezza, costruita dal 1291 al 1503, utilizzata come residenza dei principi vescovi di Augusta. Due bow-window decorano la torre: uno serviva per gettare l’olio bollente in caso di attacco e l’altro come vedetta per il guardiano che doveva dare l’allarme in caso di incendi. Scendiamo dalla collina e svoltiamo a destra sulla Lechhalde fino all’Abbazia benedettina di San Magno (XVIII sec.), le cui sale ospitano il Municipio, il Museo della città, che espone una collezione di violini e liuti prodotti a Füssen, e la Biblioteca civica. Continuiamo sulla strada fino alla Chiesa dello Spirito Santo (1748-49), capolavoro del rococò svevo-bavarese per poi raggiungere il fiume Lech e rilassarci lungo le rive. Torniamo al parcheggio per riprendere l’auto.
SECONDA TAPPA: Füssen – Schwangau (km 7)
Imbocchiamo la statale B16 poi B17 in direzione Schwangau. Allo svincolo, svoltiamo a destra sulla St2008, allo svincolo teniamo la destra su Parkstrasse fino al parcheggio a pagamento del Castello di Hohenschwangau.
Raggiungiamo a piedi la fortezza, edificata dai cavalieri di Schwangau nel XII sec. e acquistata dal padre di Ludwig II, Massimiliano II, che la fece ristrutturare, tra il 1832 e il 1836, nello stile Tudor di un castello inglese. L’atmosfera romantica di Hohenschwangau influenzò in modo determinante il carattere sensibile e sognatore di Ludwig II che, da uno dei balconi, potè successivamente seguire i progressi della costruzione del suo amato castello di Neuschwanstein.
Terminata la visita, proseguiamo verso il castello di Neuschwanstein, a piedi (30 min), con il bus navetta che parte dal parcheggio P4 o in carrozza. L’edificio, a cinque piani decorato con torri e ballatoi, fu commissionato dal re Ludwig II di Baviera come ritiro personale e omaggio al musicista Richard Wagner, da lui particolarmente amato. Le decorazioni dei fastosi locali di rappresentanza e abitativi raffigurano i personaggi leggendari di Sigfrido, Lohengrin, Tannhäuser e Parsifal.
Questo castello era per il re un luogo di assoluto isolamento ma, dopo la sua morte, nel 1886, fu aperto al pubblico e oggi può essere annoverato fra le fortezze più visitate in Europa. La Walt Disney lo prese come modello per i castelli delle fiabe in alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione.
TERZA TAPPA: Schwangau – Landsberg am Lech (64 km )
Riprendiamo l’auto e ci immettiamo sulla statale B17, oltrepassando le rive del Lago Forggense. Continuiamo per 30 km fino a Kurzenried, quindi svoltiamo a sinistra sulla strada 472, poi B17 e la percorriamo per 34 km fino a Landsberg am Lech, sorta in epoca medievale all’intersezione tra la Via del Sale e la Via Claudia Augusta. La cittadina acquisì maggiormente notorietà da quando nel suo carcere fu rinchiuso Hitler, che lì scrisse il libro Mein Kampf, in cui gettò la base teorica del suo partito. Parcheggiamo e raggiungiamo a piedi la piazza principale Hauptplatz con l’edificio settecentesco del Municipio che si distingue per la ricca facciata decorata stucchi, la fontana della Madonna (1783) e la Torre dello strutto del XIII sec., così chiamata in ricordo dei contadini che si recavano in città oltrepassando la porta sotto la torre con i loro prodotti da vendere.
Visitiamo la chiesa parrocchiale Mariä Himmelfahrt (XV sec.), con le sue bellissime vetrate cinquecentesche. Torniamo verso il Municipio e prendiamo la Hubert von Herkomer Strasse fino al fiume Lech. Oltrepassiamo il ponte e passeggiamo lungo la sponda opposta da dove si gode un bel panorama sulla città medievale. Sulla riva occidentale del fiume, la Muttermturm fu edificata alla fine del XIX sec. come abitazione e studio del pittore e grafico Von Herkomer, la cui collezione è tuttora esposta. Si tratta di un’alta torre di cinque piani che richiama le costruzioni medievali, costituita da camminamenti e sovrapposizioni e con coperture e tetti che risplendono di verde e giallo. Tornando verso il centro, seguiamo le indicazioni del percorso al di fuori delle mura per ammirare le antiche porte monumentali, tra cui la Bayertor (XV sec.) una delle più grandi costruzioni fortificate gotiche della Baviera, dalla cui sommità si apprezza il bellissimo panorama che si apre sulle Alpi. Torniamo all’auto.
QUARTA TAPPA: Landsberg am Lech – Nördlingen (113 km)
Riprendiamo la strada B17. Andiamo dritto per 113 km fino a Nördlingen.
Visitiamo il centro a piedi partendo da Piazza del Mercato con il Municipio del XIII sec., a cui si accede tramite una scalinata rinascimentale decorata da stupende incisioni su pietra, e due edifici del XV sec: la Casa da Ballo e la Casa Alta, ovvero un granaio di nove piani.
Sotto la scalinata del Municipio si trova una porta in legno che nel Medioevo conduceva alle segrete, che nascondevano un manicomio e una prigione. Sempre sulla piazza si affaccia la Chiesa di San Giorgio, consacrata nel 1505, in cui si conserva l’altare barocco decorato da sculture e un fonte battesimale tardo barocco. Chi vuole godere di una vista dall’alto sul centro, può salire i 350 gradini che portano alla sommità del campanile alto quasi 90 m, chiamato Daniel.
Prendiamo Baldinger Str., svoltiamo a destra su Vordere Gerbergasse fino al RiesKraterMuseum, in cui si racconta la storia del meteorite caduto su Nördlingen 15 milioni di anni fa e che provocò la formazione del cratere all’interno del quale è sorta la città. Raggiungiamo quindi la cinta muraria e saliamo sul cammino di ronda, percorribile per 2,6 km, con 11 torri, 5 porte e un bastione. Torniamo all’auto.
QUINTA TAPPA: Nördlingen – Dinkelsbühl (33 km)
Ci immettiamo sulla strada B29. Alla rotonda svoltiamo a sinistra sulla strada B25 che percorriamo per 33 km fino a Dinkelsbühl, cittadina situata nella valle del fiume Wörnitz. Visitiamo il centro a piedi, partendo da Weinmarkt, la piazza dove si svolgeva il mercato del vino, circondata da case a graticcio ed edifici rinascimentali dai colori pastello e con frontoni triangolari. Spiccano la Schranne, un antico magazzino dove si vendevano cereali, la Deutsches Haus, ora trasformata in albergo, e la bellissima facciata a traliccio della casa Hezelhof, le cui sale ospitano un moderno hotel.
Entriamo nella Chiesa di San Giorgio del XV sec., costruita nello stile tardo gotico della Germania meridionale. Il campanile, dall’aspetto tarchiato nonostante i 62 m di altezza, apparteneva alla chiesa romanica precedente, del XIII sec. All’interno si conservano tesori preziosi, come l’Altare di S.Sebastiano (1520), donato dalla corporazione degli arcieri, in cui è rappresentato il martirio del santo. Il contributo dei panettieri e dei bottai del paese nella costruzione della chiesa è ricordato nelle decorazioni in pietra dell’ultima finestra sulla navata destra, dove sono raffigurate delle Brezel, un martello e un compasso. Prendiamo Dr.Martin-Luther-Strasse fino alla Porta di Rothenburg, del 1390, decorata da numerosi stemmi e dalla quale si ammira un bellissimo scorcio sul Laghetto Rothenburger Weither. Svoltiamo a sinistra e camminiamo al di fuori della cinta muraria medievale, rimasta completamente intatta, con le sue 16 torri e 4 porte e costruita con i fondi ricavati da una tassa posta sulla birra.
Il possente mulino vicino alla Porta Nördlingen fu eretto dopo che l’imperatore Carlo IV, nel 1378, concesse alla città il privilegio di gestire due mulini, di cui uno al di fuori delle mura, che fu quindi fortificato come il resto del cammino di ronda.
Rientriamo nel centro attraverso la Porta Wörnitz che ci porta al Mercato del cuoio con le sue case storiche, tra l’antico palazzo comunale Haus der Geschichte (1361), oggi sede dell’Ufficio Turistico, sul cui tetto si può ammirare un enorme nido di cicogne. Torniamo all’auto.
SESTA TAPPA: Dinkelsbühl – Rothenburg ob der Tauber (46 km)
Riprendiamo la strada B25 e andiamo dritto per 46 km fino a Rothenburg ob der Tauber, circondata dal fiume Tauber e dalle antiche mura medievali, tra le meglio conservate in Germania, dotate di 43 torri, porte di accesso e dell’immancabile camminamento di ronda, percorribile per 2,5 km.
Iniziamo il nostro itinerario a piedi da Piazza del Mercato, sul cui lato occidentale si ammira la bianca facciata decorata da volute dell’Osteria del Consigliere Comunale (Ratsherrntrinkstube), del 1446, con una meridiana e un orologio del 1683.
Allo scoccare delle ore, dalle finestre laterali appaiono le figure del borgomastro e del generale svedese, protagonisti della Meistertrunk, la bevuta del borgomastro (sindaco), avvenuta in quella birreria nel 1631, durante la Guerra dei Trent’anni.
La città era stata conquistata dalle truppe cattoliche del Conte von Tilly, il quale aveva deciso di giustiziare tutti i membri del consiglio cittadino, ordinando di radere completamente al suolo la città. Si narra che, nel tentativo estremo di placare la sua sete di sangue, gli fu offerta una brocca contenente tre litri di vino. Fu allora che il conte decise che, se qualcuno fosse stato in grado di bere in un unico sorso tutta la brocca, avrebbe risparmiato la città e i consiglieri. Il borgomastro dell’epoca, un tale Nusch, riuscì nell’impresa salvando così Rothenburg. In ricordo di questo episodio, durante il periodo di Pentecoste, si svolge nella cittadina la festa chiamata Meistertrunk (la bevuta del borgomastro) diventata Patrimonio immateriale dell’umanità.
Sul lato meridionale della piazza, una serie di arcate rinascimentali fanno da sontuoso ingresso al palazzo comunale. Dell’antica costruzione, distrutta durante l’incendio del 1501, è rimasta l’ala gotica con la snella torre campanaria, dalla cui cima si gode di uno splendido panorama. All’interno del palazzo comunale meritano di essere viste: la sala imperiale, lo storico soffitto a volta e la segreta. Sul lato della torre del municipio, la fontana di S. Giorgio si trova di fronte alle facciate a traliccio della casa della carne e da ballo (Fleisch- und Tanzhaus), del XIII sec. e della casa del cacciatore (Jagstheimerhaus), del 1488, oggi farmacia di S. Maria (Marienapotheke): con il suo pittoresco bow-window e il suo suggestivo cortile interno, l’edificio è una delle più belle dimore di Rothenburg. Prendiamo la Herrngasse (Via dei Signori), affiancata da fastosi edifici nobiliari ed entriamo nel negozio di Kate Wohlfahrt, dove Natale dura tutto l’anno. Visitiamo, al primo piano, il Museo del Natale. Proseguiamo sulla strada e svoltiamo a destra sulla Kirchgasse fino alla Cattedrale di S. Giacomo (1311-1484), arricchita da vetrate XIV sec. e da numerose opere d’arte, tra cui l’altare del Preziosissimo Sangue – capolavoro cinquecentesco in legno di tiglio dell’intagliatore Tilman Riemenschneider, che contiene la reliquia del Sacro Sangue e in cui è rappresentata L’ultima cena – e l’altare con le tavole di Friedrich Herlin (1466), una delle quali raffigura l’antica Piazza del Mercato di Rothenburg. Usciamo dalla chiesa e prendiamo la Klostergasse, svoltiamo a destra sulla Klosterhof fino all’ex convento delle domenicane (XIII-XVI sec.) dove è allestito il Museo della città (RothenburgMuseum). Tra i diversi locali, si conserva intatta la cucina del convento, la più antica della Germania, e il chiostro gotico, in cui si trova il famoso ciclo di pitture sulle 12 tavole della “Passione di Rothenburg” di Martinus Schwarz (1494).
Torniamo verso Piazza del Mercato e imbocchiamo la Ob. Schmiedgasse, la via dello shopping, fino al Museo medievale del crimine, allestito in un antico convento e dedicato alla storia dell’amministrazione della giustizia e agli strumenti di tortura del medioevo, compresi quelli utilizzati contro le streghe. Proseguiamo dritto fino al Plönlein, un pittoresco angolo alla biforcazione della Schmiedgasse (sulla sinistra vediamo la porta Kobolzeller del XIII sec). Andiamo dritto fino alla Torre Sieber (XIV sec), teniamo la sinistra sulla Röderschütt, oltrepassando la torre Faul, la torre Schwenfel e la torre Hohenners. Al bivio teniamo la sinistra su Wengasse poi la destra su Rödergasse e arriviamo alla Porta Röder, sormontata da una torretta campanaria e fiancheggiata da bellissime dimore e graticcio, dalla fontana Röder e dalla possente torre di S. Marco. Alcuni tratti della cinta muraria fortificata sono percorribili attraverso un camminamento sopraelevato coperto, da cui si gode una suggestiva vista sulla città.
BLOCK NOTES
DURATA: 5 -7 giorni
QUANDO: tutto l’anno
Come arrivare
In aereo: gli aeroporti di riferimento sono quelli di Monaco e Francoforte, poi si può proseguire con una macchina a noleggio, in treno o in autobus (da aprile a ottobre Europabus unisce quasi tutte le località della Strada Romantica, info su: www.romantischestrasse.de). In auto: A22 Modena-Brennero, A13 Brennero-Innsbruck, poi A12 fino a Telfs; B189 Telfs-Nassereith, poi B314 Leermoos-Reutte-Füssen. In treno: le ferrovie tedesche DB (www.bahn.de) e le ferrovie austriache ÖBB (www.obb-italia.com) collegano quotidianamente l’Italia con Innsbruck e Monaco di Baviera. Lungo la Strada Romantica, le maggiori località hanno una stazione ferroviaria collegata alle linee regionali. I treni ad alta velocità ICE (IntercityExpress) partono dalle stazioni di Würzburg, Donauwörth e Augsburg.
Dove dormire
Schloss Zu Hopferau, Schloßstraße 11, Hopferau, tel. +49.8364984890, www.schloss-hopferau.com, camere spaziose ed eleganti in uno splendido castello del 1468, a soli 13 km dai castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau. Altfraenkische Weinstube, Klosterhof 7, Rothenburg ob der Tauber, tel.+49.98616404, www.altfraenkische.de, accogliente e storico hotel a soli 100 metri dalla chiesa di Sankt Jakob, offre camere con arredi in legno, connessione Wi-Fi gratuita e stube con piatti tipici della Franconia. Hezelhof Hotel, Segringer Str. 7, Dinkelsbühl, tel.+49.9851555420, www.hezelhof.com, nel cuore medievale di Dinkelsbühl, all’interno di un palazzo nobiliare del XVI secolo, oggi uno dei tesori artistici e culturali della Baviera, questo aparthotel offre accoglienti appartamenti ben attrezzati.
Dove mangiare
Restaurants im Hirsch, Kaiser-Maximilian-Platz 7, Füssen, tel. +49.836293980, https://hotelhirsch.de, una ricca cucina locale avvolti dall’atmosfera di un edificio storico, salsicce alla griglia di Norimberga con crauti e patate fritte; risotto d’orzo alla zucca con gamberetti, insalata di rucola e pomodori; hamburger selvaggio di Füssen con formaggio blu, chutney di more e cipolle, funghi e patatine fritte.
Weinstube Zum Pulvere, Herrngasse 31, Rothenburg ob der Tauber, tel. +49.9861976182, www.hotel-eberlein.de/weinstubepulverer, le sedie in legno intagliato di questa vecchia taverna, una delle più antiche della città, sono delle vere e proprie opere d’arte; la stube propone piatti semplici ma sostanziosi della cucina locale, come la zuppa servita in una ciotola di pane, i sandwich e le torte.
Rödertorm, Ansbacherstrasse 7, Rothenburg ob der Tauber, www.roedertor.com, nel suggestivo centro medievale di Rothenburg, specialità culinarie della Franconia, come lo stinco di maiale croccante fritto e diversi piatti a base di patate.
Guida cartacea
Strada Romantica – dal fiume Meno alle Alpi, Simon Sauer, Verlag & Design
Bibliografia
Jean des Cars, Luigi II di Baviera. Il prigioniero di un sogno. 1987. Edizioni La Mursia.
Fimografia
Ludwig, un film del 1973 diretto da Luchino Visconti, basato sulla vita di Ludwig II di Baviera e interpretato da Helmut Berger, Romy Schneider, Trevor Howard e Silvana Mangano.
Esperienze
Visita serale dei centri medievali con il guardiano notturno a Rothenburg ob der Tauber e Dinkelsbühl. Info presso Uffici del Turismo locali.
Uffici del Turismo
Füssen, Kaiser-Maximilian-Platz 1, tel. +49.83629385-0, www.fuessen.de; Schwangau (per castelli di Hohenschwangau e Neuschwanstein), Gipsmühlweg 5, tel. +49.8362 8198-0, www.schwangau.de; Landsberg am Lech, Hauptplatz 152, tel. +49.8191 128-245, www.landsberg.de; Nördlingen, Marktplatz 2, tel. + 49.908184116, www.noerdlingen.de; Rothenburg ob der Tauber, Marktplatz 2, tel. +49.9861404800, www.rothenburg-tourismus.de; Dinkelsbühl, Altrathausplatz 14, tel +49.9851902440, www.tourismus-dinkelsbuehl.de; Augsburg, Rathausplatz, tel +49.82150207-0, www.augsburg-tourismus.de; Würzburg, Am Congress Centrum, tel. +49.931372335, www.wuerzburg.de.
Approfondimenti e info in rete
Testo e foto © Scilla Nascimbene
Foto ©RomanticStrasse dove indicato
Reportage pubblicato sul n. 316 di Itinerari e Luoghi – Dicembre 2023
Ringrazio
il direttore responsabile Daniele Cafieri, la editor Giulia Viganò, il grafico Roberto De Natale e la redazione di Itinerari e Luoghi Editoriale C&C.