LOMBARDIA, MEDOLE
Indubbiamente un regalo di tutto rispetto.
Per ringraziare i medolesi, o per acquietarne gli animi, Tiziano aveva regalato una pala, con tanto di cornice dorata e intagliata, da appendere nella chiesa di Santa Maria del Dosso, l’attuale parrocchiale.
Il figlio Pomponio, all’eta di sette anni era stato infatti nominato parroco di quella chiesa, grazie a un beneficio che lo stesso Tiziano aveva chiesto al Duca di Mantova.
Per ben trentaquattro anni il pittore si era intascato le rendite della parrocchiale, ma la cura delle anime era stata affidata a un altro curato, perché Pomponio, non incline alla vita ecclesiastica, a Medole non aveva mai messo piede.
La pala, che domina il coro della Parrocchiale, raffigura l’apparizione del Cristo alla Madre, un avvenimento contemplato in un vangelo apocrifo.
Per quanto riguarda la datazione, si propende a considerarla un’opera della maturità del Tiziano, anche se un curioso particolare potrebbe smentire questa ipotesi. Il primo angioletto a destra sotto l’ogiva, non rappresenta il volto di un putto, uguale a tutti gli altri, ma quello di un ragazzino, forse Pomponio Vecellio.
Se questa teoria fosse confermata, il dipinto sarebbe da datare a un’epoca antecedente, verso 1524-25, quando Pomponio aveva circa dieci anni.
Durante il periodo napoleonico, per evitare che fosse trafugata, la tela viene nascosta in una tomba davanti all’altare per circa vent’anni; dopo di che ha bisogno di un restauro.
Se ne occupa Paolo Fabris, dell’Accademia di Venezia, il quale però, maschera i danni con l’aggiunta di nuvole – rimosse successivamente – modificando la scena.
La tela viene esposta nel 1935 a Venezia per la mostra di Tiziano a Ca’ Pesaro, poi torna alla sua collocazione ma, nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1968 viene rubata da tre o quattro ladri di galline che, in assenza dell’impianto di allarme, schiodano con tutta calma la tela, portandosela via su un’automobile “presa in prestito” per la missione.
Il dipinto viene ritrovato un mese dopo nelle campagne ferraresi e mandato al Centro di Restauro di Roma.
Nel 1974 l’opera è stata esposta a Mantova per una mostra sui tesori del Gonzaga. Da allora è sul coro della parrocchiale. È l’unica pala del Vecellio rimasta in territorio mantovano.
Visite guidate
Medole: Associazione Genius Loci Medole tel. 342.7481408.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.n.309 di Itinerari e Luoghi – Aprile 2023, all’interno del reportage IL CAMMINO DI FEDE E SOLIDARIETÀ, in collaborazione con Colline Moreniche del Garda
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