FRANCIA, ALSAZIA, STRASBURGO

Non aveva esagerato Victor Ugo definendola così.

Quel gioiello di pizzi di pietra che culminano a 142 metri di altezza, ha mantenuto il primato di edificio più elevato della cristianità fino al secolo XIX. 

Alla sua sommità, raggiungibile attraverso una stretta scala a chiocciola, una terrazza panoramica, con al centro un’enorme rosa dei venti che indica la posizione dei monti Vosgi, offre uno straordinario skyline della città. 

Le case appaiono piccole e in file ordinate, come in un grande gioco del Monopoli. 

Accanto a quel reticolo di tetti nordici, la cattedrale si mostra dall’alto in tutta la sua imponenza, alleggerita dallo slancio degli archi che ne reggono la severa architettura, impreziosita dalle strane figure scolpite che la adornano, curiose sentinelle nascoste da secoli.

SI DICE CHE:

– porti fortuna mettere una monetina sulla corona di un re a cavallo raffigurato in una statua visibile scendendo le scale (ma attenzione a non sporgersi troppo!); 

–  la Madonna, alla quale è dedicata la cattedrale, abbia fatto un patto coi fulmini, perché l’altissima guglia non è mai stata danneggiata da una saetta;

– il diavolo sia imprigionato in una colonna all’interno della chiesa.

Tre lunghissime navate e possenti pilastri scandiscono la solennità dello spazio interno, in cui la poca luce arriva filtrata in una sorprendente policromia dagli spicchi che compongono, come in un mosaico, le preziose vetrate colorate risalenti al periodo romanico, in cui scene legate alle cristianità sono raffigurate con una sorprendente cura dei particolari. 

L’OROLOGIO ASTRONOMICO 

Venditori di libri e souvenir all’interno della cattedrale espongono accanto al famoso orologio astronomico. “Dovete venire alle 12.30”, ci dicono, “c’è la sfilata degli apostoli”. 

Quel fantastico gioiello del Rinascimento, infatti, una volta al giorno mette in moto tutti i suoi meccanismi facendo sfilare le statue degli apostoli davanti a Cristo. 

Noi siamo arrivati “fuori orario” e non ci resta che assistere ai rintocchi della morte che, per non dimenticare, batte ogni 15 minuti…

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.290 di Itinerari e Luoghi – Maggio 2021, all’interno del reportage Là dove tornano le cicogne

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