LOMBARDIA, MANTOVA
“Con la Camera degli Sposi nasce il moderno ritratto di famiglia […] Lo scenario è domestico: il Pittore […] immortala il sodalizio nel suo quotidiano, comprese le donne, i bambini, i servitori e gli amici più cari, con i loro difetti reali, persino i cani e il diletto cavallo (forse all’epoca il più bell’esemplare al mondo). Qui a Mantova, per la prima volta, il soffitto si apre ad un cielo incredibilmente vero […] sulla volta i putti tripudianti, che giocano improvvidamente con grosse mele, paiono cascarci addosso […] La Camera è eterna: ancora oggi, sulle pareti, gli attori sembrano dialogare tra loro mentre in secondo piano una nana, attempata, ci fissa con occhi enigmatici”. ( Luca Sarzi Amadè, Francesco e Isabella. L’età d’oro dei Gonzaga).
Gli costò nove anni di lavoro, ma la sua “Camera Picta” è un caposaldo della storia dell’arte. Andrea Mantegna, intellettuale umanista, insignito dai Gonzaga del titolo di “vicario di corte”, creò una scatola prospettica in cui un ambiente ridotto divenne una sorta di palcoscenico che regge una volta, al centro della quale si apre un oculo: il primo esempio di prospettiva aerea della storia dell’arte. Contrariamente alla sua denominazione, non era una camera nuziale, ma una stanza per cambiarsi d’abito: una camera “picta”, dipinta, che raffigurava due momenti cruciali della vita della corte. I Gonzaga, paragonati agli imperatori, i cui profili ricorrono nei medaglioni della volta, sono rappresentati con una dignitas all’antica che li ha eternati, rendendoli delle icone.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.310 di Itinerari e Luoghi – Maggio 2023 all’interno el reportage NOBILI SEGNI in collaborazione con Comune di Mantova, Visit Sabbioneta, Comune di Castiglione delle Stiviere.