VALLE D’AOSTA, VAL D’AYAS

“Negli antichi villaggi, una volta all’anno, solitamente prima di Natale, le famiglie facevano la scorta di pane nero, cotto nei forni comunitari”. 

Seguo Chantal Blanc, la mia guida turistica, negli stretti vicoli che si inerpicano tra le case contadine e i rascard di Lignod, fino ad arrivare all’antico forno del paese. 

“Ogni famiglia cuoceva anche 100 pani neri di segale” continua Chantal, “perché era l’unico cereale che maturava a queste quote. I pani venivano conservati su delle rastrelliere in piccole stanze di legno (grenier) e, una volta secchi, venivano spezzati con il copapan: un tagliere coi bordi, al quale era legata una sorta di sciabola fissata a un anello che faceva da perno per poterli tagliare. I bordi servivano a contenere nel tagliere i pezzi spezzati che venivano poi ammorbiditi nel brodo. Molti dei nostri piatti tipici sono proprio delle zuppe, perché le donne di un tempo, che andavano a lavorare nei campi, preparavano la zuppa ogni mattina con pane raffermo, cavolo, verza, formaggio e brodo e la mettevano nel forno: il brodo si asciugava, lasciando un ottimo sapore e una crosticina croccante. E quando tornavano a casa, la pietanza era pronta”.

Inaspettatamente, Chantal apre un rascard e mi fa entrare. Cammino quasi in punta di piedi sulle vecchie travi che scricchiolano in quel buio fienile. 

1558 è la data di costruzione, incisa su una parete. Accanto, un fascio di luce invade l’ultima piccola stanza del rascard: arriva da una finestra, affacciata sul silenzio. Sulla pace di quell’incantevole valle.

I rascards   

Sono le tipiche costruzioni di pietra e legno del popolo Walser, un ceppo di cultura germanica che, a partire dal XII secolo, colonizzò le valli a sud del Monte Rosa, grazie all’agibilità dei valichi alpini. Per far fronte alle rigide temperature invernali, uomini e bestiame condividevano un unico spazio al pian terreno, di pietra, dove si trovava la stalla e la “stube”, cioè la stanza adibita ad abitazione. La parte superiore, realizzata completamente di legno a travi incrociate e non sigillate tra loro, ospitava il fienile e il deposito dei cereali. Poggiava su pilastrini di pietra e legno a forma di fungo che impedivano ai roditori di raggiungere il grano e permettevano il passaggio dell’aria da sotto, evitando la formazione di muffe e la fermentazione del fieno, prezioso per alimentare gli animali durante l’inverno.

Visite guidate 

Per entrare nelle piccole scuole di un tempo, nei tipici rascard, visitare gli antichi forni, i mulini, le cappelle e i santuari, camminando tra villaggi e borgate. Tel. Chantal Blanc 338.5208248.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.306 di Itinerari e Luoghi – Dicembre 2022/ Gennaio 2023, all’interno del reportage CHIUDI GLI OCCHI E SOFFIA, in collaborazione con Monterosa Ski e Open Mind Consulting.

Leggi il reportage sulla Val d’Ayas: CHIUDI GLI OCCHI E SOFFIA,

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