Lo strumento dei Sassi
La cupa cupa è uno strumento musicale popolare tipico dell’Italia meridionale, formato da un recipiente coperto da una stoffa e da una lunga canna sottile.
La leggenda del poverello – Secondo una leggenda, fu inventata più di cinquecento anni fa da un poverello che vagava per i Sassi di Matera chiedendo un pezzo di carne per sfamarsi.
Il privilegio della carne – All’epoca solo i ricchi potevano permettersi di mangiare carne: allevavano il maiale, lo ingrassavano con gli avanzi e avevano lo spazio per custodirlo.
Il canto che vince la balbuzie – Il mendicante allora si recava vicino alle case di chi stava per uccidere il maiale e intonava una canzone di questua. Era balbuziente, ma non quando cantava: la musica gli dava voce.
Un suono grave e ancestrale – La cupa cupa si suona frizionando la canna con la mano umida o con un panno, producendo un suono profondo e vibrante – da cui il nome (cupo = grave).
Un gesto antico, una ricchezza simbolica – Un gesto che oggi può sembrare buffo o persino osceno, ma che per i nostri avi evocava la vera ricchezza: la fertilità, la continuità della vita, la prole.
Testo e foto © Scilla Nascimbene