LAZIO,  ANTICOLI CORRADO

“Se si chiede di lui a un abitante di Anticoli Corrado, ci si sente rispondere che era un‘mbriacone ma un bravo falsario”, mi dice l’anticolana Paula Caccavalle. 

“Invece era un artista e un interprete magistrale, tanto che alcune delle sue opere furono scambiate per quelle dei più grandi maestri del passato”. 

Eric Hebborn, inglese, con un’adolescenza tumultuosa, si era trasferito a Roma grazie a una borsa di studio, poi ad Anticoli, in una casa in mezzo al bosco.

 Lì raccoglieva le galle di quercia, da cui estraeva l’inchiostro per dipingere, con gli aghi degli istrici, sulle pagine bianche dei libri antichi trovate negli antiquari.

Hebborn studiava, sperimentava e riuscì a dimostrare che, utilizzando gli stessi materiali dei grandi maestri di cui aveva una profonda conoscenza, era in grado di raggiungere lo stesso risultato. 

“Ho per le mani un Degas!” disse a un responsabile della famosa galleria Colnaghi di Londra, mostrandogli una sua opera. “Questo è un Corot!” si sentì rispondere. 

Iniziò così a mettere alla prova il suo talento, riuscendo a ottenere l’attenzione di mercanti, critici e curatori di importanti musei e gallerie, i quali gli certificavano l’originalità delle sue opere – che lui non firmava – attribuendole a Corot, Piranesi, Tiepolo, Mantegna, Poussine, Castiglione, Rubens, e mettendole nel circuito ufficiale delle opere d’arte. I suoi quadri furono venduti per decine di migliaia di sterline anche attraverso le più famose case d’aste, tra cui Christie’s e Sotheby’s.

Troppo bello per essere vero

Ma un giorno decise di porre fine a questo bluff e scrisse un libro Troppo bello per essere vero: autobiografia di un falsario (Vicenza, Neri Pozza 1994), in cui ammetteva una serie di falsificazioni, fornendo preziosi spunti sulle tecniche dei maestri del passato e denigrando con ironia il circo del falso, giostrato, a suo dire, da presunti esperti d’arte avidi e con poca cultura.

 “Quel libro ha fatto tremare sicuramente il mondo dell’arte” mi dice Paula Caccavalle, “perché, a quel punto, ogni opera poteva essere messa in discussione”. Hebborn aveva infatti confidato agli amici la sua preoccupazione per la bufera che il libro aveva scatenato. 

Morì poco dopo in circostanze misteriose. 

Alcuni quadri da lui rivendicati furono discretamente ritirati; altri sono ancora esposti, poiché molte gallerie non vollero ammetterne la falsità.

In ogni casa di Anticoli è appeso un disegno firmato Hebborn. Nella chiesa di Santa Vittoria, accanto all’altare rimane una sfacciata, dissacrante Ultima cena a sua firma, ambientata in un’osteria, in cui Gesù è raffigurato seduto al contrario su una sedia, sopra un tavolo.

Hebborn non fu mai apprezzato per le opere a suo nome e viene ricordato a livello internazionale solo come un falsario.

Ma, dopo aver conosciuto la sua storia e trovandoci davanti ai capolavori dei grandi pittori, ci sarà un istante in cui ci chiederemo se siano originali, o creati dal beffardo talento di un artista di Anticoli Corrado. 

Forse un po’‘mbriacone. Senza dubbio geniale.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.308 di Itinerari e Luoghi – Marzo 2023, all’interno del reportage L’ULTIMO ACCAMPAMENTO DEL NOMADE in collaborazione con Tivoli Gran Tour e Viral Passport

Ringrazio

Renato Chioccia di Tivoli Gran Tour

Paula Caccavalle, artista di Anticoli Corrado, e

Patrizio Spaventa per il loro racconto di Eric Hebborn

Leggi il reportage completo su Tivoli e la Valle dell’Aniene: L’ULTIMO ACCAMPAMENTO DEL NOMADE

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