UNGHERIA, BUDAPEST
Nulla a che vedere con la profezia di un’apocalisse.
A Budapest una legge parla chiaro.
Nessun edificio può essere più alto dei simboli del potere politico e religioso della città: la cupola del Parlamento e quella della Basilica di Santo Stefano, alte 96 metri per commemorare l’anno in cui la tribù dei Magiari partì dagli Urali per stabilirsi in Pannonia, sotto la guida del principe Árpád.
Appartiene alla sua dinastia Stefano, fondatore dell’Ungheria e primo re cristiano, canonizzato dopo la sua morte, il cui pugno mummificato è custodito nella basilica che porta il suo nome.
Dalla sommità della cupola, crollata durante una tempesta prima dell’inaugurazione dell’edificio (1905), si gode una bellissima vista sulla città e sul Parlamento.
“Quel palazzo è in vendita? Quante camere da letto ha?”.
Sembra che, nel 1986, Freddie Mercury abbia esordito così alla vista di tanta magnificenza: secondo per grandezza al mondo, dopo quello di Bucarest, e terminato nel 1902, il Parlamento conta 691 stanze, 20 km di scale, 40 kg di oro 23 carati per una lunghezza di 368 metri lungo le rive del Danubio.
E non è in vendita.
Riguardo la legge sui 96 metri, pare che l’architetto di un moderno edificio della capitale abbia sgarrato un po’…!
Il maestoso palazzo neogotico del Parlamento, opera dell’architetto Imre Stendl e ispirato a quello di Londra, fu costruito con le più moderne tecnologie dell’epoca.
Da quando il sistema di aria condizionata originale – che per mezzo di blocchi di ghiaccio nel piano interrato manteneva le sale alla temperatura costante di 25°C, ritenuta dall’architetto la più adatta per pensare – è stato sostituito da un impianto moderno, diversi parlamentari hanno lamentato mal di schiena e dolori vari.
Nei lunghi corridoi rimangono le file dei lustri posaceneri numerati, su cui i parlamentari lasciavano consumare i propri sigari mentre ascoltavano i discorsi nelle aule, tanto che, per elogiare un oratore, si diceva che “valeva un buon Havana”.
Al suo interno la Camera dei deputati ospita l’Assemblea Nazionale. Sotto l’imponente cupola è custodita da guardie armate la corona di Santo Stefano. I lunghi corridoi, lo scalone principale e tutti gli interni sono impreziositi da tappeti, arazzi, stucchi e decorazioni di grande magnificenza. All’esterno, sui gradini adiacenti, si trova la statua di Attila József, il poeta che esplorò con profonda sensibilità la condizione umana e morì suicida nel 1937. L’opera è stata realizzata nel 1980 da László Marton.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.305 di Itinerari e Luoghi – Novembre 2022 all’interno del reportage Se il Danubio potesse parlare, In collaborazione con B&B Hotels