UNGHERIA, BUDAPEST

“Io sto con gli ippopotami”

Bud Spencer e Terence Hill la sapevano lunga: a stare con gli ippopotami non si sbaglia! 

Durante l’inverno del 1944, quando la maggior parte degli animali dello zoo di Budapest morì per le rigide temperature, gli ippopotami, che sguazzavano piacevolmente nelle calde acque termali provenienti dagli adiacenti Bagni Széchenyi, si salvarono dal primo all’ultimo e continuano tuttora a riprodursi con successo. 

Budapest si trova sulla faglia che separa le colline di Buda dalla Grande Pianura Ungherese e ogni giorno numerose sorgenti naturali calde (dai 21°C ai 76°C) riversano oltre 80 milioni di litri d’acqua molto mineralizzata, delle cui qualità terapeutiche già beneficiavano le popolazioni insediate in quella zona nell’età del Bronzo. 

Furono i turchi a sfruttare al meglio le risorse naturali della città, anche per la loro abitudine di lavarsi cinque volte al giorno prima delle preghiere. 

Del periodo islamico rimangono i bagni più antichi della capitale, come i Rudas, con una vasca ottagonale sormontata dalla cupola turca e una nuova piscina termale sul tetto con vista sul Danubio. Nell’età d’oro, tra fine Ottocento e inizi Novecento, vennero costruiti magnifici edifici termali, come i neobarocchi Bagni Széchenyi e i Bagni Gellért, in stile secessionista, che continuarono a essere frequentati anche durante il comunismo per incontrarsi e chiacchierare tra i vapori. 

Gli abitanti di Budapest sono infatti convinti che andare alle terme non serva solo a curare reumatismi, dolori a muscoli e articolazioni, ma abbia benefici effetti psicologici e sociali e molti di loro hanno l’abitudine di iniziare la giornata distendendo corpo e mente a mollo in quelle calde acque. 

Proprio come gli ippopotami! 

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.305 di Itinerari e Luoghi – Novembre 2022 all’interno del reportage Se il Danubio potesse parlare, In collaborazione con B&B Hotels

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