Molto intima la scena rappresentata nella sua prima commissione milanese, almeno quanto il paesaggio scelto come sfondo: uno scenario roccioso che protegge la palpabile emozione di quell’incontro.
Doveva trovarsi lungo il corso dell’Adda, Leonardo, nei pressi di Paderno, in un punto in cui il fiume scorre tra rapide spumeggianti e imponenti rocce: i “Tre corni” che, secondo alcuni, avrebbe riprodotto sullo sfondo del dipinto.
Peccato non fosse proprio quello che gli avevano chiesto i frati della Confraternita dell’Immacolata Concezione. L’interpretazione del soggetto proposta dall’autore fu definita eretica, poiché l’incontro tra il piccolo Gesù e Giovanni Battista è narrato solo dai Vangeli apocrifi.
I frati non saldarono la somma pattuita.
E dire che, alle spalle della Vergine, aveva anche dato esempio della nuova prospettiva aerea, giĂ inaugurata nelle terre toscane.
Sembrerebbe che l’artista, dato il mancato pagamento da parte della Confraternita, avesse venduto la tavola, ora al Louvre, al re di Francia Luigi XII, mettendo a disposizione, durante la lite giudiziaria, una seconda versione per i frati, ultimata con l’aiuto di allievi, ora alla National Gallery di Londra
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
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Tratto dal reportage DA VINCI IN LOMBARDIA realizzato per i 500 anni dalla scomparsa di Leonardo Da Vinci (2 maggio 1519).