CALABRIA

Sono detti “pignatari” e producono le ceramiche seguendo le tecniche di origini bizantine e utilizzando le fornaci alimentate a nocciolo di ulivo, identiche a quelle rinvenute negli scavi all’interno del parco archeologico di Locri risalenti al V secolo a.C.

La ceramica di Seminara, famosa nel mondo e amata da Pablo Picasso, è caratterizzata dalle cromie del verde, del giallo e del blu e nel piccolo borgo calabrese alcune famiglie continuano da generazioni quest’arte che affonda le radici nella Magna Grecia.

Purtroppo il terremoto del 1783, che rase al suolo il paese, ha lasciato un enorme vuoto nella ricostruzione storica di questa tradizione e i più antichi manufatti che si conservano sono ottocenteschi. Nel 2019 è stato inaugurato il Museo della Ceramica di Seminara che fornisce un collegamento storico dal periodo magno greco ai giorni nostri: sono esposte diverse figure tradizionali – come il riccio, la pigna, la sirena, la cornucopia e i pesci – anfore, vasi, bottiglie antropozoomorfe e maschere apotropaiche, che venivano affisse all’ingresso di casa per scacciare gli spiriti maligni. 

Nel museo si conservano le borracce a forma di pesce realizzate per i pellegrini che si recavano a Rosarno per venerare San Rocco e alcune varietà del gabbacumpari: brocche da vino con una serie di fori da cui, per bere, era necessaria una certa abilità, utilizzate nei banchetti conviviali come momento goliardico.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.308 di Itinerari e Luoghi – Marzo 2023, all’interno del reportage Cariddi è il mare, in collaborazione con Viral Passport e Reggio Calabria Welcome

Leggi il reportage sulla Città Metropolitana di Reggio Calabria: Cariddi è il mare,

Potrebbero interessarti anche le ceramiche di Faenza:

errore: