ABRUZZO, PARCO MAJELLA, PESCOCOSTANZO

Altro che sventurata: a Pescocostanzo la pecora nera valeva lingotti d’oro!

La loro lana carfagna, resa impermeabile da particolari tecniche di lavorazione, veniva utilizzata per realizzare i mantelli dei pastori e venduta a Firenze e a Napoli per confezionare tessuti pregiati. 

Grazie al commercio della lana, i pescolani compravano l’oro e la Basilica di Santa Maria del Colle rimane la più ricca di decorazioni in tutto l’Abruzzo. 

È la bravissima Laura Colaprete a guidarci per le vie del borgo montano dalle tipiche case “a vignale” (a schiera) con l’ingresso al primo piano, pensato per poter uscire comodamente dalle abitazioni durante le grandi nevicate. 

Magnifici portali in pietra locale recano incise le merche: proverbi o frasi di buon auspicio, di ben altro tenore rispetto al monito della “pietra dello scandalo”, un resto di una colonna tuttora esistente nel Largo di fronte alla chiesa, che stava a ricordare il trattamento riservato agli evasori dei tributi, fatti sedere e messi alla pubblica gogna.

Rigorosamente nudi!

Laura Colaprete, accompagnatrice turistica Regione Abruzzo, tel. 348.7656135, laura.colaprete@alice.it.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.301 di Itinerari e Luoghi – Giugno 2022 all’interno del reportage PURTROPPO, FORTUNATAMENTE, in collaborazione con il Parco Majella

Foto di copertina ©Scilla Nascimbene

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