LAZIO, GUADAGNOLO
“Sono venuto a cantare il Magnificat […] tra queste montagne, dietro le orme di Maria. Questo è un luogo in cui l’uomo si apre di fronte a Dio […] e mi ha aiutato molto a pregare. E perciò anche oggi ho desiderato venire qui, perché la preghiera, che esprime il rapporto dell’uomo con Dio vivo, è anche il primo compito e quasi il primo annuncio del Papa”.
Il messaggio di Karol Wojtyla dal Santuario della Mentorella, il 29 ottobre 1978, in occasione della sua prima uscita da Roma dopo essere stato eletto pontefice. Davanti a lui ventimila persone, soprattutto giovani e scout, e un imponente scenario di monti e vallate che preannunciano l’orizzonte romano: un posto molto caro a Wojtyla che già altre volte era salito a piedi per raccogliersi in preghiera.
Siamo nel piccolo borgo di Guadagnolo, il centro abitato piĂą alto del Lazio, il cui nome deriverebbe dai piccoli guadagni che locandieri e osti ricavavano dai pellegrini in visita alla Mentorella.
L’edificio, costruito nel XII secolo in cima a uno sperone roccioso che domina la Valle del Giovenzano, è uno dei più antichi luoghi di culto mariano in Europa. Fu edificato nel punto in cui, secondo la tradizione, sarebbe avvenuta la conversione di Sant’Eustachio e avrebbe vissuto per due anni San Benedetto, rifugiatosi in una stretta grotta sottostante.
La chiesa custodisce una preziosa Madonna lignea duecentesca che sormonta l’altare maggiore e nel santuario è rimasta intatta la stanza in cui soggiornava Papa Giovanni Paolo II, ritratto in una statua bronzea all’ingresso, mentre con il suo pacifico sorriso benedice i pellegrini.(www.santuariodellamentorella.jimdo.com).
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n. n.302 di Itinerari e Luoghi – Luglio 2022, all’interno del reportage DESIDERI NELLE SCATOLE DI LATTA, in collaborazione con Viral Passport e Tivoli Gran Tour