SICILIA, SCICLI

“Eravamo nell’ultimo angolo della Sicilia, ancora un po’ di campagna, carrubi, mandorle, villette estive di baroni, poi il mare, mare africano. […] Che cosa dovevo vedere a Scicli? E cosa invece ho visto? E’ presto detto. Le caverne […] da lontano non si nota nulla, ma salendo per sentieri che sono letticciuoli di torrenti, sopra le ultime casupole di pietra della cittadina, si sale una specie di montagna del purgatorio, con i gironi uno sull’altro, forati dai buchi delle porte delle caverne saracene, dove la gente ha messo un letto, delle immagini sacre, o dei cartelloni di film alle pareti di sassi, e lì vive, ammassata, qualche volta col mulo. […] Da lassĂą in alto potei vedere tutta Scicli. Come un vecchio giocattolo, sul calcare, la cittĂ  di uno scolorito ex voto”. 

Era il 1959, quando Pier Paolo Pasolini, considerato uno dei piĂą grandi intellettuali del Novecento, giunse a Scicli. Era arrivato da giornalista a visitare le caverne di Chiafura, dove si viveva in condizioni quasi primitive. 

La caratteristica conformazione del territorio con la presenza di cave e grotte carsiche, favorì la nascita di numerosi insediamenti rupestri giĂ  tra l’etĂ  del rame e l’etĂ  del bronzo antico, come dimostrano i ritrovamenti della Grotta Maggiore. In localitĂ  Chiafura, dove alla fine del Settecento risiedevano stabilmente duemila persone, circa un quinto della popolazione di Scicli, le grotte – ventilate e asciutte per la loro posizione favorevole – furono abitate fino alla metĂ  degli anni Cinquanta. La gente viveva senza acqua corrente, con le porte aperte, riunita in comunitĂ  completamente indipendenti e in condizioni troglodite.

Nel 1959, il Partito Comunista Italiano, che ai tempi amministrava la cittĂ  iblea, chiamò un gruppo di intellettuali e giornalisti, tra cui Pier Paolo Pasolini e il pittore e politico Renato Guttuso, per far visita agli “aggrottati”. 

A seguito delle pubblicazioni in cui i giornalisti riportarono le loro indignate impressioni, quell’arcaico insediamento rupestre divenne per gli sciclitani un luogo di vergogna e ne fu ordinato lo sfollamento.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.314 di Itinerari e Luoghi – Ottobre 2023, all’interno del reportage Torneranno le farfalle, in collaborazione con Viral Passport e Regione Siciliana

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