LAZIO, TIVOLI, VILLA D’ESTE
“Costruirò un giardino sontuoso come quello degli imperatori”.
L’architetto Pirro Ligorio mantenne la promessa fatta al cardinale Ippolito II d’Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia, passato alla storia come “il papa mancato”, dopo cinque conclavi falliti.
Un convento fu trasformato in palazzo, una valle fu sbancata per adagiarvi terrazze degradanti e fontane a caduta in cui l’acqua fu portata con un acquedotto costruito ad hoc. Liborio recuperò le statue nelle antiche domus tiburtine e a Villa Adriana, da cui rubò anche qualche idea del geniale imperatore, riproponendola dopo un restyling adatto all’epoca.
Giochi d’acqua, riflessi e fontane, criptoportici per passeggiare al fresco e interni decorati dai più grandi nomi del manierismo romano rendevano Villa d’Este una delle più belle dimore del Rinascimento ma, durante i lavori in corso, il cardinale morì.
Ironia della sorte, era pieno di debiti e la villa, non ancora finita, fu spogliata per sanare i guai, dopo aver redatto un meticoloso inventario che ce la descrive nei suoi splendori.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.308 di Itinerari e Luoghi – Marzo 2023, all’interno del reportage L’ULTIMO ACCAMPAMENTO DEL NOMADE in collaborazione con Tivoli Gran Tour e Viral Passport