PIEMONTE, BORGOLAVEZZARO
In prossimità del fiume Agogna, nel comune di Borgolavezzaro, rimane la vecchia cascina dei Conti Caccia, un edificio “a corte chiusa” risalente al XVI secolo.
Si conservano le stalle settecentesche, coperte dalle volte a botte sostenute da possenti colonne in pietra, con la finestrella da cui il fattore poteva controllare gli animali durante la notte.
È intatta anche una sala macine con gli attrezzi originari utilizzati per lavorare il riso, dapprima attraverso la pista – in cui dei pistoni in legno pestavano il riso entrando in fori – ora tamponati nel pavimento in pietra, sostituita nell’Ottocento dalla grolla a ruota singola.
“Sono arrivato in questa cascina quando ero un ragazzino e mio nonno coltivava il riso” mi racconta il Signor Domenico Bernascone. “Oggi è tutto meccanizzato e le mondine non si troverebbero più!” continua, mostrandomi l’antico dormitorio ove riposavano le giovani donne dopo il duro lavoro in risaia: un immenso salone diviso da archi a sesto acuto, tra cui sono ancora visibili alcune brande e oggetti personali delle mondine.
“Il riso è una pianta incredibile”, spiega. “Ha la capacità di adattarsi a suoli e condizioni diverse ed è indistruttibile: per questo è il cereale più coltivato al mondo. Ma soprattutto è capace di stupire ogni agricoltore e annate che parevano pessime si sono poi rivelate tra le migliori.
Mio nonno diceva infatti che, nella coltivazione del riso, l’annata dura un anno!”.
Azienda Agricola Cremona Renzo, Gianpiero e Sergio, Cascina Caccia, Borgolavezzaro, tel. 349.8514137 – 338.4410258.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.284 di Itinerari e Luoghi – Ottobre 2020, all’interno del reportage LA TERRA DEGLI AIRONI, in collaborazione con ATL Novara.
Foto di copertina ©Scilla Nascimbene
Leggi il reportage sul Novarese: LA TERRA DEGLI AIRONI