PIEMONTE, DULZAGO

Nella Badia di Dulzago, posta accanto al fiume Terdoppio, all’interno del  comune di Bellinzago Novarese, si insegna ai bambini che essere fedeli alle tradizioni è cosa a dir poco importante. 

Si racconta, infatti, leggenda o verità che, l’unico anno in cui, dal Seicento, non ha avuto luogo il rito della fagiolata, in occasione della festa di San Giulio, la Badia si sia riempita di serpi.

L’antica abbazia

Ma niente paura: ora non se ne trovano piĂą, perchĂ© da quel giorno, alla fine di gennaio, il cortile dell’antico chiostro dell’abbazia, fondata nell’XI secolo dai canonici di S.Agostino e successivamente trasformata in centro agricolo, viene allestito con tanti pentoloni per onorare questa tradizione che ha origini nel Seicento, quando un vescovo decise di offrire ristoro con pane e fagioli ai pellegrini giunti dal circondario per seguire le celebrazioni liturgiche durante la festa di San Giulio. 

Il rito della fagiolata

Oggi il rito abbina l’aspetto religioso a quello popolare e, nell’occasione, gli abitanti della Badia vendono i loro prodotti, in particolare i cesti di vimini, intrecciati all’interno di un caseggiato che affaccia sull’antico chiostro, ove i cestai insegnano quest’arte ogni venerdì sera d’inverno, in cambio di una bottiglia di vino. 

Durante le estati, le finestre dello stesso caseggiato sono lasciate aperte, per consentire alle rondini di fare il nido, mentre tra galline che scorrazzano e file di oche starnazzanti, accanto alle porcilaie nel lato sul della Badia, si trova un sarcofago romano, adibito ad abbeveratoio fino a pochi decenni fa. 

Il complesso sorge, infatti, su un importante snodo di passaggio di etĂ  romana e, come ci insegna la storia di Roma, non bisogna mai sottovalutare le oche!

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.284 di Itinerari e Luoghi – Ottobre 2020, all’interno del reportage LA TERRA DEGLI AIRONI, in collaborazione con ATL Novara.

Foto di copertina ©Scilla Nascimbene

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