LOMBARDIA, BERGAMO

“Bergamo; e io vorrei farle una dichiarazione d’amore. Ma con le parole di adesso non si possono fare dichiarazioni d’amore; ci vorrebbero le parole antiche” (Vittorio G. Rossi, 1910)

Quali parole mancavano allo scrittore ligure per corteggiare Bergamo? Come poterla stupire… 

Ci ha provato Lorenzo Lotto dipingendo per lei soavi Madonne, Francesco Petrarca e Torquato Tasso dedicandole versi gentili. 

Secolari ippocastani proteggono la raccolta intimità che passeggia nei chiostri dei suoi antichi monasteri e colonie di faggi frondosi giocano a ombre cinesi con l’erba che serpeggia tra i ciottoli nelle sue piccole vie, riparando il consunto selciato, sazio dei raggi di sole; ma dove questi splendono liberi fino al tramonto, corolle di vistosi oleandri colorano di macchie mediterranee questa “città alpina d’Italia” (Francesco Petrarca).

Sculture animate di magnifiche magnolie cospargono di petali i giardini curati delle ville neoclassiche, eleganti passerelle dove il liberty indossa il suo stile senza tempo. 

Splendida è l’alba sul Campanone, controvento profumo di ulivi.

L’edera sgranchisce le sue foglie per arrampicarsi sulle mura.

Carezze di rugiada sulle cannoniere, girotondo di sfingi intorno alla fontana. Faticano a svegliarsi le torri, coperte da un manto di foschia: la vecchiaia porta pigrizia, e forse sono andate in pensione. Non c’è piu bisogno di stare allerta: la città ora è tranquilla, ma i leoni alati di San Marco restano in perenne vedetta sulle porte.

“Virtù tra questi colli alberga” recitava il Tasso, arrampicandosi sui colli dalla sua casa di Borgo Pignolo: lassù si riposa lo spirito, nell’armonia di un ambiente tranquillo, allietato da note di verde e da piccole chiazze di fiori, mentre l’occhio gradevolmente si abbandona, soffermandosi a volte curioso su rustici casali e fattorie, per poi perdersi finalmente nell’orizzonte, in una distesa di blu senza fine.

A mezzogiorno sotto il Palazzo della Ragione la meridiana attende il suo raggio di sole, mentre le cucine diventano officine: polenta taragna, casoncei ed “è il cibo degli dei la polenta con gli osei!”.

Persone frettolose camminano nelle piazze e nelle solite vie, mentre

scalette dimenticate attraversano i borghi antichi, nel silenzio delle strade deserte, tra orti botanici, chiese e muri scrostati dall’inevitabile usura del tempo, unica nemica in agguato di rocche e torri di vedetta, dalle quali si avvistavano i nemici nelle battaglie dei tempi che furono. 

Bergamo fu, infatti, una cittadina da sempre contesa, già dai tempi di Attila, che la volle per sè. Non solo lui, ma fieri condottieri della Serenissima, potenti ducati e regni mandarono i loro eserciti per conquistarla, e la città oggi conserva i segni di tutti i passaggi, i graffi di chi volle espugnarla, ma anche lo splendore di tutti coloro che ne portarono ricchezza, non solo in monete d’oro, ma in cultura, arte, umanità. 

E in musica, attraverso le opere di Gaetano Donizzetti, che rese Bergamo famosa nel mondo per l’opera lirica, sprigionando la sua passione in un’esplosione misurata di note, che arrivano, viaggiando come su cavi elettrici, fin sotto la pelle, fino a far venire i brividi. La sua musica oggi risuona tra i vicoli selciati della città, diffuse da casse acustiche che liberano note nell’aria, come farfalle scappate da una voliera o come quel gufo che prese il volo, fuggendo dal buio della casa natale in Borgo Canale (“E siccome gufo, presi il mio volo”, Gaetano Donizzetti). 

Ancora la musica, ma in sacre melodie, si innalza attraverso le canne preziose di organi antichi, capolavori di mastri organari, che per generazioni portarono lustro alla città. Le chiese trattengono gelose coi loro portoni chiusi l’intensità di questi suoni armonici, che accompagnano da secoli i fedeli raccolti nelle loro devote preghiere, anche quelle di un uomo che qui pregò tante volte e a questa città lasciò un segno profondo nel cuore. Era nativo di Sotto il Monte, un piccolo borgo in provincia di Bergamo, Angelo Roncalli, in carica dal 1958 come Papa Giovanni XXIII, e ricordato come il “papa buono”; insegnò per anni al seminario vescovile, donando il suo calore umano ai bergamaschi e poi al mondo intero. Oggi a lui è intitolata una via, accanto ai Propilei di Porta Nuova, che danno un non so che di acropoli all’attraente profilo di Bergamo bassa, in cui un insieme eterogeneo di stili e di epoche ci appaiono stupendamente fusi nella logica disposizione delle piazze, arricchite da eleganti porticati e dall’inconfondibile espressione d’arte che si manifesta in alcune fontane, scolpite nel marmo con gusto classico e piacevolmente aristocratico.

Seducenti effetti di luce ed equilibrate simmetrie convivono col traffico intenso del tran tran quotidiano, mentre “incastonato con intrigante segretezza”, il Chiosto di Santa Marta “resta discreto e silenziosamente assorto in un raccoglimento quasi sacrale”.

Lo sguardo ci porta sulle Mura venete, ricordandoci l’emozione raggiante dei volti di quelle undicimila persone che nell’estate del 2016 hanno regalato a Bergamo un momento indimenticabile, unendosi nell’abbraccio a staffetta più lungo del mondo, entrato nei Guinnes dei Primati.

L’Unesco oggi tutela a livello mondiale il valore artistico e culturale di quelle mura, nate per difendere, dalle quali nell’antichità si avvistavano i nemici, e oggi luogo di romantiche passeggiate e teatro di incantevoli tramonti.

Scoccano i rintocchi del Campanone. 

Il buio nasconde la città ma splendono le torri al chiar di luna.

Cicale sognanti cantano alle stelle, gli amanti si abbracciano nell’incanto della sera.“Bergamo; e io vorrei farle una dichiarazione d’amore”

… Forza, che adesso le parole non servono!

LA CAPPELLA COLLEONI 

L’avevano implorato i rettori della Chiesa di Santa Maria Maggiore, affinchè risparmiasse la loro antica sagrestia. Ma lui aveva la spregiudicatezza del capitano di ventura e la fece abbattere da una squadra delle sue milizie.

“Coglia, coglia, coglia!” Era il grido con cui lanciava i suoi soldati sul campo di battaglia, giocando sul suo cognome (da coleus, testicolo). Bartolomeo Colleoni, uno dei condottieri più intraprendenti del XV secolo, aveva deciso di costruirsi in vita la propria tomba nel cuore della sua città: aveva bisogno di spazio e, come ogni capitano, doveva essere in prima linea. La sua cappella, progettata dal migliore architetto sulla piazza in Lombardia, Giovanni Antonio Amadeo, si presenta infatti in posizione avanzata rispetto alla chiesa adiacente, dalla quale si distingue anche nella decorazione della facciata, palesemente più esuberante. Non da meno in quanto a sfacciataggine lo stemma, posto sulla cancellata di ferro, sul quale sfoggia tre testicoli: “i ball”, come le chiamano i bergamaschi, un potente simbolo di fertilità, che fece nascere la leggenda che egli fosse particolarmente dotato e che oggi ci appaiono lustri come l’oro, a furia di sfregamenti e carezze, perchè si dice portino fortuna. Chissà come ne sarebbe stato orgoglioso lo spavaldo condottiero, anche se nel 1500 Pietro Spino, nella sua Historia di Bartolomeo Colleoni lo chiamava in modo non poco pittoresco “Bartolomeo Coglioni”, soprannome che rimase nella tradizione popolare del ricordo del capitano, passato alla storia per il suo nome, ma anche per il suo stemma. I suoi soldati, però, che ben lo conoscevano, lo chiamavano l’ “invincibile”.

È un eroe a cavallo a raffigurarlo all’interno, sopra uno dei due sepolcri che costituiscono la sua tomba. “Ma il Colleoni si trova nell’arca superiore o inferiore?”. Le cronache ricordano l’imbarazzo di fronte a Vittorio Emanuele III che, in visita nel 1922, fece quella banalissima domanda, ma nessuno gli seppe dire dove fosse effettivamente il corpo del condottiero. Ne nacque un giallo che alimentò non poche leggende, fino ad ipotizzare che il feretro fosse stato collocato sotto il pavimento della Basilica di Santa Maria Maggiore, che fu in parte ribaltato, ma i suoi resti, furono poi trovati nell’arcata inferiore della sua tomba, insieme ad una lapide che fugava ogni dubbio. Sul sepolcro, accanto ai bassorilievi con storie sacre, domina lo stemma del capitano: i tre testicoli e la scritta “Coglia, coglia, coglia”, perchè tutti sapessero con chi avevano a che fare. Alla fierezza del capitano impettito a cavallo, si accosta, con una delicatezza composta, la statua della piccola Medea, la figlia quattordicenne la cui vita fu stroncata da una malattia, e accanto a lei, sottovetro, il suo amato uccellino: si narra morì lo stesso giorno, come se avesse avvertito l’agonia della padroncina. Oggi ne rimangono pochi ossicini, insieme alla sua storia commovente, beffeggiata anch’essa dall’ironia dei bergamaschi, che l’hanno soprannominato come la loro torta tipica “polenta e osei”: forse meglio questo del nomignolo dato al Colleoni…!

FORME

Bergamo quest’anno è protagonista di scena nell’arte casearia e il mondo punta i fari su lei. Una bella soddisfazione per l’Italia, che non aveva mai ospitato il World Cheese Awards, il concorso di settore più prestigioso. 

E come se non bastasse, Bergamo si candida per il riconoscimento di città creativa dell’Unesco. Sarebbe la ciliegina sulla torta, dove la torta è fatta a strati, come quelle nuziali, ma è tutta di formaggio. Stiamo parlando del Montébore, che nell’evento mondiale ospitato nel Palazzo della Ragione, dal 17 al 20 Ottobre e intitolato Forme (www.progettoforme.eu)  sarà l’ospite d’onore. Ma non è certo una star al suo debutto: fu infatti l’unico formaggio ad essere presente sulla tavola del pranzo nuziale di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, nel 1489, organizzato da Leonardo da Vinci, maestro cerimoniere delle nozze. Un modo per rendere omaggio anche al grande genio, 500 anni dopo la sua scomparsa. Fervono i preparativi: il formaggio è in prima fila e Leonardo non è certo dietro le quinte. Mancano solo i visitatori e Bergamo ne aspetta ben centomila. Ci sarà posto per tutti? Senza ombra di dubbio! Anche scelta per ogni gusto, e non solo di formaggio: Bergamo ha un buffet ben assortito. Buon vino, ottima tavola, arte, cultura e storia sono gli ingredienti di un piatto stellato che ha come contorno un paesaggio suggestivo di valli incantevoli. Bergamo vi aspetta il 17 Ottobre…a digiuno!

Gli itinerari

Primo Itinerario – Bergamo bassa

Punto di partenza: Porta Nuova

Punto di arrivo: Via XX Settembre

Il nostro itinerario parte da Porta Nuova, realizzata nel 1837 in occasione dell’ingresso in città di Ferdinando I d’Austria; le costruzioni gemelle dallo stile classico che dominano Porta Nuova da entrambi i lati sono chiamate propilei, ovvero “ciò che sta davanti al cancello”: fino al 1901, infatti, erano sede della guardia del dazio che controllava l’ingresso delle merci in città. Superati i propilei, sull’elegante Piazza Vittorio Veneto, spicca l’Obelisco a Napoleone Bonaparte e la Torre dei caduti, dedicata alla memoria dei caduti della Grande Guerra; al suo interno, un affascinante itinerario racconta lo sviluppo della città intorno alla Torre, divenuta simbolo della Bergamo moderna, e alla cui sommità una terrazza panoramica offre una vista molto suggestiva. Addentrandoci tra i portici di Piazza Vittorio Veneto, arriviamo davanti ad un cancello che racchiude la superba bellezza del Chiostro di Santa Marta, parte dell’ex convento delle Domenicane, aperto al pubblico solo per occasioni particolari.

Torniamo verso Via Roma, entrando nel Centro Piacentiniano, dal nome dell’architetto Marcello Piacentini, che agli inizi del Novecento si occupò della ridistribuzione urbanistica dell’area settecentesca della Fiera di Sant’Alessandro. Ci immettiamo sul Sentierone, lo storico punto di ritrovo e di passeggio dei cittadini, con i suoi porticati intarsiati di marmi e ravvivati da eleganti negozi e locali; costruito nel 1620, nel ‘900 è stato ammodernato con la costruzione del Quadriportico, all’interno del quale si trova Piazza Dante Alighieri. Dalla parte opposta, il Teatro Donizetti, originario del 1786 e dedicato al grande compositore bergamasco, vanta una struttura maestosa, fra le migliori d’Italia per la distribuzione ed armonia del suono; è portatore di una grandissima tradizione lirica e vide il debutto di Giuseppe Verdi, nel 1844. Nei giardini  accanto al Teatro, al centro di uno specchio d’acqua, un’ara in marmo bianco fa da piedistallo al Monumento a Gaetano Donizetti, raffigurato dallo scultore Francesco Jerace mentre ascolta, rapito, la musica, suonata sulla cetra dalla Musa. 

Ci fermiamo in Piazza Dante davanti alla Fontana del Tritone, con la statua di Nettuno che sovrasta la vasca. Risalente al 1740, è opera dell’architetto e scultore Gian Battista Caniana ed è l’unico elemento che si conserva dell’antica piazza della Fiera; grazie ad una speciale installazione dell’artista Alberto Garutti, ogni volta che un bambino nasce nell’ospedale cittadino, le luci della piazza si accendono all’unisono per dargli il benvenuto. Al termine del braccio orientale del Sentierone ci appare la facciata barocca della  Chiesa dei SS Bartolomeo e Stefano, edificata per l’Ordine dei Domenicani nella prima metà del XVII secolo e frutto di successivi rimaneggiamenti. Sull’altare maggiore troneggia la famosissima Pala Martinengo: il più grande quadro di Lorenzo Lotto. Alto 5,20, dipinto su tavola, datato 1516. Fu commissionato da Alessandro Martinengo Colleoni, capitano di ventura della cavalleria veneziana e figlio adottivo del grande Bartolomeo, per sancire un patto di amicizia tra Bergamo e la città dei dogi. La pala dipinta inizialmente per la chiesa di Santo Stefano e Domenico, in Città Alta, venne trasferita nel 1561 quando la chiesa fu demolita per la costruzione delle mura, perdendo nel passaggio la cimasa e tre tavole, conservate rispettivamente nelle pinacoteche di Budapest e Bergamo. Costeggiando il lato della Chiesa su Via Tasso, ci fermiamo di fronte alla rustica facciata della Chiesa di Santo Spirito, custode anch’essa di una pala d’altare di Lorenzo Lotto, del 1521, e una del Borgognone, entrambe raffiguranti l’ascensa dello Spirito Santo e un Organo Serassi del 1848. Imboccando Via Pignolo, la Chiesa di San Bernardino, costruita intorno al 1450, per celebrare la canonizzazione del santo, ospita la Pala di San Bernardino, dipinta da Lorenzo Lotto nel 1521 per una confraternita laica che la donò successivamente alla chiesa. 

Proseguendo sulla via, l’interessante Museo Bernareggi, comprende 20 sale dedicate all’arte sacra, con opere di L. Lotto, G. B. Moroni e C. Ceresa, oltre che numerose opere che mons. Adriano Bernareggi, vescovo di Bergamo (1936 – 1953), ha raccolto nelle chiese della Diocesi per documentarne la storia. Procediamo fino ad uno slargo su cui si affaccia la Chiesa di Sant’Alessandro della Croce, così chiamata perché costruita all’incrocio di quattro borghi medievali. La leggenda narra che la sua prima edificazione risalga addirittura ai tempi del martirio di Alessandro nel IV secolo; tra il Seicento e il Settecento viene completata internamente, mentre la facciata, rimasta incompiuta, è realizzata soltanto nel 1922.

La chiesa è dotata del corredo pittorico fra i più importanti della città, tra cui una Incoronazione della Vergine ed una Crocifissione di Gian Battista Moroni, oltre che di un prezioso altare in marmi policromi intarsiati dal maestro Andrea Fantoni nel 1729. Ci troviamo nel Borgo Pignolo, uno dei più antichi e caratteristici di Bergamo: nel medioevo questa zona doveva abbracciare ampi boschi di conifere, il cui frutto è appunto la pigna, simbolo dell’antica contrada di Pignolo, presente anche sul frontone della splendida Fontana del Delfino. Risalendo il Borgo si sussegguono palazzi rinascimentali e neoclassici, tra cui il meraviglioso Palazzo Agliardi ed un palazzo un tempo della famiglia dei Tasso, e che ospitò l’insigne poeta.

Un gustoso spuntino in uno dei locali tipici sulla Via Pignolo e proseguiamo il percorso in direzione via San Tomaso, fino all’Accademia Carrara, nata nel 1796 per iniziativa del conte Giacomo Carrara: un viaggio straordinario nella storia dell’arte italiana, dall’inizio del Quattrocento sino alle soglie della modernità, con capolavori di Lorenzo Lotto, Botticelli, Tiziano, Bellini, Mantegna, Moroni, Piccio, Pisanello e Hayez. Negli spazi di un ex monastero, la vicina GAMeC (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea) raccoglie sculture, dipinti e disegni di artisti italiani e stranieri del Novecento, medaglie, acqueforti, e incisioni, oltre che un archivio fotografico e di disegno industriale, tra cui le creazioni di Pio Manzù: Parentesi e Fiat 127. Attraverso la scaletta della Noca, oltrepassando la Porta di Sant’Agostino, ci addentriamo in un’apertura che s’inoltra dolcemente sottoterra: è l’ingresso della Cannoniera di San Michele, antico luogo militare a difesa di porta S. Agostino e del baluardo omonimo; nel corso dei secoli, l’acqua ha scavato all’interno delle mura, riempiendo lo spazio originariamente occupato dai cannoni e dalle munizioni con altissime stalattiti e piccole stalagmiti, regalando uno spettacolo della natura incredibilmente affascinante! Iniziamo una suggestiva camminata sul Viale delle Mura, che percorriamo fino alla Porta di San Giacomo, edificata nel 1592 in marmo bianco rosato della cava di Zandobbio, un paese della provincia bergamasca. Inizialmente Porta si trovava in una posizione superiore, ed era dotata di un ponte levatoio in legno, che chiudeva l’accesso in caso di pericolo.

Prendiamo Via Sant’Alessandro con la scalinata che scende precipitosa verso la città bassa. Dopo una sosta in un punto panoramico, oltrepassando la Basilica di Sant’Alessandro in Colonna, che conserva una Deposizione di Lorenzo Lotto, scendiamo fino ad arrivare in Piazza Pontida, dove facciamo una pausa ristoro in uno dei locali sotto i portici e concludiamo il nostro giro curiosando tra i negozi di Via XX Settembre, una della via del passeggio e dello shopping dei bergamaschi.

Secondo Itinerario – Bergamo alta

Punto di partenza: Piazza Mercato delle Scarpe

Punto di arrivo: Teatro sociale

Partiamo da Piazza Mercato delle Scarpe, così chiamata dal 1430 quando diventò luogo del mercato delle calzature; nella piazza, la stazione della funicolare, il portico degli Orefici ed una cisterna d’acqua costruita nel XV secolo per l’approvvigionamento delle abitazioni. Salendo verso il colle di Sant’Eufemia, La Rocca di Bergamo, fortificazione di origine trecentesca con funzione militare, è oggi sede del Museo dell’Ottocento, che illustra la storia della città tra Ancien Regime e Unità d’Italia. Via Solata ci conduce fino al medievale Convento di San Francesco, sede del Museo delle storie di Bergamo e del Museo della fotografia Sestini, dedicato alla fotografia storica. Attraversando Piazza Mercato del Fieno, da Via San Pancrazio arriviamo alla Torre del Gombito, così chiamata perchè sorge ad compitum, ovvero nel punto d’intersezione tra il cardo e il decumano massimo della città romana: edificata nel XII secolo e con un’altezza di 52 metri, ospita l’Ufficio Turistico di Bergamo Alta; salendo 263 gradini, la sua sommità è un belvedere privilegiato. A due passi ci accoglie la magnifica Piazza Vecchia, dove ci accomodiamo sui tavolini del Caffè del Tasso, nato nel 1476, nella lista dei “Locali Storici d’Italia” e crocevia di personaggi illustri, italiani e internazionali.

Visitiamo la Biblioteca Civica Angelo Mai, istituita nel Settecento grazie al lascito librario del cardinale Furietti e posta all’interno del Palazzo Nuovo, chiamato così in contrapposizione al Palazzo Vecchio o della Ragione, situato sul versante opposto, e risalente al XII secolo; esso divide Piazza Vecchia da Piazza del Duomo e costituisce il più antico palazzo comunale italiano. Il nome gli venne attribuito con l’arrivo della Repubblica di Venezia nel XV secolo, epoca da cui divenne luogo di amministrazione della giustizia. Nella loggia sottostante, un orologio solare del 1798, segna il mezzogiorno locale e la data, attraverso un raggio di sole che colpisce una meridiana incisa nel marmo della pavimentazione. Nel cuore di Piazza Vecchia, la Torre civica, detta il Campanone, costruita tra l’XI ed il XII secolo, con i suoi 52,76 metri di altezza è la torre più alta della città.  Alla sua sommità, raggiungibile a piedi (230 gradini) o in ascensore, insieme ad una vista imperdibile, si trova la più grande della Lombardia, ribattezzata dagli abitanti Campanone: alle dieci di ogni sera batte i suoi suggestivi cento rintocchi a ricordo della chiusura delle porte della città, durante la dominazione veneta.

All’ombra del Campanone, il Palazzo del Podestà racconta la storia della Bergamo romana, e al primo piano, il Museo Storico dell’età veneta, propone un viaggio indietro nel tempo attraverso un percorso multimediale e interattivo. Sul lato occidentale di Piazza Duomo, il Battistero, di forma ottagonale, fu costruito da Giovanni da Campione nel 1340, inizialmente all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore e successivamente smembrato e ricomposto, fino alla sua collocazione ultima nel 1898-99, quando fu ricreato in stile neogotico. Accanto, la Cappella Colleoni, mausoleo del celebre condottiero, costruita tra il 1470 e il 1476 e opera dell’architetto Giovanni Antonio Amedeo, è l’edificio più maestoso di Bergamo; la sua facciata, decorata da marmi rossi e bianchi, è un capolavoro del Rinascimento italiano. All’interno la statua equestre del Colleoni si impone vicino alla delicata tomba della figlia Medea che riposa insieme al suo amato uccellino. La cappella si presenta in posizione avanzata, quasi a voler nascondere l’adiacente Basilica di Santa Maria Maggiore, edificata nella seconda metà del XII secolo come voto dopo aver ricevuto la grazia dalla Madonna durante un’epidemia di peste. All’ ingresso i protiri trecenteschi di Giovanni da Campione, con quattro leoni rossi e bianchi in marmo. L’interno, in stile barocco è arricchito da affreschi, stucchi, arazzi e dalle tarsie lignee di Lorenzo Lotto. Nella basilica è custodito il monumento funebre a Gaetano Donizetti. Degno di nota, l’Organo Carlo Vegezzi  Bossi del 1915. Tra le due porte sul lato settentrionale sono infisse nel muro le antiche misure in vigore a Bergamo durante il periodo medievale, a cui i commercianti facevano riferimento.

Nella stessa piazza, il Duomo, dedicato a sant’Alessandro patrono di Bergamo, di cui si conservano le spoglie, sorge su un luogo di culto nel V secolo, come testimoniano dalle testimonianze archeologiche conservate nel sottostante Museo e Tesoro della Cattedrale. La cattedrale custodisce  dipinti di Giovan Battista Moroni e del Tiepolo, una pala di Carlo Ceresa, opere in legno intarsiato e in marmo di Andrea Fantoni, e la tiara di Papa Giovanni XXIII: uno prezioso copricapo in oro creato dallo sbalzatore Attilio Nani. Sulla cantoria sulla parete sinistra dell’abside, si trova l’organo a canne costruito nel 1842 da Felice Bossi. Alle spalle di Santa Maria Maggiore, percorriamo via Arena per raggiungere la Domus Magna: qui, al primo piano, ha sede il Museo Donizettiano, la cui visita permette di conoscere la vita, l’opera e la personalità di Gaetano Donizetti, protagonista del teatro musicale europeo del primo Ottocento. Intersecando Viale delle Mura, scendiamo nella sotterranea Cannoniera di San Giovanni, risalente all’epoca della dominazione veneziana. Proseguendo sul Viale, arriviamo nella cittadella viscontea, dove hanno sede il Civico Museo Archeologico e il Museo Civico di Scienze Naturali “ E. Caffi”. Nascosto tra i palazzi dell’adiacente Via Colleoni, l’ottocentesco Teatro Sociale, sede dell’info point turistico e della programmazione del festival Donizetti Opera, fu progettato dall’architetto Pollack, allievo dell’illustre Piermarini, che disegnò la Scala di Milano.

BLOCK NOTES

Come arrivare 

In auto:A4 Milano-Venezia. In treno o In bus: Da Milano Lampugnano, Cadorna e Piazza Castello. http://bergamotrasporti.it, www.muoversi.regione.lombardia.it, L’aeroporto internazionale Milano Bergamo, a soli 5 Km, è servito da diverse linee nazionali ed internazionali ed è collegato alla città da un servizio di bus navetta. Info ATB Point Tel.035236026 .

Dove dormire

www.provincia.bergamo.it: catalogo annuari alberghi, campeggi e strutture ricettive non alberghiere. 

CITTÀ BASSA: B&B L’Angolo del Poeta, Via Borgo Palazzo, 39, Tel. 035237631 e 3481059762 http://www.visitbergamo.net/it/dettagli-oggetto/4891-l-angolo-del-poeta/, in un antico borgo che conduce in pochi minuti in città alta, due soluzioni abitative, all’interno di un palazzo nobiliare del 1600; Bergamo Inn 43, Via Sentierone 43, Tel.035 248675, www.bergamoinn43.it, a soli 200 m dal Teatro Donizetti, camere finemente ristrutturate, alcune con vista sul teatro; Antica Dimora B&B in Historic Residence, Via Pignolo, 65, Tel.3472206464, www.anticadimora.bergamo.it, in un palazzo cinquecentesco di Bergamo, a 1 km dalla funivia che collega con la Città Alta. Nelle stanze di Antica Dimora vi hanno soggiornato Re Vittorio Emanuele III e Re Umberto II. Decorate in stile classico, dispongono di mobili d’epoca, soffitti affrescati e camini.

CITTÀ ALTA: B&B Bottondoro, Via Bartolomeo Colleoni, 30, Tel.3497806584, www.bottondoro.com, a pochi passi da Piazza Vecchia: camere accoglienti con richiami antichi e moderni; B&B La Torre della Meridiana, Via Gombito 17/A, Tel.335 207659 e 3489031817, www.latorredellameridiana.com, nelle immediate vicinanze di Piazza Vecchia, offre 2 camere e 1 bagno, al quarto piano senza ascensore, di una casa cinquecentesca edificata sui resti della medioevale Torre dei Rivola. Le camere fanno parte di una residenza disposta su due piani arredata con mobili d’epoca; B&B A Casa Mia ,Via Degli Orti 1,Tel. 3383112311 e  0352652254, www.bbacasamiabergamo.it, in una palazzina stile Liberty, vicino a Colle Aperto, da cui si gode una vista impagabile sui Colli di Bergamo e Città Bassa. Ricca colazione e momenti di relax nel giardino di casa; Design GombitHotel, Via Mario Lupo 6, Tel.035247009, www.gombithotel.it, è il primo design hotel all’interno delle antiche mura che racchiudono Città Alta, adiacente alla Torre del Gombito, una costruzione di pietra del XIII secolo, in bilico fra collezionismo e spazio officina, l’hotel è laboratorio sperimentale e galleria dove giovani artisti lavorano insieme mantenendo vivi gli spazi; Villa Vittoria Charme & Relax,  Scalinata colle Aperto 34, tel.035239209
e  3398383573,,www.villavittoriabergamo.it, antica struttura del ‘900, appartenuta agli eredi di Alessandro Volta, e completamente ristrutturata ad opera della leggenda del motociclismo Giacomo Agostini, attuale proprietario. Struttura di alto livello, ma in un ambiente familiare, circondato da spazi verdi impeccabili e viste mozzafiato sul cuore della città alta.

SAN VIGILIO: Relais San Vigilio al Castello, Via al Castello, N.7/9, Tel.0352650987, www.relaissanvigilio.it, Il Relais San Vigilio, in origine adibito ad alloggiamenti militari dell’omonimo, è oggi luogo unico ed esclusivo, dove ogni dettaglio è stato rifinito con grande cura, nel rispetto delle originali caratteristiche architettoniche, per creare ambienti dedicati all’accoglienza degli Ospiti in un’atmosfera suggestiva ricca di storia, arte e natura.

Piatti tipici

Casoncelli alla bergamasca: pasta fresca e ripieno di carne; lepre in salmì della Val Seriana; polenta taragna: con carni, verdure, formaggio d’alpe fresco (branzi, bitto o formai de mut) e burro fuso; Scarpinocc de Par: pasta fresca e ripieno di pae grattuggiato e formaggio; Polenta e osei (torta): pan di spagna e crema al cioccolato, burro e nocciola e rhum. Torta Donizetti: ciambella con zucchero a velo.

Ricette bergamasche

http://www.visitbergamo.net/it/ricette/

Dove mangiare

Bergamo bassa: Giopì e Margì, Via Borgo Palazzo 27, Tel.035 242366, www.giopimargi.eu, locale storico con cucina bergamasca: pappardelle al salmì di lepre e tartufo, casonsei al burro nocciola, salvia e pancetta-pizzocheri con erbette, patate e Branzi dell’alta valle-coda di bue stufata al vino Buttafuoco; La Malga Osteria, Via G. B. Rota, 1; Tel.035347155, www.lamalgaosteria.it, location ispirata alla baita di montagna, con un menu ricco della cucina tipica bergamasca e non solo, affiancandola con alcune gustose prelibatezze a base di pesce. Sempre aperto, lunedi solo a pranzo. 

Bergamo alta: Antica Trattoria La Colombina,Via Borgo Canale, 12, Tel.035261402, www.trattorialacolombina.it, casoncelli alla bergamasca e brasato con polenta in un ambiente rustico. Terrazza esterna con vista sulla città; La Tana, Via San Lorenzo 25. Tel.035213137, www.tanaristorante.it, Mediterranea, Grill, Italiana; La Marianna, Largo Colle Aperto 4, Tel.035237027, www.lamarianna.it, cucina di sapore toscano con l’aggiunta dei piatti tipici locali. Ampia veranda su giardino pensile; La Vineria Cozzi, Tel.035238836, www.vineriacozzi.it, divenuta il dopo-teatro del  vicino  Teatro Sociale.…fantasia, tradizione, genuinità, attenzione ai particolari, il bello ed il buono; Sant Ambreus, Piazza Vecchia, 2, Tel.035237494, www.trattoriasantambroeus.it, in un edificio del XI sec, due salette direttamente affacciate sulla piazza e una taverna al piano inferiore, La terrazza estiva ospita pranzi e cene direttamente sulla magnifica Piazza Vecchia.

San Vigilio

Baretto di San Vigilio, Via Al Castello San Vigilio 1, Tel.035253191. http://barettosanvigilio.it, Terrazza panoramica con vista mozzafiato nella stagione estiva e ambiente romantico in quella invernale. Italiana, Mediterranea, Per vegetariani. 

Cosa comprare

Vini e prodotti gastronomici del territorio: Dispensa di Arlecchino, Via Gombito 9, Tel.035242718, www.ladispensadiarlecchino.it; Ol Formager, Via San Tomaso, 100, Tel.035239237, www.olformager.it; La Bottega del Tartufo, Via Bartolomeo Colleoni, 3/D, Tel.035 428 4775; Al Donizetti Store, Via Gombito, 17a, Tel.035242661www.donizetti.it.

Cosa vedere

CITTÀ BASSA: Accademia Carrara, Piazza Giacomo Carrara, 82, tel.035234396
e 0354122097, www.lacarrara.it;
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Via San Tomaso, 53
Tel.035270272. www.gamec.it; Museo Diocesano Adriano Bernareggi,
Via Pignolo, 76 – Tel.035219893, www.fondazionebernareggi.it,
Ingresso: libero; Torre Dei Caduti, Piazza Vittorio Veneto, Tel.035247116, www.museodellestorie.bergamo.it; Museo Del Monastero Di Matris Domini,
Via Antonio Locatelli, 77, Tel. 0353884811, www.matrisdomini.org; La Valle Della Biodiversità, via Astino/via dell’Allegrezza Tel.035286060 www.ortobotanicodibergamo.it; Complesso Monumentale Di Astino, via Astino – Tel.035211355,
www.fondazionemia.it); Teatro Donizetti, Largo Porta Nuova, 17, Tel.0354160601/602  https://www.teatrodonizetti.it/it/biglietteria-teatro-donizetti/biglietti/; Attualmente non esiste a Bergamo una Card valida per tutti i musei. Solo i Musei delle Storie di Bergamo propongono un biglietto cumulativo (10 Euro) per i musei appartenenti alla Fondazione https://www.museodellestorie.bergamo.it/, www.fondazionemia.it

CITTÀ ALTA: Civico Museo Archeologico, Piazza della Cittadella, 9 – Tel.035286070, www.museoarcheologicobergamo.it, Palazzo Della Ragione, Piazza Vecchia
mart-ven: 9:30-13/14:30-18 sab,dom, festivi: 10:30-18:30 Vicolo Aquila Nera; Museo Civico Di Scienze Naturali Enrico Caffi, Piazza della Cittadella, 10 – Tel.035286011, www.museoscienzebergamo.it; Orto Botanico Lorenzo Rota Scaletta Colle Aperto – Tel.035286060, www.ortobotanicodibergamo.it; Convento Di San Francesco – Museo Della Fotografia Sestini, Piazza Mercato del Fieno, 6/a, Tel.035247116 www.museodellestorie.bergamo.it; Palazzo Del Podestà – Museo Del ‘500 E Area Scavi, Piazza Vecchia – Tel.035247116 www.museodellestorie.bergamo.it; Duomo, Piazza Duomo – Tel.035210223, www.cattedraledibergamo.it; Museo Donizettiano, Via Arena, 9 – Tel.035247116,  www.museodellestorie.bergamo.it; Cappella Colleoni, Piazza Duomo, da marzo a ottobre. Basilica Di S. Maria Maggiore, Piazza Duomo, 3 – Tel.035211355, www.fondazionemia.it; Torre Civica (Campanone), Piazza Vecchia, 8 – Tel.035247116, www.museodellestorie.bergamo.it; Rocca – Museo Storico Sezione ‘800, Piazzale Brigata Legnano – Tel.035247116, www.museodellestorie.bergamo.it; Museo E Tesoro Della Cattedrale, Piazza Duomo – Tel.035219893, www.fondazionebernareggi.it; Casa Natale Gaetano Donizetti, Via Borgo Canale, 14
Tel.0355296711, www.donizetti.org; Teatro Sociale, Via Colleoni, 2, Tel.0354160612 www.teatrodonizetti.it, per le visite apertura previa prenotazione; Torre Del Gombito- Terrazza Panoramica, Via Gombito, 13, Tel.035242226 (Infopoint Città Alta) www.comune.bergamo.it/node/40727; Fontana Del Lantro, Via Boccola, Tel.035242226 (Infopoint Città Alta) www.comune.bergamo.it/node/40723; Cannoniera Di San Giovanni, Viale delle Mura, Tel.035242226 (Infopoint Città Alta) www.comune.bergamo.it/node/40723; Cannoniera Di San Michele, Viale delle Mura, Tel.035242226 (Infopoint Città Alta) www.comune.bergamo.it/node/40723

Come muoversi

Per Città Alta, Frequente è l’autobus 1A Colle Aperto che ferma alla stazione ferroviaria, alla funicolare e lungo Viale delle Mura. La funicolare da Viale Vittorio Emanuele arriva in 5 minuti in Piazza Mercato delle Scarpe. www.atb.bergamo.it

Noleggi (http://www.visitbergamo.net/it/noleggi/)

Mappe http://www.visitbergamo.net/it/215/

Eventi www.bergamoavvenimenti.it

Bibliografia

Descrizione di Bergamo e suo territorio – 1596, Giovanni da Lezze; AAVV “Le mura di Bergamo” Azienda Autonoma Turismo Bergamo 1977; L. Angelini, Il volto di Bergamo nei secoli, II edizione, Bergamo, 1952; C. Colleoni (Celestino da Bergamo), “Usi, costumi e tradizioni bergamasche” di Luigi Volpi- Ediz. II Conventino- Bergamo; Bergamo nella storia, nell’arte, Renato Ravanelli 1984; Il Centro Piacentiniano di Bergamo. Dal rilievo urbano alla città contemporanea, Alessandro Bianchi e Massimiliano Zigoi, 2018; I Serassi celeberrimi costruttori d’organi, Giosuè Berbenni, EditoreAss. Culturale G. Serassi, 2012; I Bossi. La dinastia e il catalogo, Giosuè Berbenni, EditoreAss. Culturale G. Serassi, 2017

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Reportage pubblicato sul n.273 di Itinerari e Luoghi – Agosto/Settembre 2019

Foto copertina ©Scilla Nascimbene

Ringrazio 

il Direttore Responsabile Daniele Cafieri, il Caporedattore Gianluca Salcioli e la Redazione di Itinerari e Luoghi Editoriale C&C.

Lucia Milesi – Info Point – Torre del Gombito 

Laura Bisutti – Museo Bernareggi

Maria Elisabetta Manca – Biblioteca Civica Angelo Mai

Ing. Berizzi – Cappella Colleoni

Arch. Giuseppe Epinati – Fondazione Mia

Matteo Maggioni – Chiostro di Santa Marta -UBI Banca

Roberta Marchetti – Museo delle Storie di Bergamo 

Giulia Barcella – Accademia Carrara

Don Fabio Zucchelli – Duomo di Bergamo

Don Umberto – Chiesa dei SS.Bartolomeo e Stefano

Marco Valle – Museo Civico di Scienze Naturali E.Caffi

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