Mi ricordo di aver letto su un libro che, tra la nostra anima e il nostro corpo, ci sono tante piccole porte e da lì, se sono aperte, passano le emozioni, se sono socchiuse filtrano appena e che solo l’amore può spalancare tutte le porte di colpo, come una raffica di vento.
Lo scrive nonna Olga alla sua nipotina in Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro.
Nonna Olga le rammenta che “la vita non è una corsa, ma un tiro al bersaglio: non è il risparmio di tempo che conta, bensì la capacità di trovare un centro”.
L’importante è aprire le porte giuste lungo il nostro cammino.
Una porta può essere un inizio, un’opportunità o una persona da vivere.
Aprire una porta significa fare una scelta.
E, tenendo conto che siamo essere umani colmi di emozioni – quelle che vanno avanti e indietro tra le porte lasciate aperte o socchiuse dentro di noi – può essere che le nostre scelte dipendano dallo stato d’animo del momento in cui decidiamo di aprire la porta a una persona oppure no; di conoscerla, di viverla a fondo oppure di ignorarla, come se non avesse nulla da darci.
Chissà se quell’incontro avrebbe cambiato la nostra vita?
Quali sono le porte che dobbiamo aprire?
Nonna Olga risponderebbe così: “Quando davanti a te troverai tante porte e non saprai quale aprire, non aprirne una a caso, ma siediti e aspetta.
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta”.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene