EMILIA ROMAGNA, FERRARA

La “deserta bellezza di Ferrara” che ispirò D’Annunzio nei suoi versi Le città del silenzio, immerse in profonde riflessioni il pittore Giorgio De Chirico, giunto nella città nel 1915, durante il servizio militare in seguito allo scoppio del primo conflitto mondiale.

Giorgio De Chirico e la città del silenzio

La guerra e i suoi massacri sono esperienze che svuotano l’essere umano, fino a farlo quasi impazzire. Il pittore fu infatti ricoverato presso l’ospedale per malati di nevrosi di guerra e proprio lì conobbe gli artisti  Carlo Carrà, Savinio e De Pisis. 

Dopo quegli incontri iniziò a chiamare la sua pittura “metafisica”. 

Furono proprio i quadri ferraresi, vere e proprie icone della modernità, a esercitare una profonda influenza sia sulla coeva arte italiana, sia su movimenti internazionali.

“Commovente fino alle lacrime” nelle parole di René Magritte, la pittura di De Chirico fu travolta da un’ondata di emozioni di fronte a quella silenziosa cittadina che iniziò a raffigurare negli sfondi delle sue tele, in un mondo irreale popolato di meraviglie.

La geometria ordinata della conformazione urbanistica formatasi nel Rinascimento diventa il palcoscenico su cui recitano personaggi muti e senza volto. 

La guerra svuota l’anima. 

Gli enigmi che percorrono l’esistenza prendono forma attraverso atmosfere sospese e pervase di inquietudine. Nella sua opera più nota, Le muse inquietanti (1918, olio su tela, cm 97 x 66. Milano, collezione privata), vero e proprio manifesto della pittura metafisica, il Castello Estense diventa lo sfondo di manichini fragili, inermi, incerti, attraverso i quali l’artista vuole devitalizzare la realtà: certe esperienze lasciano come traccia solo delle forme vuote. 

Ecco allora che nell’arte si fa largo la follia. Le muse, figure mitologiche che ispiravano gli artisti, diventano nell’opera “inquietanti” perché devono indicare quella strada che va oltre le apparenze, devono farci dialogare con il mistero. 

La cittadina estense diviene quindi la metafora del mondo. 

Le muse sono guardiane di uno scrigno che contiene i misteri dell’universo, sfuggevoli, incomprensibili. 

De Chirico non scelse Ferrara per eleggerla a capitale della metafisica, ma fu piuttosto la città stessa fonte di profonde suggestioni che contribuirono a rendere metafisico il significato senza tempo della sua opera. 

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.288 di Itinerari e Luoghi – Marzo 2021, all’interno del reportage FERRARA IN BICICLETTA. ARTE, NATURA E LIBERTÀ, In collaborazione con B&B Hotels.

Foto di copertina ©Scilla Nascimbene

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