LAZIO, CICILIANO
Su una piccola collina alle pendici del borgo di Ciciliano, accanto al Passo della Fortuna, il Signor Luigi scava a mani nude, cercando, sotto la supervisione della soprintendenza, reperti archeologici tra i materiali di risulta, nei pressi dell’uliveto di Villa Manni.
L’elegante dimora degli anni Cinquanta, incastonata in una macchia di querce e lecci, era stata voluta da uno dei più antichi gioiellieri romani: Corrado Manni, nonno dell’attuale proprietaria Francesca.
Fu proprio lui, scavando per costruire la casa di villeggiatura, a rendersi conto che sotto il terreno si nascondeva un tesoro. Fece quindi sbancare completamente la collina a mano, portando alla luce i resti di una città, che la Prof.ssa Lily Ross Taylor, grazie alle epigrafi rinvenute, identificò con Trebula Suffenas, fino ad allora localizzata in altre aree geografiche.
La zona, frequentata già nel Paleolitico e posta su un crocevia di antiche rotte di transumanza e di collegamenti tra Tibur (Tivoli), Praeneste (Palestrina) e Roma, era abitata dal X secolo a.C. dalla popolazione italica degli Equi, “genti rozze, ma orgogliose e fiere”, come scrive Virgilio “eterni nemici dei Romani”, ai quali dovettero arrendersi nel 304 a.C.
Trebula Suffenas, che vantava stretti rapporti con la famiglia imperiale di Augusto tramite i Plautii Silvani, è l’unica città degli Equi aniensi a essere stata rinvenuta.
Gli scavi, iniziati nel 1947, hanno portato alla luce alcune strade, il foro, una serie di edifici e un complesso termale di età traianea, da cui proviene un importante mosaico di 6x7m – oggi nel nascente museo di Ciciliano – che rappresenta il mito di Elle e Frisso: si tratta dell’unica raffigurazione di questo mito che ci è pervenuta, oltre a quella trovata in un un affresco di Ercolano.
La villa è stata da pochi anni aperta al pubblico; il suo giardino ha il profumo delle rose, della lavanda e del rosmarino: essenze tipiche dei giardini romani.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n. n.302 di Itinerari e Luoghi – Luglio 2022, all’interno del reportage DESIDERI NELLE SCATOLE DI LATTA, in collaborazione con Viral Passport e Tivoli Gran Tour