SICILIA, Scicli

“E la Madonna a cavallo era solo lì. Io ero bambino, no? E la vidi sopra il cavallo impennato che pestava i saraceni, una Madonna così diversa dalle altre. Mi dicono che non esistono Madonne a cavallo… Ma io mi ricordo che a quella fiera c’erano banchi e banchi di piccole Madonne a cavallo..

(Elio Vittorini, Il garofano rosso).

Ha i capelli lunghi e neri, donati da una donna come ex voto. È in sella a un cavallo bianco e protegge gli abitanti di Scicli. La Madonna delle Milizie, il cui simulacro ottocentesco è custodito nella Chiesa di San Ignazio, avrebbe liberato, secondo la leggenda, la città dal dominio saraceno.

Si narra che nell’anno 1091, i Normanni sconfissero gli Arabi proprio grazie all’intercessione della Vergine che, arrivata dal cielo in sella a un cavallo bianco, accecò con la sua luce i musulmani, che iniziarono ad ammazzarsi tra loro. A Scicli quella battaglia è ricordata ogni anno con la Festa della Madonna delle Milizie, l’ultimo sabato di maggio.

Città di pietra, cesellata da mani sapienti, Scicli è risorta dopo il terremoto del 1693 come perla del barocco. “La via Mormino Penna, per la ricca presenza di edifici del Settecento, e il Palazzo Beneventano rappresentano un capolavoro del genio creativo umano dell’età tardo barocca”: questa è una delle motivazioni per cui l’Unesco ha inserito Scicli tra le città della Val di Noto nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Importanti edifici religiosi svettano con le loro facciate concave e convesse, come la Chiesa di San Giovanni Evangelista e la Chiesa di San Bartolomeo, mentre ilcomplesso monastico di Santa Maria della Croce sormonta il centro storico dalla cima di un monte.

Oltre che come gioiello barocco, Scicli è conosciuta per le diverse fiction girate tra le sue vie. Al primo piano del Palazzo Municipale, l’ufficio di rappresentanza del sindaco, arredato coi mobili settecenteschi della famiglia Spadaro e impreziosito da un grande arazzo che raffigura il salvataggio di Mosè, è il famoso ufficio del Commissariato di Vigata della serie televisivaIl commissario Montalbano.

Scicli si estende su una larga pianura incastonata all’interno di tre strette valli dette cave. Le sue origini risalgono, con ogni probabilità, al periodo siculo, oltre tremila anni fa, e il toponimo, secondo alcuni studiosi, deriverebbe da Šiclis, uno degli appellativi utilizzati per indicare i Siculi, i famosi popoli del mare.

Testo e foto ©Scilla Nascimbene

Pubblicato sul n.314 di Itinerari e Luoghi – Ottobre 2023, all’interno del reportage Torneranno le farfalle, in collaborazione con Viral Passport e Regione Siciliana

Leggi il reportage completo sui Monti Iblei e la catena delle Madonie: Torneranno le farfalle

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