EMILIA ROMAGNA, FAENZA
Il ranocchio sul medaglione della fontana, accanto alla Cattedrale di Faenza, non doveva esserci. Ma soprattutto non doveva trovarsi all’interno delle tubature il giorno dell’inaugurazione, nel 1621, con tutta la popolazione riunita intorno al primo fonte pubblico del centro città.
Immaginiamo l’espressione degli architetti, quando si resero conto che dalla fontana non usciva acqua: tutta colpa di un ranocchio rimasto incastrato nei tubi! Leggenda o verità, oggi l’acqua zampilla con brio, quindi il ranocchietto deve essersi salvato; rimane però quello in bronzo lasciato dalla manovalanza per non svanire nell’anonimato: un piccolo scherzo, un po’ nascosto ma molto famoso, perché pare che accarezzarlo porti fortuna!
Una fortuna che certamente ha avuto la città fin dai tempi antichi, grazie alla sua posizione all’incrocio di due importanti vie di comunicazione: un itinerario romano che univa Ravenna a Livorno, quindi due mari, e la via Emilia che collegava Rimini a Piacenza.
Fu dal Cinquecento, però, che ebbe inizio il periodo di maggior fioritura, grazie alla lavorazione della ceramica, di cui oggi la città vanta la più grande collezione al mondo all’interno del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, una tradizione tuttora viva nelle botteghe che colorano le vie, insieme ai numeri civici scritti sulle formelle di maiolica, che decorano anche la cupola della Cattedrale, la cui facciata rimasta incompiuta con mattoni “a dente di lupo” contrasta con l’armonia delle forme dell’antistante Casa Albonetti, uno degli esempi del liberty faentino.
Ma è lo stile neoclassico il vanto architettonico di Faenza, detta, infatti, l’Atene della Romagna, il cui principale artefice fu l’architetto Giuseppe Pistocchi, progettista dello splendido Teatro Comunale Masini, inserito nella Strada Europea dei Teatri Storici e considerato uno dei più begli esempi in Italia di Teatro all’italiana, cioè con la pianta a ferro di cavallo all’interno di un rettangolo.
È legata al Pistocchi anche la sobria facciata di Palazzo Milzetti, altro eccezionale esempio neoclassico, che cela un gioiello inaspettato di oniriche stanze e virtuosismi artistici.
Testo e foto ©Scilla Nascimbene
Pubblicato sul n.293 di Itinerari e Luoghi – Agosto/Settembre 2021, all’interno del reportage sul Cammino di Dante Un viaggio per rivedere le stelle, in collaborazione con Ravenna Incoming e Lonely Planet Italia che, nel Best in Travel 2021, ha selezionato Le Vie di Dante fra le migliori proposte di viaggio dell’anno.
Ringrazio
il Direttore Responsabile Daniele Cafieri, il Direttore Enrico Caracciolo, il Caporedattore Gianluca Salcioli e la Redazione di Itinerari e Luoghi Editoriale C&C, Cristina Oddone di EDT.